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Before We leave: gestire un pianeta e oltre

Abbiamo giocato in anteprima a Before We Leave, il nuovo gestionale di Team 17 che ci mette al comando di un pianeta e non solo

Before We Leave è un videogioco gestionale/ di simulazione di Team17, la software house indipendente famosa per franchise come Overcooked, Worms e My Time at Portia. Con questo titolo, Team17 ci mette tra le mani un particolare videogioco gestionale in cui saremo in grado di gestire un piccolo pianeta e la sua economia, fino ad esplorare lo spazio e colonizzare altri pianeti. Scopriamo cosa ci riserva questo titolo in questa recensione di Before We Leave.

La nostra recensione di Before We Leave

Il genere umano si è rinchiuso all’interno di Bunker sotterranei per sfuggire a un disastro galattico che ha colpito il pianeta. Secoli dopo, dimenticate le causa della calamità che li spinse a fare una scelta tanto estrema, gli esseri umano decidono di riemergere in superficie. Al loro “risveglio”, quello che trovano è un pianeta risanato, ricco di risorse e aria pulita ma il passato e le conoscenze della civiltà, sono andate perdute. Il nostro compito sarà quello di ricostruire ciò che è andato distrutto e creare un’economia planetaria efficiente con il giusto equilibrio tra sfruttamento delle risorse e rispetto per l’ambiente così da portare il genere umane nella nuova frontiera: lo spazio.

Un’economia a tutto tondo

Before We leave recensione team17

Una volta iniziata la partita avremo a disposizione una piccola isola in mezzo all’oceano suddivisa in sezioni esagonali. In ogni sezione può esservi costruita una sola struttura o una strada, quest’ultima fondamentale per riuscire a muoversi da una parte all’altra. Inizialmente, il nostro Hub centrale sarà il bunker sotterraneo, una piccola struttura che contiene, oltre ad un notevole numero di abitati, anche delle risorse, come pietra, legna o attrezzi, che ci aiuteranno a ri-muovere i primi passi sulla Terra. Il rifugio genera anche acqua e cibo ma molto lentamente e in piccole quantità, non sufficienti per sfamare tutti. Dovremo quindi iniziare a coltivare la terra e creare un sistema autosufficiente.

Risorse come cibo, acqua, legna e pietra saranno la nostra priorità, oltre ovviamente a costruire nuove case per la nostra popolazione. La nostra popolazione è composta dai cosiddetti Peep, simpatiche “pedine” che si muoveranno da una parte all’altra della mappa a seconda della propria mansione. Ogni Peep sceglie automaticamente dove lavorare in base alle esigenze del momento e sarà necessaria un’attenta programmazione sul da farsi.

Oltre a gestire le risorse e la trasformazione delle stesse, come molti gestionali là fuori, qui dovremo anche prestare particolare attenzione al posizionamento di strade e strutture. La griglia a esagoni infatti permette di occupare potenzialmente ogni singola sezione con una struttura, come un perfetto alveare. Ma tutto ciò è ben più complicato di come appare, bisognerà pensare attentamente dove posizionare ogni costruzione e valutare anche i vantaggi e gli svantaggi che esse ottengono a secondo del tipo di terreno, delle strutture adiacenti e molto altro.

Il pianeta a portata di click

Il mondo in cui ci troviamo non ha dimenticato la presenza degli umani del passato. Sparsi nella mappa, infatti, ci sono i resti delle antiche civiltà che nascondono i principi di sopravvivenza dei nostri antenati. Per scoprirli, avremo bisogno di un capanno degli esploratori e una biblioteca per apprendere e ricordare. La biblioteca da il via ad un ramo delle tecnologie piuttosto ampio in cui potremo re-imparare le conoscenze perdute come le scuole, la costruzioni di ponti, magazzini, l’estrazione dei minerali e molto altro.

Dai resti di antiche costruzioni potremo ricavare della pietra, mentre dai cadaveri di giganti automi meccanici, il ferro di cui abbiamo bisogno. Tra queste costruzioni archeologiche, troviamo anche siti altamente tecnologici ormai in disuso che, una volta riparati, potranno donarci grandi potere e conoscenze. Tra questi troviamo anche i resti di un’antica nave che ci guiderà alla scoperta del pianeta. La nostra isola non è infatti la sola presente nel mondo. Altri territori, con altri biomi e nuove risorse si nascono la fuori e aspettano solo di essere scoperte e raccolte.

