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Ieri, Huawei ha indetto una conferenza stampa per annunciare di aver fatto causa al governo degli Stati Uniti. In particolare, la compagnia ritiene che il divieto imposto dagli USA sui suoi prodotti e sull’accesso ai bandi per il 5G sia ‘incostituzionale’. Questo annuncio è solo l’ultima pagina di un rapporto pieno di attriti tra l’America e Huawei, e che ha portato molti altri paesi nel mondo a riconsiderare il loro rapporto con l’azienda. Ma partiamo dall’inizio.

Cina vs USA

In Italia, e in generale in Europa e in Asia, Huawei è un marchio estremamente popolare, e già da tempo ha superato Apple nelle vendite globali di smartphone, posizionandosi al secondo posto dopo Samsung.

Negli USA, però, la storia è diversa: in un paese dove la maggior parte dei dispositivi è ottenuta attraverso il proprio operatore telefonico, il colosso cinese non ha accordi commerciali con nessun carrier ed non è particolarmente conosciuto dai consumatori.

Questa resistenza ai prodotti Huawei non è limitata ai dispositivi mobili, ma anche al business principale dell’azienda, quello con cui è nata e prosperata, ovvero le infrastrutture di telecomunicazioni. Gli Stati Uniti hanno infatti vietato l’uso di dispositivi e tecnologie Huawei da parte delle proprie agenzie federali e ha vietato la partecipazione della compagnia ai bandi riguardanti il 5G, invitando i paesi alleati a fare lo stesso. A seguire l’invito degli USA sono stati per ora Canada, UK, Australia, Nuova ZelandaGiappone. Ma qual è il motivo?

Cina USA

Non è un segreto che tra gli USA e la Cina in questo momento non scorra buon sangue. È in corso infatti una vera e propria guerra commerciale, con dazi di varia natura da una parte e dall’altra. A questo clima di tensione si sono aggiunti il timore e la diffidenza dell’intelligence americana, che teme che il governo possa usare Huawei e ZTE (un’altra azienda cinese coinvolta) per compiere di attività di spionaggio e sorveglianza internazionale.

Per quanto sia sicuramente vera la vicinanza dei vertici dell’azienda al Partito Comunista Cinese, questo è vero per tutte le grandi compagnie del paese, proprio per come è strutturata la Cina a live. E gli USA non hanno ancora mostrato nessuna prova concreta riguardante queste accuse, esprimendo solo timori e nel frattempo agendo per impedire ad Huawei di operare su suolo americano (e non).

Gli animi si sono già scaldati quando, a dicembre 2018Meng Wanzhou, direttrice finanziaria di Huawei, è stata fatta arrestare in Canada su richiesta degli Stati Uniti. L’accusa, rivolta all’azienda, era di aver violato l’embargo commerciale imposto all’Iran. Huawei avrebbe infatti violato il divieto di commerciare con lo stato medio-orientale, vendendo prodotti con brevetti statunitensi sotto licenza (una cosa proibita, secondo quanto stabilito dalle sanzioni). Molti hanno visto questo arresto come una provocazione nei confronti non solo di Huawei, ma della Cina stessa, che ha risposto mettendo in stato di fermi dei cittadini canadesi con l’accusa di “aver messo in pericolo la sicurezza nazionale“.

La causa di Huawei

La denuncia presentata da Huawei alla corte federale del Texas (dove ha sede Huawei U.S.) mette sotto accusa la Sezione 889 del “National Defense Authorization Act“. Questa impedisce alle agenzie federali di procurarsi equipaggiamento o servizi Huawei o assegnare borse e presiti che potrebbero essere usati per acquistare prodotti Huawei. L’azienda ritiene che sia incostituzionale.

Durante la conferenza, il presidente di turno Guo Ping ha detto che il Congresso americano non è stato in grado di fornire le prove necessarie a supportare le limitazioni imposte, e che la compagnia vuol ottenere la loro rimozione permanente.

Per tre decadi, abbiamo mantenuto un comprovato livello di sicurezza informatica. Huawei non ha installato e mai installerà backdoor [sui propri dispositivi] e non permetterà ad altri di farlo. Il governo USA ha marchiato i nostri servizi come una minaccia.” ha affermato Guo Pint (leggendo il testo da un Huawei Mate X) “Il governo USA non ha fornita nessuna prova a supporto delle accuse che vedono Huawei come una seria minaccia nazionale. Il governo USA sta facendo di tutto per sporcare il nome della nostra compagnia. Ancora peggio, sta provando a fermarci anche in altri paesi“.

Così Huawei ha deciso di affrontare pubblicamente una situazione ormai insostenibile, soprattutto per non essere esclusa dalla grande opportunità tecnologica, economica e strategica del 5G. La denuncia di Huawei è un tentativo di mettere pubblicamente all’angolo il governo statunitense, costringendolo a mostrare le prove contro la compagnia (che, non essendo ancora state rilasciate in questi mesi, potrebbero non essere così schiaccianti) o a dover in qualche modo ridimensionare le misure prese fino ad ora.

Non è però affatto detto che le cose vadano così lisce, e potrebbero invece peggiorare la posizione USA nei confronti di Huawei e della Cina. Vedremo nei prossimi giorni gli eventuali sviluppi della vicenda.


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Giovanni Natalini

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Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.