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Nella giornata di giovedì, un ragazzo inglese accusato dell’attacco hacker ai server di Microsoft e Nintendo tra il 2017 e il 2018 si è dichiarato colpevole  davanti alla corte dei reati commessi. Il ventiquattrenne Zammis Clark avrebbe ottenuto illegalmente l’accesso ai server dei due colossi, causando un danno tra i 3 e i 4 milioni di dollari.

Attacco hacker Microsoft e Nintendo: l’accesso ai server

Tutto inizia il 24 gennaio 2017, quando Clark è riuscito a ottenere l’accesso ai server di Microsoft, per poi caricare una web shell in modo da potersi collegare da remoto senza limitazioni. In questo modo, ha potuto vedere tutti i dati e i file caricati dall’azienda, in particolare le versioni di pre-distribuzione di Windows.

Clark ha poi condiviso le informazioni d’accesso con terzi, permettendo ad hacker di tutto il mondo di rubare circa 43000 dati confidenziali. I file in questione sono stati trovati anche sul computer di Clark stesso. Dopo aver caricato un malware nella rete di Microsoft, il ragazzo è stato arrestato a giugno 2017, per poi essere rilasciato su cauzione, senza avere però alcuna limitazione nell’utilizzo del computer. Ed è così che è arrivato il turno di Nintendo.

L’attacco alla grande N

A marzo 2018 Clark è riuscito a entrare nella rete interna di Nintendo, ottenendo l’accesso ai server contenenti informazioni su giochi non ancora distribuiti. Ha anche rubato 2365 username e password, fino a quando l’azienda non ha scoperto la violazione a maggio 2018.

La condanna

Non era la prima volta che Clark era coinvolto in attacchi hacker: nel 2015, infatti è stato arrestato dalla polizia britannica per il suo ruolo nella fuga di dati della Vtech.

Nonostante le accuse siano pesanti, il giudice ha deciso di non mandare Clark in prigione. Soffre, infatti, di autismo e prosopagnosia, e potrebbe essere a rischio in un ambiente come quello del carcere. Per il momento, la condanna è di 15 mesi sospesi per 18 (il che vuol dire che non andrà in prigione per il momento, a meno che non commetta nuovamente il crimine) e sarà sotto sorveglianza per 5 anni. Sarà compito dei genitori supervisionare e seguire il suo percorso di riabilitazione.


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Silvia Maddalena

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Appassionata di videogiochi, cinema e serie TV, passo il mio tempo tra Temeria, la Zona Contaminata, Rapture e tanti altri bei luoghi lontani armata di mouse e tastiera.