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La recensione di Twin Mirror, il thriller firmato Dontnod Entertainment
Abbiamo provato l'ultima creazione di Dontnod su PlayStation 4: scoprite subito cosa ne pensiamo


Abbiamo provato Twin Mirror, l’ultima avventura grafica sviluppata da Dontnod Entertainment, e ora siamo pronti a dirvi cosa pensiamo del videogioco in questa recensione. Il titolo, pubblicato da Bandai Namco, ha debuttato il mese scorso in  digitale su PlayStation 4, Xbox One e PC. Sarà riuscito a convincerci oppure no? Scopriamolo insieme.

La recensione di Twin Mirror, il thriller di Dontnod

Twin Mirror: il trailer dell’uscita

Twin Mirror: un’avventura grafica

Twin Mirror è un’avventura grafica sviluppata da Dontnod Entertainment, conosciuto anche per Life is Strange, la serie a videogiochi pubblicata nel 2015. Per avventura grafica si intende un videogioco di avventura dotato di un’interfaccia utente di tipo grafico.

In questo genere rientrano solitamente i famosi giochi punta e clicca, titoli in cui si controlla un personaggio mostrato in terza persona e in cui si utilizza principalmente il mouse (o, nel nostro caso, il DualShock).

Per quale motivo si chiamano punta e clicca? Perché noi controlliamo il nostro personaggio e puntiamo il cursore presente nella schermata di gioco verso punti sensibili come oggetti, personaggi, ecc. Cliccando, quindi, possiamo eseguire determinate azioni.

La trama del videogioco

In Twin Mirror vestiamo i panni di Samuel, per gli amici Sam, un giornalista investigativo di 33 anni che torna nella sua città natale di Basswood, in West Virginia, per partecipare al funerale del suo amico. Il povero Sam però non voleva tornare, o meglio, voleva farlo ma sperava di non incontrare troppe persone, in particolare Anna, la donna che gli ha spezzato di recente il cuore.

All’inizio del gioco infatti il nostro Sam si dirige in un luogo isolato, in cui non prende nemmeno il cellulare, a riflettere. Purtroppo vi rimane più tempo del previsto e non fa in tempo a partecipare al funerale. Tuttavia è in tempo per fare una capatina al bar in cui si sta tenendo la veglia funebre in onore del suo amico.

Dopo aver passato una delle serate più strane e stressanti della sua vita, Sam si ritrova il giorno dopo nella sua camera d’albergo. Qui, in piena depressione e confusione, nota che la sua camicia è ricoperta di sangue: purtroppo il povero giornalista non ricorda assolutamente nulla della sera precedente.

Riuscirà a scoprire cos’è successo e portare a galla la verità?

La trama è molto interessante e ci offre risvolti inaspettati. Più si va avanti con la narrazione, più si sente l’elemento thriller che caratterizza appieno il gioco. All’interno di questa storia siamo costretti a prendere decisioni che cambieranno, in modo positivo o negativo, il nostro destino e quello degli altri personaggi.

Dai tempi di Life is Strange sappiamo che prendere decisioni non è affatto facile e in Twin Mirror lo noteremo in particolar modo.

La comunicazione

Un altro elemento interessante è la comunicazione. Nel corso della nostra avventura abbiamo la possibilità di parlare liberamente con numerosi personaggi e non solo con quelli che hanno, all’effettivo, un ruolo più importante. Possiamo parlare anche con una semplice cameriera o un ragazzo che cammina per strada.

In questo modo Dontnod ha offerto agli abitanti di Basswood una vera e propria personalità, uno scopo. Senza di loro, in un certo senso, la città non esisterebbe. Inoltre è piacevole prendersi un momento di tranquillità all’interno del gioco e scoprire cosa passa per la mente delle persone.

Poi, quando meno ce lo aspettiamo, le loro rivelazioni potrebbero essere fondamentali per la nostra missione. Chi può saperlo.

Dontnod ti fa sentire a casa, in ogni momento

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La colonna sonora

Bastano poche note musicali per rendersi conto che quello che abbiamo davanti a noi è un titolo sviluppato da Dontnod Entertainment. Fin dai tempi di Life is Strange, la software house francese si è sempre fatta riconoscere, in particolare, per l’attenzione riposta nello sviluppo delle varie colonne sonore dei suoi giochi.

In Twin Mirror la riconosciamo subito, fin dai primi secondi di schermata iniziale, fin dalle prime note musicali. Piacevole, come inizio, in quanto ci si sente subito a casa. Si è avvolti da questa atmosfera familiare e davanti a noi, subito, compare un piacevole paesaggio che rafforza questa sensazione.

Dontnod Entertainment ha la straordinaria capacità di rendere i propri titoli unici ma allo stesso tempo molto simili tra loro, il giusto compromesso per permettere ai giocatori di vecchia data di sentirsi a casa. Riesce però anche a far sentire a proprio agio i nuovi arrivati, offrendo loro uno spettacolo per gli occhi, una melodia rilassante e un momento di pace, proprio all’inizio del gioco.

