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Artisti tecnologia

8 artisti che hanno fatto della meccanica e della tecnologia una forma d’arte


Quando si parla di artisti e tecnologia, o artisti e meccanica, si pensa subito al futurismo. Ma il mondo è andato avanti, ormai i creativi si stanno talmente personalizzando con tutti i mezzi che hanno a disposizione, che sembra impossibile raggrupparne qualcuno all’interno di una ‘corrente artistica’. Uno degli infiniti modi in cui una persona può raggiungere il successo è prendere qualcosa che tutti usano quotidianamente e dargli una nuova modalità di utilizzo. È quello che devono aver pensato le 8 persone elencate qui sotto, considerando la loro straordinaria capacità di unire l’arte alla meccanica, all’elettronica e all’ingegneria. Hanno creato un qualcosa di talmente personale che sono riusciti a farne un lavoro… oltretutto un lavoro che non ha un nome, come li volete chiamare? Inventori? Ingegneri? Artisti? Invegneristi? indipendentemente da ciò, per aiutarvi a vedere le cose in un altro modo ( considerando che in questi giorni di reclusione state vedendo le stesse cose già da un po’), ecco a voi 8 persone che hanno fatto della meccanica e della tecnologia una forma d’arte.

1- Simone Geritz

Beh, se si parla di artisti e tecnologia non puoi non menzionare ‘La regina dei robot di m***a’ (autonominatasi così da sola!). Laureata alla Hyper Island di Stoccolma, Simone Geritz è un’inventrice, conduttrice televisiva e youtuber svedese. Ha iniziato la sua carriera su internet quando costruì un casco con annesso spazzolino da denti per una puntata pilota di un programma di elettronica per bambini. Il programma non andò mai in onda e quel video divenne il suo primo video postato sul canale, dove presenta e sue invenzioni.

Gertz si è pubblicamente autodefinita ‘la regina dei robot di m***a’, perché le sue invenzioni sono dei robot meccanici creati per svolgere le normali azioni della routine quotidiana, come lavarsi i denti, applicare il rossetto o fare lo shampoo, ma sono (appositamente) talmente mal calibrati nei movimenti, da risultare divertentissimi. Chi non vorrebbe una sveglia così?!

2- I Mutoidi

Fino a qualche anno fa nei dintorni di Sant’Arcangelo di Romagna, esisteva una città fatta di gigantesche sculture saldate, edifici in disuso riadattati in maniera bizzarra e un grande arco costruito con automobili: la città di Mutonia. I mutoidi sono un gruppo di performer nati nella Londra degli anni ’70 e poi sparsi in tutto il mondo in differenti colonie (tra cui appunto Mutonia). Profondamente influenzati da Mad Max, e reduci da un passato un pochino turbolento, le loro performance si basano su esibizioni di automobili e moto assemblate da loro, la maggior parte delle quali create appositamente con materiali di recupero. Dei grandi artisti che hanno saputo sfruttare a pieno lo loro conoscenze di tecnologia e meccanica.

3- Joseph Herscher

Joseph Herscher è uno youtuber che deve la sua fama alle eccentriche invenzioni di sua creazione, tutte basate sulla filosofia delle macchine di Rube Goldberg. Per chi non fosse a conoscenza delle basi per vivere, le macchine di Rube Goldberg sono dei marchingegni compliicatissimi atti a svolgere delle funzioni semplicissime. Il bello di queste invenzioni è che sono fattibilissime a casa, in quanto utilizzano ogni sorta di materiale, e in più funzionano attraverso un ‘effetto domino’ tra i vari pezzi che la compongono. Una persona che con le sue creazioni ci ha fatto un vero e proprio lavoro anche al di fuori di Youtube. Oltre alla sua carriera di inventore, Herscher è molto attivo anche sulle produzioni web e televisive.

4- Artisti, tecnologia e meccanica, Theo Jansen

Artista Olandese molto attivo nel campo della scultura cinetica, è diventato ancor più noto al pubblico con le sue sculture Strandbeesten (animali da spiaggia): creature simili a giganteschi insetti o grossi scheletri umani, in grado di camminare sfruttando l’energia del vento. Con l’andare avanti nel tempo, Jansen modificò la struttura di quegli animali, dandogli la capacità di immagazzinare l’energia eolica in bottiglie riciclate (per garantire la giusta scorta di aria in assenza di vento), abilità percettive attraverso rudimentali sensori, e una sorta di forma elementare della memoria. Tutti elementi che, combinati assieme, permettono alle sculture di modificare il proprio comportamento sulla base delle percezioni. Una validissima prova dell’affermazione di Jansen stesso: “i confini tra arte e ingegneria esistono solo nelle nostre menti”.

