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zuckerberg facebook negazionismo olocausto

Il negazionismo dell’Olocausto non ha posto su Facebook
La piattaforma aggiorna la propria policy eliminando anche questo tipo di contenuti


Oggi abbiamo aggiornato la nostra policy sull’hate speech mettendo al bando il negazionismo dell’Olocausto“. Così si apre il post della pagina Facebook di Mark Zuckerberg in cui il fondatore del social network annuncia il cambiamento nella politica aziendale. Un passo in avanti verso il contrasto al cosiddetto hate speech, un tema che molto caldo per la compagnia in questo periodo.

Mark Zuckerberg annuncia che Facebook rimuoverà i contenuti che negano l’Olocausto

Negli ultimi mesi infatti, complici anche gli eventi legati a Cambridge Analytica, il social network per eccellenza è stato spesso chiamato a policy più restrittive. Sono in molti a chiedere che ci sia maggiore responsabilità da parte di Facebook, che spesso aiuta indirettamente a diffondere odio. Così, dopo il lavoro degli ultimi mesi legato alla disinformazione politica, il social ha allargato il campo, impedendo la diffusione di contenuti legati al negazionismo dell’Olocausto.

Today we're updating our hate speech policy to ban Holocaust denial.We've long taken down posts that praise hate…

Gepostet von Mark Zuckerberg am Montag, 12. Oktober 2020

Non si tratta solamente di rimozione di post, immagini o pagine in merito. Come spiega Zuckerberg nel suo post infatti, ci saranno misure in atto anche per guidare le ricerche del pubblico verso fonti certificate.

Da lungo tempo cancelliamo post che celebrano crimini d’odio e omicidi di massa, incluso l’Olocausto. Con l’ascesa dell’antisemitismo tuttavia stiamo estendendo la nostra policy per proibire anche qualsiasi contenuto che neghi o distorca l’Olocausto. Se le persone cercheranno l’Olocausto su Facebook, le indirizzeremo verso fonti autorevoli per ottenere informazioni precise“.

Si tratta di una decisione che non è stata semplice per il fondatore di Facebook, ma che si è resa necessaria al confronto con i dati.

Sono stato indeciso a lungo tra il supporto alla libera espressione e il danno causato dal minimizzare o negare del tutto gli orrori dell’Olocausto. il mio pensiero è cambiato non appena ho visto i dati che mostrano un’ascesa nella violenza antisemita parallelamente alle nostre policy più larghe sull’hate speech“.

Zuckerberg conclude dichiarando:

Tracciare le linee giuste tra ciò che è discorso accettabile e non lo è non è semplice, ma allo stato attuale del mondo, credo che questo sia il giusto bilanciamento“.


Team di redazione

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