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La recensione di Yuoni: un survival poco horror

Durante le scorse settimane abbiamo avuto modo di provare a lungo Yuoni, un survival horror sviluppato da Tricore Inc. Dopo esserci assicurati di aver scoperto tutti i segreti del gioco, che affonda le radici della sua proposta horror nel folklore giapponese, siamo pronti a proporvi la nostra recensione di Yuoni, un survival che spesso fatica a svolgere il suo compito primario: quello di spaventare.

Yuoni: la nostra recensione

Si dalle prime fasi di gioco non abbiamo potuto fare a meno di notare come il pathos della narrazione, in teoria elemento centrale per come viene presentato dal gioco, venga in gran parte stemperato da quelli che sono i limiti tecnici con gli sviluppatori hanno dovuto necessariamente venire a patti.

Lo sviluppo del racconto infatti è affidato interamente a delle caselle di testo presentate all’inizio di ogni capitolo, cosa che rende davvero difficile immergersi in quello che succede a schermo. In ogni modo, nel gioco interpreteremo Ai, una ragazzina timida, costretta dai compagni di classe a sottoporsi ad una terrificante prova: recarsi in un ospedale abbandonato e superare una sorta di rito.

Yuoni recensione

Quella che sembra essere una semplice bravata assume ben presto una piega imprevista, dato che l’ospedale in questione risulta effettivamente infestato da uno spirito, Tsun, un bambino morto anni prima, che costringe Ai a recuperare una bambola nascosta nell’ospedale per poi bruciarla in un luogo specifico.

Un incipit decisamente non dei migliori, visto il retrogusto di già visto che lo permea, e che non viene nemmeno raccontato in modo coinvolgente, visto l’assenza totale di dialoghi in game. L’impressione è che le bambole siano proprio i personaggi del gioco, cosa che annulla totalmente il potenziale spaventoso della produzione.

Gameplay e comparto tecnico

Per quanto concerne il gameplay non ci troviamo neanche in questo caso di fronte a nulla di particolarmente esaltante. Il gioco è totalmente lineare, con 2 o 3 al massimo necessarie per arrivare ai titoli di coda. Il percorso che dobbiamo seguire quindi non riserva particolari problemi, se non per qualche spirito maligno che cercherà, goffamente, di ucciderci senza impegnarsi troppo.

Non esistono oggetti, medikit o collezionabili e la paura dell’essere scoperti se va presto, non appena si capisce quanto basilare è l’intelligenza artificiale degli spiriti che in teoria dovrebbero essere le principali minacce del titolo. A risentirne ovviamente è il grado difficoltà, che risulta tarato incredibilmente verso il basso.

Non salva il gioco nemmeno il comparto tecnico, che presenta una grafica piuttosto sporca e un filtro rosso capace di stancare gli occhi in modo incredibilmente efficace. Nonostante quindi l’impegno degli sviluppatori sia apprezzabili non ci sentiamo di consigliare questo titolo, se siete alla ricerca di un horror stuzzicante. Yuoni è un titolo fin troppo minimale e grezzo per il momento, nonostante il grande potenziale inespresso.

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Francesco Castiglioni

Incallito videogiocatore, appassionato soprattutto di Souls e Monster Hunter, nonché divoratore di anime e manga. Scrivere di videogiochi è la mia vocazione e la porto avanti sia qui su Tech Princess che sul mio canale YouTube.

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