fbpx

Nel tentativo di combattere il diffondersi delle fake newsWhatsApp ha attivato in India, dove è in corso una campagna elettorale nazionale, un nuovo servizio di fact checking. La nuova funzione permetterà di inviare messaggi ad un team specializzato, che risponderà confermando o smentendo la veridicità della notizia in questione.

Il fact checking di Whatsapp

La situazione di Whatsapp in India è particolarmente delicata: il servizio di messaggistica è stato infatti protagonista della diffusione di molte fake news, alcune delle quali, riguardanti accuse criminali, sembrano aver portato alla morte di circa una dozzina di persone. Whatsapp è stato al centro dei riflettori anche per quanto riguarda la diffusione di notizie false durante le elezioni brasiliane.

Facebook, dietro il servizio di messaggistica, ha quindi deciso di prendere delle contromisure preventive in vista delle elezioni indiane dell’11 aprile. A differenza però di Instagram e Facebook stesso, dove il colosso social può controllare anche autonomamente i contenuti grazie i suoi algoritmi, su WhatsApp, dov’è presente la crittografia end-to-end, questo non è possibile. L’azienda si deve quindi affidare alle segnalazioni degli utenti ed ad un team di persone che verifichino le notizie.

whatsapp fact checking india

Il servizio, chiamato Checkpoint Tiplone e guidato dalla start-up indiana Proto, risponderà alle segnalazioni degli utenti, che possono essere link, messaggi, video e foto, ‘marchiandole’ con un vero“, “falso“, “ingannevole” o “contestato“. Saranno supportate ben cinque lingue: Inglese, Hindi, Telugu, BengaliMalayam. Oltre a dare agli utenti uno strumento per navigare nel mondo delle notizie condivise sull’app, però, l’iniziativa ha anche un altro fine. Ritvvij Parrikh e Nasr ul Hadi, fondatori di Proto, hanno infatti dichiarato che lo scopo principale è quello di “studiare il fenomeno della disinformazione su larga scala. Man mano che arriveranno i dati, saremo in grado di identificare i fattori di maggiore vulnerabilità e interesse [nella diffusione delle fake news]”.

Whatsapp, oltre che con Proto, sta lavorando con altre due compagnie, Dig Deep MediaMeedan, che hanno contributo a progetti simili in altre nazioni. In maniera separata, Whatsapp sta anche testando altre misure, tra cui la possibilità per gli utenti di fare una ricerca inversa delle immagini ricevute, sempre nell’ottica di aumentare gli strumenti a disposizione per capire l’autenticità del materiale ricevuto.

Vedremo se la disponibilità di questa funzionalità riuscirà ad arginare uno dei maggiori problemi delle elezioni democratiche contemporanee. L’iniziativa sembra sicuramente orientata nella direzione giusta, ma non è affatto scontato che il coinvolgimento della popolazione sia sufficiente a raccogliere dei dati rappresentativi del fenomeno, e quindi utili a contrastarlo.


Giovanni Natalini

author-publish-post-icon
Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.