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Gli italiani sono al terzo posto in Europa per donazioni verso realtà o progetti solidali, che ammontano a circa 9,1 miliardi di euro ogni anno (i dati, elaborati alla fine del 2017, sono della Fondazione Lang). Ultimamente, tuttavia, diversi casi mediatici hanno contribuito ad alimentare un clima di sfiducia. Anche chi è animato dalle migliori intenzioni non può fare a meno di porsi una domanda: “Come faccio a sapere con certezza dove andranno a finire i miei soldi?”. La risposta arriva dalla blockchain, grazie all’innovativa piattaforma TrustMeUp presentata a Milano nel corso di un evento che ha visto la partecipazione di Patrizia Misciattelli delle Ripe (Presidente AIFO, Associazione Italiana Family Officer), Carlo Carmine (Chairman Gruppo CFC e TrustMeUp), Angelo Fasola (CEO TrustMeUp) e Don Antonio Mazzi (Fondazione Exodus).

La storia di TrustMeUp

Nata come spinoff del gruppo CFC Trustee e CFC Garanti del Contribuente, fondati da Carlo Carmine, TrustMeUp Plc è una società che offre un sistema trasparente e incentivante per il sostegno alle iniziative filantropiche, sociali e sportive. Ma come funziona, nel concreto? Le associazioni no profit (sportive, culturali e charity) lanciano i loro progetti sulla piattaforma; fans e donors possono scegliere quale sostenere donando online. Grazie alla tecnologia blockchain, il sistema garantisce la sicurezza delle informazioni e la trasparenza delle donazioni. È a questo punto che scatta la “rivoluzione”. La novità di TrustMeUp è infatti rappresentata da un sistema di “rimborso” al 100% delle donazioni effettuate da fans e donors: al sostenitore verrà corrisposto un importo equivalente alla propria donazione (che sarà, pertanto, a costo zero) in Passions Coin, token digitali spendibili presso attività commerciali affiliate in tutto il mondo, sia fisiche che online.

Questo meccanismo premiante crea un circolo virtuoso di cui beneficiano tutte le parti in causa. Gli enti benefici e le associazioni sportive, oltre a fidelizzare in modo trasparente i propri sostenitori, incrementeranno il valore delle donazioni perché presenti in un sistema mondiale di fundraising. I donors saranno incentivati a sostenere i progetti perché coinvolti nella realizzazione degli stessi e perché ‘rimborsati’ da TrustMeUp del 100% per ogni donazione. La rete di merchant può acquisire un nuovo mercato, che offre prospettive di business di sicuro interesse, grazie alla creazione di una nuova community di utenti profilati”,  spiega Angelo Fasola, CEO TrustMeUp.

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Ivan Miralli

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Mi dimeno tra lo studio della Medicina e la passione per la tecnologia e i videogiochi. Romano di origini, vivo tra la nebbia della pianura padana da fin troppo.