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Tumblr vuole eliminare il razzismo dai suoi blog, comprese le risposte
L'azienda punta a spazzare via il nazismo e il suprematismo bianco dalla piattaforma


Tumblr ha annunciato ieri un aggiornamento alle sue pratiche per combattere il razzismo sulla sua piattaforma di “micro-blogging“, dove gli utenti hanno spazio per mettere per iscritto e pubblicare le proprie idee. Nell’annuncio, Tumblr specifica che contrasterà in special modo i discorsi riguardo al nazismo e il suprematismo bianco, anche nei reblog, ossia nelle risposte e nei post inoltrati.

Tumblr spiega la sua ricetta per contrastare il razzismo online

Il razzismo su Tumblr, nonostante gli scrutini aziendali, continua ad essere presente sulla piattaforma. Al termine di ricerche statistiche sul fenomeno, Tumblr ha riportato che una grande parte dei discorsi d’odio sulla piattaforma veniva originato da post che sono erano già cancellati. In sostanza, anche dopo l’eliminazione del post razzista, il messaggio d’odio continuava a circolare perché condiviso da altri utenti. Anche semplicemente tramite le risposte al post originale, che non venivano cancellate.

Non sempre le condivisioni amplificavano il messaggio d’odio, anzi certe volte erano condivise da persone che cercavano di rispondere al razzismo. Il problema, chiariscono quelli di Tumblr, è che non lo facevano in modo efficace. Le risposte, per quanto ben intenzionate, “raramente contenevano il tipo di replica che serve a tenere a bada la retorica dell’odio“.

Non è la prima volta che Tumblr censura i suoi contenuti, avendo in passato bloccato la pornografia e i contenuti “da adulti” sulla sua piattaforma. In quel caso, però, erano bastate delle soluzioni software. Utilizzando un database per confrontare le immagini caricate, avevano arginato il fenomeno. Per razzismo, sessismo e omofobia, purtroppo, non è così semplice.

Quindi Tumblr ha organizzato una squadra apposita, Trust & Safety, che passerà i commenti e i reblog segnalati per valutare la presenza di razzismo e qualsiasi tipo di discorso d’odio. “Non c’è nessun proiettile d’argento, intelligenza artificiale o algoritmo che possa prendere di mira precisamente il discorso d’odio”. Quindi l’azienda si affida al controllo umano. E fa in modo di rendere il più semplice possibile riportare un blog anche per gli utenti.


Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.