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Il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra è noto per essere all’avanguardia della ricerca. Forse non è altrettanto noto per la mole di dati che produce ogni secondo: 1 petabyte, equivalente a circa un milione di gigabyte.

CERN e Toshiba immagazzinano 10 milioni di GB al mese

I dati risultanti dai lavori dell’acceleratore di particelle del CERN (che, ricordiamo, ha un raggio di 4,3Km) vengono immagazzinati nel centro di elaborazione del CERN stesso.

Vengono condivisi con una rete di circa 170 centri di elaborazione che costituisce la Worldwide LHC Computing Grid, la rete mondiale per il calcolo dei dati provenienti dall’LHC.

In totale si contano 100.000 hard disk HDD per un totale di 350 PB (petabyte).

Le fasi attraverso cui si “esprime” l’acceleratore di particelle si chiamano “Run” e ad ogni Run l’archivio cresce inevitabilmente.

È dal 2014 che il CERN si serve degli hard disk Toshiba, la quale ha fatto girare tre generazioni di dispositivi all’interno del centro di elaborazione.

Fino ad ora tutto ha funzionato correttamente, ma Eric Bonfillou, responsabile della divisione Facility Planning and Procurement del dipartimento IT del CERN, ha dichiarato: “Gli interventi di upgrade programmati per le macchine del LHC richiederanno un dimensionamento delle risorse di calcolo e archiviazione che va oltre quanto oggi la tecnologia è in grado di offrire “.

La cronologia della capacità di archiviazione del CERN

Nel 2014 il CERN acquista i dischi Toshiba: i bisogni sono l’avere hard disk server con elevate prestazioni.

Nel periodo 2013-2014 c’era già stata una fase di arresto dell’acceleratore per prepararsi alla fase Run 2 e procedere all’upgrade dei sistemi di archiviazione.

4 TB per hard disk a 7200 giri/minuto per un totale di 96 TB di spazio in più.

Nel 2015-2016 viene avviata la fase Run 2, le esigenze di spazio di archiviazione crescono esponenzialmente e la capacità totale arriva a 144 TB per unità.

Toshiba MG07Nel 2018 Toshiba lancia il modello ad elio MG07 che consente una capacità di 14 TB per hard disk.

I precedenti hard disk ad aria potevano contenere fino a 10 TB, grazie ad un massimo di 7 piatti con un fattore di forma di 3,5″.

Non è stato possibile assottigliare i piatti mantenendo la tecnologia ad aria, ma con l’elio sì ed ecco perché la capacità è potuta aumentare fino a 14 TB.

La fase Run 3

La fase Run 3 è prevista per il 2021 e nel 2019 il LHC è stato fermato per poter fare l’upgrade della capacità di storage.

Toshiba conta di lanciare dei drive basati su tecnologia CMR (Registrazione Magnetica Convenzionale) e SMR (Registrazione Magnetica a Strati) che consentirà di ottenere drive da 16 e 18 TB, aggiungendo ulteriori 432 TB di spazio per ogni unità.

L’azienda giapponese non si ferma qui e l’attività di ricerca a sviluppo sta già pensando di incrementare lo storage a 20 TB per ogni hard disk, sempre mantenendo il form factor di 3,5″.


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Matteo Bonanni

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Musicista di professione e malato di tecnologia per indole, mischio sempre musica e tecnologia senza soluzione di continuità perché mi piace circondarmi di cianfrusaglie tecnologiche mentre faccio tutto il resto!