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Xiaomi da oggi ufficialmente in Italia. Perché è una vera rivoluzione?

Xiaomi è un produttore cinese arrivato a occupare il quarto posto al mondo nel mercato degli smartphone e si appresta a entrare in grande stile in Italia.

Nel frastagliato mercato della tecnologia gli smartphone sono IL mercato. Ormai da diversi anni sono di gran lunga la prima categoria di prodotto a livello mondiale e in ogni singola area geografica. Lo smartphone è senza ombra di dubbio il singolo prodotto tecnologico a cui non rinunceremmo mai. Da quando Steve Jobs lanciò il primo iPhone, creando di fatto lo smartphone per come oggi lo conosciamo, è anche sensibilmente cambiato il motivo per cui lo utilizziamo. Dopo aver letteralmente spazzato via categorie di prodotto che ormai non esistono più, oggi lo smartphone è la nostra carta di credito, la nostra chat su WhatsApp, la nostra console portatile, la nostra fotocamera, il nostro navigatore.

Cambia il motivo per cui utilizziamo uno smartphone

L’innovazione tecnologica ha sicuramente creato le condizioni affinché lo smartphone, concettualmente predisposto per svolgere diverse funzioni, potesse fare sempre più cose anche meglio del singolo prodotto che andava a sostituire. Solo chi ha saputo interpretare questi cambiamenti e decidere su quali tecnologie puntare, andando ad anticipare le esigenze di chi poi gli smartphone li doveva usare è riuscita ad avere successo sul mercato.

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Prima di tutti gli altri Apple e Samsung, che negli anni si sono avvicendate al primo posto del mercato, hanno creato prodotti che oltre a essere degli status symbol hanno saputo interpretare queste esigenze, perché uno smartphone è status symbol non tanto per il fatto di possederlo, ma per poter fare delle cose che con gli altri prodotti non è possibile fare. Negli ultimi anni a minacciare il duopolio Apple-Samsung è arrivata Huawei, che ha portato la sua esperienza nello sviluppo delle reti cellulari per presentare sul mercato prodotti che hanno da subito incontrato il favore del pubblico.

In questo scenario, dove sembra molto difficile emergere e ritagliarsi uno spazio in un mercato da oltre 1,4 miliardi di smartphone venduti nel mondo, dopo aver già iniziato da qualche tempo a distribuire i propri prodotti, ma solo attraverso dei distributori, sta per aprire la filiale italiana di una realtà di fatto nuova per l’Europa: Xiaomi.

Xiaomi punta su innovazione e prezzi aggressivi

I primi segnali ci dicono che Xiaomi ha subito incontrato il favore del pubblico. La pagina Facebook italiana del produttore nel giorno lancio ha oltre 120.000 follower (erano 115.000 solo due giorni fa). Andando a guardare il sito internet di Xiaomi si percepisce subito quali sono i punti chiave sui quali Xiaomi basa la propria filosofia e con i quali cerca di differenziarsi dagli altri. Innovazione, qualità dei prodotti, prezzi aggressivi, ascolto degli utenti sono gli elementi che emergono e che sembrano aver creato delle condizioni ambientali positive per Xiaomi.

Il fondatore e CEO di Xiaomi Lei Jun, da molti descritto come lo Steve Jobs cinese, ha dichiarato che i profitti netti sull’hardware non supereranno mai il 5%. Questa dichiarazione ha molti risvolti e non significa solo proporre prodotti a prezzi bassi. Ha implicazioni su come Xiaomi è organizzata, su come pensa di generare profitti a livello aziendale, che se per l’hardware non possono superare il 5% dovranno necessariamente arrivare da altri servizi offerti agli utenti. Ma significa anche investire in ricerca e sviluppo e poter proporre sul mercato dei modelli avanzati tecnologicamente, con caratteristiche interessanti e sicuramente anche prezzi molto competitivi. Senza mettersi a fare confronti, è indubbio che in un mercato dove è facile trovare prodotti a oltre 1.000€ un modello come lo Xiaomi Mi A1 con schermo da 5,5 pollici e doppia fotocamera che è facile trovare online a meno di 200€ o lo Xiaomi Redmi 5 Plus che propone uno schermo 18:9 da 5,99” e risoluzione 2160×1080 pixel da 403 ppi sempre a meno di 200€ rappresentano un’alternativa interessante che permette l’accesso a tecnologie e funzionalità avanzate anche a chi non può permettersi di spendere di più.

Xiaomi uno smartphone per ogni esigenza

Questo approccio è rivoluzionario perché non significa cercare di proporre qualcosa di più allo stesso prezzo degli altri, che siano 1.000€ o 500€, ma creare dei prodotti per cui Xiaomi “sceglie” quali tecnologie inserire in un modello e quali non inserire, proponendo un prezzo molto concorrenziale e andando quindi a creare prodotti che sono adatti a specifiche esigenze, basandosi, stando alle dichiarazioni di Xiaomi, su quello che effettivamente gli utenti richiedono.

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Xiaomi però non è solo sinonimo di smartphone. Il brand asiatico infatti sviluppa tantissimi prodotti – quasi tutti smart – che sul mercato cinese hanno davvero spopolato. Non sono tutti prodotti di creazione propria, bensì "provengono" delle 55 startup appartenenti al gruppo Mi Ecosystem.

Per farvi meglio un'idea, qui trovate alcune informazioni – e numeri – riguardanti il progetto di incubazione, development di Mi Ecosystem.

LEGGI ANCHE: Xiaomi, ecco i prodotti che arriveranno in Italia

In Cina scopriremo qualcosa in più

Questa è la nostra visione di Xiaomi oggi, basata su quello che di Xiaomi si può percepire dall’esterno. La prossima settimana potremo conoscere più da vicino l’azienda perché andremo in Cina a visitare la sede di Xiaomi a Shezhen e a conoscere chi ogni giorno pensa e realizza i prodotti. Il nostro tour, oltre al flasghip store di Shenzhen, prevederà anche la visita di una delle aziende Mi Ecosystem.

Naturalmente vi racconteremo in diretta tutto quello che scopriremo, quindi tenete d’occhio il sito e i social di Tech Princess.

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Vittorio Manti

Gamer per passione da quando avevo 9 anni e chiesi come regalo della comunione una console invece della bicicletta (era il lontano 1979), da oltre vent’anni scrivo di tecnologia e videogiochi e ho diretto alcune delle testate più importanti del panorama editoriale italiano, come Il Mio Computer, Chip e negli ultimi anni Euronics Movies&Games.
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