fbpx
MotoriNews

Dei ricercatori sono riusciti ad hackerare delle Tesla parcheggiate

Due ricercatori di sicurezza hanno descritto nel dettaglio come sono riusciti ad accedere da remoto ad alcuni veicoli Tesla parcheggiate grazie a delle vulnerabilità presenti nel componente software open source ConnMann. Il tutto grazie a un drone.

I ricercatori che sono riusciti ad hackerare dei veicoli di Tesla con un drone

I due ricercatori hanno pubblicato i loro risultati il 4 maggio, spiegando come sono riusciti a compromettere alcune Tesla parcheggiate e controllare i loro sistemi di infotainment tramite WiFi grazie all’uso di un drone. Hanno affermato che erano in grado anche di aprire le portiere e il bagagliaio, cambiare la posizione dei sedili, la modalità di sterzo e accelerazione, ma non il sistema di guida dell’auto. In sostanza, erano in grado di premere i pusalti disponibili al guidatore, ma non di poter effettivamente guidare il veicolo.

veicoli tesla

Il team, composto da Ralf-Philipp Wenmann di Kunnamon, Inc. e Benedikt Schmotzle, di Comsecuris GmbH, ha deciso di chiamare la scoperta TBONE. L’idea era quella di presentarla al concorso PWN2OWN dello scorso anno, che poi è saltato a causa della situazione sanitaria. Di conseguenza i due ricercatori hanno deciso di contattare direttamente Tesla per informare l’azienda riguardo questa vulnerabilità. Tesla, successivamente, ha risolto la vulnerabilità e i due ricercatori hanno deciso di pubblicare le loro scoperte una volta sicuri che non sarebbero state un problema per i veicoli elettrici dell’azienda.

La cosa affascinante di questa scoperta è che tutto poteva essere fatto da remoto, motivo per cui Weinmann e Schmotzle hanno utilizzato un drone per accedere a distanza alle Tesla. I due non hanno nemmeno dovuto essere vicino ai veicoli per hackerarli.

Molte aziende offrono delle ricompense a chi riesce a scovare delle vulnerabilità

Non è raro che le persone trovino vulnerabilità nei sistemi, soprattutto quando sono nuovi o hanno subito aggiornamenti software di recente. Molte aziende, infatti, incoraggiano gli appassionati di tecnologia a tentare di hackerare o scoprire vulnerabilità nei sistemi, offrendo loro denaro in cambio delle informazioni. Tesla stessa, nel 2019, ha offerto una Model 3 a chiunque riuscisse ad hackerare l’auto. Anche Apple ha offerto milioni di dollari a chiunque potesse trovare vulnerabilità nei suoi sistemi. Non resta quindi che scoprire se anche Weinmann e Schmotzle riceveranno un premio da Tesla per la loro scoperta.

Source
Interesting Engineering

Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button