Ben presto avremo esplorato tutto il pianeta (non di dimensioni così grandi) e colonizzato ogni singola isola. Ma a differenza della maggior parte dei videogiochi di questo tipo, le risorse non sono condivise con tutti gli insediamenti. Se nella nostra isola madre avevamo grandi quantità di cibo, la nuova isola dovrà ricominciare d’accapo a raccogliere le risorse oppure, commerciare.

Il commercio che fa girare il mondo

Before We leave recensione

Commerciare tra le varie isole sarà una meccanica fondamentale, nonché la più impegnativa e anche la più interessante. Tra le varie isole dovremo creare delle rotte commerciale che gestiremo noi stessi. Risorse grezze da un’isola potranno essere rifinite in un’altra per poi ritornare dal mittente principale per la costruzione di nuove strutture. Sarà necessario moltissima pratica per riuscire a creare il perfetto equilibrio tra cibo, risorse di costruzioni e beni di lusso per rendere felici i nostri abitanti.

Complici il lavoro, la varietà di cibo nei magazzini e l’inquinamento, la felicità del popolo è sul filo di un rasoio. Questo rende ancora più difficile il piazzamento delle strutture e la gestione delle risorse. Cave e industrie hanno infatti un impatto negativo sulla popolazione, pertanto, posizionarle tutte in un’unica isola non sarà la soluzione giusta, allo stesso modo creare un quartiere ibrido tra case, industrie e fattorie, avrà un impatto negativo poiché ogni struttura influenza negativamente l’altra. Vi ritroverete a riavviare la partita più e più volte prima di riuscire a ritrovare l’equilibrio perfetto. E quando tutto sembra trovare un certo ritmo, eccovi nello spazio, pronti a colonizzare un altro pianeta e ricominciare tutto d’accapo.

Una volta trovato un nuovo “Nuovo Mondo“, il vecchio sarà comunque lì e continuerete a gestire entrambi i pianeti e ad organizzare trasporti commerciali interplanetari. Tutto ciò a ripetersi fino ad un massimo, al momento, di 7 pianeti per dare il via al vostro impero nello spazio. In Before We Leave, infatti, non si combatte, non ci sono nemici ne unità militari da ricercare e sviluppare. L’anima del gioco è l’economia e il commercio.

Gli Scenari di Before We Leave

La modalità principale del gioco è una partita senza nessun tipo di obiettivi in cui bisognerà semplicemente crescere il più possibile e mantenere un’economia solida il più a lungo possibile. Un’interessante alternativa che ci salva dalla monotonia, è la modalità Scenari. Si tratta di partite predefinite con una serie di obiettivi e caratteristiche specifiche più complesse. Il gioco consiglia infatti di imparare i fondamenti del gioco prima di intraprendere queste missioni e con ragioni. Per quanto interessanti, gli scenari rappresentano una sfida molto alta che ci aiuterà a perfezionare le nostre abilità, scoprire qualcosa di più sulla trama del gioco e…qualcuno ha detto Gremlins?

Indie di qualità

Dal punto di vista tecnico, Team17, ancora una volta, si difende più che bene. La semplicità tecnica del gioco è pari solo alla sua fluidità. Uno stile grafico cartoonesco dona a Before We Leave una vena divertente e colorata dove non mancano però giochi di luce e ombre. Le animazioni presenti non sono moltissime, ciò è dovuto anche alla scelta di rappresentare gli abitanti come delle pedine, ma in linea di massima il gioco mantiene uno stile grafico più che personale.

A dar manforte a questo stile unico, ci pensa una colonna sonora d’eccezione, creata da Benedict Nichols, vincitore dei Pav Awards come miglior compositore.

La recensione di Before We Leave in pillole

Before We Leave è riuscito a lasciare un segno come uno dei gestionali indie meglio costruito con un sistema di economia e commercio interessante e impegnativo. Alla lunga il gioco tende a ripetersi ma la casualità dei nuovi pianeti e territori, unita alla modalità Scenario, riescono a dare al titolo una notevole varietà. Siamo certi che in futuro arriveranno nuove meccaniche e nuovi scenari per rendere Before We Leave un gestionale degno dei ben più famosi titoli del genere di Tripla A.

PRO

  • Sistema economico complesso e appagante
  • Impegnativo quanto basta
  • Ottimo stile grafico e sonoro

CONTRO

  • Alla lunga può annoiare
  • Assenza del multiplayer

Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.

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