La grafica

Il primo elemento che salta all’occhio è la grafica. Rispetto ai titoli precedenti, la software house francese è migliorata molto dal punto di vista grafico. Non solo ha migliorato la realizzazione dei paesaggi naturali che ci circondano ma è anche riuscita a fare incredibili passi da gigante nella creazione dei personaggi.

I volti dei personaggi presenti all’interno di Twin Mirror sono molto più dettagliati e realistici, il movimento delle labbra non è più meccanico e legnoso. Inoltre il movimento vero e proprio dei personaggi, quando camminano o corrono, è molto più fluido.

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La recensione di Twin Mirror: il Palazzo Mentale e la strana personalità di Sam

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Dontnod si fa sempre riconoscere e lo sappiamo. Nella maggior parte dei suoi titoli, i personaggi principali hanno un dono, una capacità innata, un’abilità che li differenzia dal resto del mondo. Questo significa che anche Sam, il nostro strano protagonista di Twin Mirror, ne possiede una.

La sua è meno sovrannaturale rispetto a quella che possedevano Max in Life is Strange e il piccolo Daniel in Life is Strange 2.

Sam è un personaggio molto pragmatico, non smette mai di pensare e indagare, è sempre sul pezzo. Per analizzare al meglio ogni tipo di situazione si affida a due cose in particolare: il suo meraviglioso e scintillante Palazzo Mentale e il suo secondo Sam.

Il palazzo Mentale

Il Palazzo Mentale, costruito interamente in limpido e brillante cristallo, rappresenta la psiche del nostro protagonista. All’interno di esso sono racchiusi tutti i ricordi di Sam, da quelli più dolorosi a quelli più felici – sempre che ce ne siano. Questo è il suo mondo personale, in cui rifugiarsi quando la realtà inizia a diventare soffocante.

Questo Palazzo Mentale ci sarà molto utile, sia per conoscere al meglio il nostro personaggio, sia per analizzare eventuali scene del crimine ricostruendo ciò che è successo. Abbiamo la possibilità di formulare ipotesi e, se non siamo completamente sicuri, possiamo tranquillamente ricominciare e cercare nuovi indizi, fare nuove supposizioni.

A volte però questo Palazzo si sgretola e va completamente in pezzi perché Sam è in continua lotta con sé stesso, perde facilmente l’equilibrio e il controllo. È quindi compito nostro aiutarlo a rimettere insieme i pezzi.

Il secondo Sam

L’altro Sam che vi abbiamo accennato poco fa non è altro che la rappresentazione di uno dei disturbi di personalità del protagonista. Si può anche considerare come il suo amico immaginario, la sua coscienza, quella parte di sé con cui non riesce a riunirsi. Spesso e volentieri, però, questo altro Sam riesce ad offrirgli un punto di vista completamente differente.

Ci troviamo davanti a due personaggi simili eppure così diversi tra loro che offrono quel qualcosa in più alla nostra storia.

Quindi, qual è il verdetto della nostra recensione su Twin Mirror?

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Twin Mirror è decisamente una bella sorpresa. Si presenta come un prodotto interessante, caratterizzato da una storia avvincente e che cattura fin da subito, misteriosa e con la giusta dose di thriller che cresce sempre di più. I personaggi sono stati realizzati molto bene e si nota quanto Dontnod Entertainment si stia impegnando per dare vita a personaggi diversi, sia da un punto di vista fisico che psicologico.

La software house francese ha dimostrato di aver migliorato anche le sue doti grafiche, offrendo paesaggi mozzafiato e personaggi dettagliati e molto realistici. La colonna sonora non è uno degli elementi che saltano subito all’orecchio, in particolare se si paragona alle original soundtracks dei titoli precedenti. Nonostante ciò bastano poche note musicali all’inizio per farci capire che siamo tornati a casa.

L’esperienza di gioco è forse un po’ troppo corta: conta infatti 5 ore di gioco. Rispetto alle tre o quattro ore (per episodio) a cui Dontnod ci aveva abituati, risulta piuttosto poco.

La vera novità però riguarda il Palazzo Mentale – elemento che i fan di Sherlock apprezzeranno molto. Ogni volta che ci rechiamo insieme a Sam all’interno del suo Palazzo, siamo estremamente curiosi di scoprire cosa pensa, cosa ha vissuto, come si sente. Risultano interessanti anche i momenti in cui Sam combatte con sé stesso, quando la sua mente viene pervasa da questa oscurità da cui dobbiamo tirarlo fuori.

Twin Mirror è un davvero un buon prodotto che ci riporta alla mente alcune meccaniche conosciute in Life is Strange ma che, allo stesso tempo, fa incredibili passi in avanti. Il perfetto mash-up tra presente e futuro.

Twin Mirror - Recensione PS4

Pro Pros Icon
  • Ottima grafica
  • Storia intrigante
  • Il Palazzo Mentale è la novità del gioco
Contro Cons Icon
  • Esperienza di gioco breve

Veronica Ronnie Lorenzini
Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.