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Attacco hacker al Comune di Torino

Creati disguidi ma nessun dato sembra compromesso

Vista la frequenza con cui si susseguono, se la battuta non fosse poco felice verrebbe da dire che si potrebbe tenere una rubrica periodica sulle offensive informatiche che da quest’estate stanno funestando il nostro Paese. Non si fanno sconti né alle Pubbliche amministrazioni né alle grandi aziende private.

Stavolta si tratta di un attacco hacker sferrato contro il Comune di Torino la mattina di lunedì 15 novembre.

Ma è solo l’ultimo di una lunga serie di crimini informatici più o meno riusciti e più o meno gravi.

Il primo, e quello che ancora oggi ha fatto più clamore, risale alla notte fra il 31 luglio e il 1 agosto scorsi, quando gli hacker avevano preso di mira la Regione Lazio. Il cui Presidente Nicola  Zingaretti, per riferirsi all’accaduto, aveva parlato del “più grave attacco di sempre portato contro una pubblica amministrazione italiana”.

Ultima in ordine di tempo l’offensiva contro MediaMarkt, società che controlla la ben nota catena di negozi di elettronica MediaWorld. E che ha creato disagi a dipendenti e clienti di diversi esercizi, specie nel Nord Italia.

Ma oggi a rubare la scena è l’attacco hacker al Comune di Torino. Cosa sappiamo di questa azione criminosa?

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L’attacco hacker al Comune di Torino

Nella mattina di lunedì 15 novembre c’è stato un attacco hacker al Comune di Torino. E mentre stiamo redigendo l’articolo, alle ore 16 del medesimo giorno, i problemi non sembrano ancora essere risolti.

In questo momento sulla home page del sito del Comune, che pare funzionare senza rallentamenti, compare la seguente nota: “Sospesa l’attività di anagrafe e di alcuni uffici comunali a causa del malfunzionamento del sistema informativo. Tecnici al lavoro per riattivarlo al più presto.

La Città di Torino comunica che, a causa di un probabile attacco hacker al proprio sistema informativo, è stata sospesa questa mattina l’attività di alcuni servizi, tra cui quelli anagrafici.

I tecnici della Città e del Csi Piemonte sono al lavoro per ripristinare il funzionamento corretto del sistema e, al più presto, consentire a uffici e sportelli di operare in sicurezza.”

La Polizia Postale sta indagando per individuare i responsabili dell’offensiva.

L’avviso cartaceo

Già nella mattina del 15 novembre, nel Palazzo comunale in via della Consolata era stato affisso un cartello che informava la cittadinanza del disservizio. E che spiegava a chi avesse prenotato un appuntamento che sarebbe stata cura del Comune ricontattare per fissare una nuova data.

Cosa sappiamo dell’attacco

Sono ancora scarne le notizie sull’attacco hacker ai danni del Comune di Torino.

L’offensiva è alla rete informatica a cui sono collegati non solo i terminali del palazzo del Comune, ma anche diversi servizi civici. Il personale amministrativo si è allontanato dai computer, per permettere ai tecnici di eseguire tutte le verifiche necessarie in questo caso. Ed evitare il rischio di diffusione del virus.

Un altro attacco ransomware

È tuttavia trapelata la notizia secondo cui, come quasi sempre sta accadendo negli ultimi mesi, si tratterebbe di un altro attacco ransomware.

Ossia di un’offensiva portata attraverso un virus capace di introdursi in un sistema e cifrarne i dati. Chi lo ha immesso in maniera illegale può quindi chiedere un riscatto (in inglese ransom, appunto) per sbloccare il sistema e restituirne l’uso ai proprietari.

Sarebbe stato dunque chiesto un riscatto. Ma non se ne conosce l’ammontare, né soprattutto si sa quale comportamento adotterà l’amministrazione nei confronti della richiesta.

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La nota del Comune

Sono state isolate tutte le postazioni, per evitare il diffondersi del virus, ed è stata data comunicazione interna di non accendere i pc.

Sono poi stati staccati i domain controller, cioè i server che gestiscono le richieste di autenticazione per la sicurezza, e sono state cambiate le utenze di admin.

In una nota, il Comune spiega che “il numero delle postazioni di lavoro colpite risulta essere contenuto.

I servizi del Comune non sono stati compromessi, ma possono verificarsi alcuni disservizi agli sportello, dovuti a misure cautelative di contrasto alla diffusione del malware. Si rassicurano gli utenti che nessun dato personale è stato compromesso e che sono disponibili i backup”.

L’attacco dello scorso 11 aprile

I torinesi ricordano ancora l’attacco hacker dell’11 aprile scorso.

Quando l’offensiva contro Atc (l’Azienda Territoriale per la Casa) aveva compromesso per settimane l’erogazione dei servizi informatici. La normalità era stata ripristinata solo ad agosto.

L’offensiva nel giorno dell’esordio dell’anagrafe digitale

Un bel paradosso: l’attacco hacker al Comune di Torino ha mandato in tilt anche gli uffici dell’anagrafe. Proprio oggi che si è inaugurata l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Ovvero un’anagrafe online che permette a tutti i cittadini in possesso dell’identità digitale di scaricare autonomamente e gratuitamente 14 certificati.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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