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L’anguria crepata fa male? La bufala tech della settimana

Torna, puntualissimo, un leitmotiv delle ultime estati. Secondo cui l’anguria con crepe al suo interno sarebbe nociva. Ma è una fake news

Siamo quasi rammaricati di dover momentaneamente abbandonare la lunga sequenza di bufale sul Coronavirus, ma oggi dobbiamo occuparci dell’anguria con le crepe.

Cioè? Cioè, dobbiamo tralasciare la rigogliosa serie di fake news che hanno accompagnato la pandemia praticamente dalla scorsa primavera, e che probabilmente la accompagneranno finché il virus non sarà definitivamente debellato.

Dobbiamo, perché è arrivato il momento di rispolverare un tormentone che da qualche anno a questa parte arriva a invadere simpaticamente le nostre estati.

Sapevate di dover stare alla larga dalle angurie il cui interno sia in qualche modo crepato? Non lo sapevate: allora ve lo diciamo noi.

Ogni bufala a suo tempo

Ormai qualunque avvenimento, purché abbia una certa diffusione e una certo eco mediatica, è accompagnato dalle relative fake news.

Le matrici sono varie: voglia di sensazionalismo, di ritagliarsi qualche minuto di notorietà… Oppure – in modo assai meno innocente – volontà di gettare discredito su un qualche avversario politico o su un movimento di idee che si osteggia. Per tornare al Covid, una grande percentuale delle fake news circolate in questi mesi sono state messe in circolo da persone vicine al movimento no-vax.

anguria

Le bufale estive

Ormai siamo in piena estate. E sono tornate in auge una serie di fake news cicliche che dovrebbero servire a dare suggerimenti corretti su come comportarsi nei mesi caldi. Il problema è che sono appunto notizie infondate, di natura psuedoscientifica, senza nessuno studio a comprovarle.

Tuttavia attecchiscono, al punto che ogni anno escono, vengono smentite, rimangono a sonnecchiare qualche mese per poi ripresentarsi tali e quali l’estate successiva. Perché? Perché il desiderio di essere messi a parte di verità nuove, straordinarie e riservate a pochi, attira irresistibilmente una larga fetta della popolazione.

E così torniamo alla nostra anguria con le crepe.

La bufala delle angurie con le crepe

Da qualche estate in qua appare in diversi siti, anche apparentemente attendibili, una notizia sull’anguria con le crepe.

L’avviso dice di aprire un’anguria, e di verificare se al suo interno la polpa sia o meno attraversata da alcune fenditure. Se sì, occorre evitare in ogni modo di mangiare il cocomero in questione (perché, e questa non è una fake news, anguria e cocomero sono sinonimi).

Le temibili crepe, orizzontali o verticali che siano, sarebbero segnali di una non naturalezza del frutto.

Più precisamente, “la spaccatura indica una chiara presenza di sostanze nocive e cancerogene utilizzate per velocizzare la crescita del prodotto e quindi gli incassi della produzione, tuttavia ai danni dell’uomo. Il consumo di questa tipologia di anguria può provocare l’insorgere di infezioni, tumori e malattie neurologiche difficilmente curabili.”

Tutta colpa di Pechino

E dopo una frase già abbastanza allarmanete, ecco un attacco alla Cina: “Infatti nonostante le sostanze nocive, come gli alghicidi, siano vietate in molti paesi il loro utilizzo è ancora previsto in Cina, paese dal quale ultimamente sono stati importati molti prodotti tossici. La Cina è un grande paese produttore di angurie che entrano nel mercato e quindi nel commercio globale con queste sostanze tossiche al loro interno. Un’attenzione particolare va rivolta al tipo di frutto scelto e soprattutto all’origine di provenienza di frutta e verdura, preferendo cibi di coltivazioni biologiche.”

L’anguria, le crepe e la bufala

Quella dell’anguria con le crepe che farebbe male alla salute è una bufala. Già segnalata, per prendere solo un esempio, nel 2017 da uno dei siti simbolo della lotta alle fake news: BUTAC, acronimo di Bufale un tanto al chilo.

BUTAC ci ricorda che “la crepa all’interno delle angurie è dovuta a eventi naturali, causati da crescita irregolare dovuta solitamente a condizioni meteo avverse e impollinazione malriuscita”.

Le angurie che presentano ciò che in inglese si chiama hollow heart, ovvero cuore cavo, non solo non sono cancerogene, ma hanno le stesse proprietà nutritive di quelle senza questa caratteristica.

Anzi, aggiungiamo noi, è sempre più bello (e raro) vedere frutta e verdura dalle forme irregolari, sintomo semmai di una maggior naturalezza e di un minor intervento umano per migliorarne ossessivamente l’estetica.

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Un tormentone ciclico

A testimonianza del fatto che si tratti di un leitmotiv pronto a ricomparire ogni estate, la bufala sull’anguria con le crepe è tornata tra noi nel 2018. Al punto che il 10 luglio 2018, il blog Sicurezza alimentare ha smascherato la tenace fake news.

Nell’articolo si legge tra l’altro che “in funzione della varietà di anguria, delle condizioni ambientali in cui viene coltivata, dallo stato di maturazione in cui viene raccolta, dell’intervallo di tempo tra la raccolta e il consumo si possono avere delle variazioni come il colore più o meno intenso, la comparsa di crepe, i semi più o meno maturi e così via.  Tutte queste possibili modifiche non influenzano però la sicurezza delle angurie e tanto meno sono collegate alla possibile presenza di residui.”

Dunque “si può affermare che le angurie che troviamo nei diversi punti vendita sono prive di pericoli per i consumatori; il loro consumo dovrebbe invece essere raccomandato per l’importante ruolo nutrizionale anche nei regimi alimentari più rigorosi.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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