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Bridgestone premia i vincitori dell’Open Innovation Hackaton

Pochi giorni fa si è concluso l’Open Innovation Hackaton, progetto avviato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli studi Roma Tre con il Digital Garage di Bridgestone, tramite l’annuncio dei tre vincitori. La conclusione del Bridgestone Open Innovation Hackaton Il progetto, che ha portato Bridgestone a collaborare con l’Università degli Studi Roma Tre, l’Università La Sapienza e […]


Pochi giorni fa si è concluso l'Open Innovation Hackaton, progetto avviato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli studi Roma Tre con il Digital Garage di Bridgestone, tramite l'annuncio dei tre vincitori.

La conclusione del Bridgestone Open Innovation Hackaton

Il progetto, che ha portato Bridgestone a collaborare con l'Università degli Studi Roma Tre, l'Università La Sapienza e l'Università degli Studi di Tor Vergata, si è concluso con la proclamazione dei tre vincitori.

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Quest'ultima, svoltasi il 3 luglio scorso presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, è stata anche un'occasione per discutere Open Innovation, istituzioni e sistema universitario, anche con la partecipazione di diverse autorità del settore e delle istituzioni partecipanti.

A commentare l'evento è stato Emilio Tiberio, VP R&D Bridgestone EMEA: “Bridgestone è sempre più orientata alla digital transformation ed è felice di poterlo fare con il supporto e le idee dei giovani talenti delle università più prestigiose di Roma. Visto il successo di questa prima edizione abbiamo deciso di lanciare un secondo hackathon a settembre 2018, con l’obiettivo di trovare l’algoritmo che raccoglie i dati sullo stile di guida degli automobilisti.”

I vincitori dell'Hackaton

A posizionarsi al primo posto del podio è stato il team "ADA", grazie alla creazione di un sistema di monitoraggio del veicolo, ideato per evitare guasti e assicurare una corretta manutenzione.

I tre studenti membri del team vincitore hanno commentato affermando l'importanza dell'esperienza firmata Bridgestone, soprattutto visto il ruolo sempre crescente rivestito dai Big Data, su cui l'università dovrebbe istruire gli studenti.

 

Al secondo posto si è classificato il team “Looper” con CoPilot,  app che raccoglie dati sugli incidenti stradali per fornire informazioni sulla pericolosità delle strade e segnalare percorsi alternativi.

Il terzo posto sul podio è stato occupato dall'applicazione ideata dal team “C.A.T.” (Car Assistant Tools), capace di combinare  informazioni sullo stile di guida e quelle sul manto stradale dei percorsi effettuati.


Maria Elena Sirio

Videogiocatrice dall'infanzia, innamorata del fantasy e dell'avventura (ma, soprattutto, di Nathan Drake), con una passione per il disegno, il cinema e le serie tv, che tenta di conciliare tutti questi interessi con la facoltà di Biotecnologie.