NUOLUX Divertente a energia eolica Animaris Ordis Parvus...
  • Materiale: plastica durevole duro e legno. Dimensione (L * W): circa 20 * 13cm.
  • Altezza (lato posteriore la bestia): circa 11 cm. altezza (parte superiore dell'elica): circa 17 cm.
  • Può camminare sul vento a mano o soffiando contro l'elica, nessuna alimentazione esterna necessaria.

5- Juanelo Turriano

Prima di parlare di Turriano, è bene fare una premessa. Nel 1562 il figlio primogenito di Filippo II di Spagna battè la testa cadendo dalle scale. Il ragazzo stava sempre più male, e dopo aver consultato un’infinità di dottori, decisero di tentare anche con un miracolo: presero i resti di un francescano del ‘400, Diego d’Acalà, e lo misero accanto al corpo sofferente del figlio. Beh, tanto han detto e tanto han fatto che dal giorno dopo il ragazzo cominciò subito a stare meglio, la settimana dopo era di nuovo in grado di vedere e in un mese già correva la cavallina. Per ringraziare del miracolo, Filippo II fece subito canonizzare il frate, e come ulteriore dono, fece costruire un monaco meccanico con le fattezze di Diego D’Alcalà. Con l’altezza di 38 cm, il monaco meccanico era un capolavoro di ingegneria e meccanica (stiamo pur sempre parlando del 1500!): era in grado di compiere un tragitto a forma di quadrato, muovere la bocca in una silenziosa preghiera, battersi il petto, sollevare il crocifisso che ha in mano per baciarlo, ruotare leggermente la testa e muovere i piedi in modo da far sembrare che stesse camminando (in realtà si spostava attraverso delle ruote nascoste nel saio). E indovinate un po’ chi ha creato questo capolavoro? Esatto, Juanelo Turriano. Orologiaio personale di Filippo II, Turriano era già considerato dai suoi contempiranei il nuovo Archimede per aver progettato e costruito in 20 anni il nuovo orologio astronomico di Dondi, a Padova con ben 2000 ruote dentate.

6- Artisti, tecnologia e meccanica, Oscar Sharp

Oscar Sharp è il regista inglese che ha ideato Sunspring, un cortometraggio del 2016 della durata di una decina di minuti interamente scritto da un’Intelligenza Artificiale chiamata Benjamin. Benjamin andò avanti a olio e film di fantascienza finchè non fu considerato idoneo per scrivere la sceneggiatura. Sunspring è ambientato in un mondo futuro ed è veramente surreale, molti dialoghi alternano frasi slegate tra loro; tutte queste particolarità non rendono il film spiacevole, anzi, ne sottolineano la totale unicità. Pensate che la prima frase pronunciata da uno dei protagonisti è “In un futuro con disoccupazione di massa, i giovani sono obbligati a vendere il sangue. È la prima cosa che posso fare”. Strano davvero!

7- Adam Savage

Un uomo che non ha bisono di presentazioni: Adam Savage. Il simpatico conduttore televisivo, attraverso un’infinità di programmi dedicati, ha avuto la possibilità di creare una serie di oggetti molto particolari. Ci sembra doveroso ricordare che è stato il primo uomo ad aver creato una tuta di Iron Man indossabile e funzionante (che sapeva anche volare!). un artista poliedrico che non potevamo non menzionare. Vi ricordate Simone Gertz, la ragazza del primo punto? Ecco, partecipò come collaboratrice di Savage su Tested.com per il suo primo progetto: un casco per mangiare i popcorn.

8- Artisti, tecnologia e meccanica, Moulla

Moulla è un’illusionista francese rinomato per l’utilizzo di nuove tecnologie durante i suoi spettacoli. A Moulla piace mischiare, unire, creare ed esibirsi con tutto ciò che possa dare la giusta emozione al suo pubblico. Una delle sue ultime creazioni è il Dronebrella: è un ombrello senza manico in grado di volare attraverso un drone posto sotto l’intelaiatura. Il drone ha un sensore che gli permette di seguire Moulla ovunque lui si sposti, impedendogli di bagnarsi.

 

E voi? conoscete qualche artista che ha fatto della tecnologia o della meccanica la sua fama?

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Enrico Natalini

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il suo DNA è composto al 100% di cultura trash e underground. Che siano libri, film, fumetti, serie tv, spettacoli teatrali, mostre o televendite è un segugio per tutte quelle chicche che sopravvivono all'insaputa del mainstream. Di lui dicono che è come un cartone animato, non ha capito bene se sia un complimento o meno, ma a lui piace.
                   










 
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