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Crash Bandicoot 4: It’s about Time Recensione – Un ritorno in grande stile
Il ritorno del marsupiale tra vecchie conoscenze e nuove sfide allettanti


Crash Bandicoot 4: It’s about Time recensione

Bisogna essere proprio malvagi, per essere ancora in collera con qualcuno dopo oltre vent’anni. O per ripresentarsi in splendida forma dopo aver spezzato il cuore al proprio ex fidanzato. Non manca di sicuro l’elettricità e il divertimento, nell’ultimo lavoro di Toys For Bob, che dopo aver recuperato e ridato lustro non solo ai primi tre capitoli storici del marsupiale più amato e famoso dei videogiochi, ma aver buttato il cuore oltre l’ostacolo e scritto una nuova pagina della storia principale. Non tutti i nodi si sono ancora sciolti e risolti tra il perfido Neo Cortex e il suo nemico Crash, così come abbiamo assistito al ritorno in grande stile di Tawna e ad altri avvenimenti in Crash Bandicoot 4: It’s About Time.

Lo abbiamo atteso a lungo, e le aspettative sono state soddisfatte e rispettate, sia per il risultato finale, sia per le tempistiche di rilascio. In un anno purtroppo ricco di ritardi e rimandi nel mondo dell’intrattenimento, il marsupiale più famoso della storia dei videogame non si è fatto pregare per arrivare a destinazione “in orario” dal 2 ottobre sulle nostre console. Dunque, era decisamente tempo di portare una ventata d’aria fresca in questo franchise quasi del tutto arenato, in fatto di originalità e novità, due caratteristiche ora tornate alla luce in un capitolo che abbiamo spremuto a dovere (e lui ha fatto altrettanto con noi!).

Crash Bandicoot 4: It’s about Time Recensione – E’ questione di tempo (e tempismo)

Il sipario su questo quarto capitolo si apre proprio riprendendo direttamente le fila di quanto accaduto nell’episodio precedente, Crash Bandicoot 3: Warped. Qui Neo Cortex, lo scienziato pazzo della situazione, nonché acerrimo nemico del nostro eroe, non viveva esattamente un lieto fine. Questi infatti, dopo che Crash lo affronta e sconfigge nel centro nevralgico del Vortice risucchia Tempo, viene esiliato. Sarà in compagnia del suo compare N.Tropy e della perfida maschera stregata Uka Uka, a causa dell’implosione della macchina e rimandandoli all’alba dei tempi.

E’ proprio questo viaggio nel tempo, o meglio nelle dimensioni temporali e parallele, che diventa uno dei principali tratti di questo nuovo capitolo, andando a plasmare questa variabile ancora una volta. Dopo aver percorso diverse epoche storiche nel terzo capitolo, questo prosieguo riprende alcune caratteristiche originali e le applica più al gameplay che al contesto di gioco.

In Crash Bandicoot 4: It’s About Time siamo spettatori di una storia rappresentata al meglio delle capacità, da un punto di vista grafico e registico. Ha dimostrato tutta la compattezza di un motore di gioco robusto e decisamente performante, allontanando dalla nostra esperienza qualsivoglia tipologia di bug o lag nel caricamento di gioco. Abbiamo notato solo qualche minima sbavatura in fatto di hitbox, soprattutto in alcune porzioni di gioco parecchio complesse. Qui la rapidità d’azione richiesta non era al passo con i tempi di risposta meccanici del controller.

Crash Bandicoot ™ 4: It’s About Time PS4
  • È giunto il momento - per un marchio-wumping NUOVO Crash Bandicoot gioco!
  • fourward Crash in un tempo in frantumi avventura con i tuoi preferiti marsupiali
  • Neo Cortex e N. Tropy sono tornati di nuovo e lanciando un attacco a tutto campo, non solo su questo universo, ma...

Tutto scorre fluido, proprio come un accanito fan dei videogiochi di Crash esige che sia. Ma solo se sapremo acquisire il giusto ritmo e tempismo per saltare da una piattaforma a una cassa di Wumpa. Infatti, per chi non lo sapesse ancora, lo scatto, la velocità e la precisione nei comandi impartiti al marsupiale sono davvero fondamentali nella riuscita della nostra impresa, e non solo per via delle prove a tempo sbloccabili dopo aver completato ogni livello.

Novità del presente…

La telecamera ci segue praticamente ovunque, da parecchie prospettive diverse, non solo nella classica inquadratura da dietro le spalle di Crash. Si sposta poi allo scorrimento verticale o orizzontale, a seconda delle panoramiche tipiche di questi platform. Ora infatti sono stati introdotti anche le maschere quantiche, dispositivi in grado di modificare le meccaniche di gioco di alcune sezioni di livelli in maniera quasi esasperata, ma molto sfidante. Insomma, un ottimo escamotage per espandere il gameplay in direzioni originali e restituire soluzioni di level design sempre fresche e divertenti.

Una differenza rispetto ai titoli precedenti, che sa far leva sia sul pubblico di nostalgici amarcord, sia della nuova generazione (o di “vecchi e stanchi” giocatori che desiderano prendersela comoda) si nota con la doppia opzione di approccio al gioco. Da un lato infatti, possiamo scegliere la classica modalità con sole tre vite a disposizione e la ripartenza dall’inizio del livello a vite terminate. Dall’altro, la possibilità di accumulare diversi game over e semplicemente ripartendo ogni volta dall’ultimo checkpoint (un’impresa nient’affatto facile e scontata).

Crash Bandicoot ™ 4: It’s About Time PS4
  • È giunto il momento - per un marchio-wumping NUOVO Crash Bandicoot gioco!
  • fourward Crash in un tempo in frantumi avventura con i tuoi preferiti marsupiali
  • Neo Cortex e N. Tropy sono tornati di nuovo e lanciando un attacco a tutto campo, non solo su questo universo, ma...

Il completismo diventa qui un aspetto davvero importante, e non solo per i trofei che dobbiamo raccogliere qua e là, o per gemme e casse da distruggere e accumulare nel contatore di ogni livello. Proprio in virtù delle ricompense nascoste e delle classifiche difficili da scalare, completare subito al 100% un livello diventa piuttosto improbabile. In questo modo possiamo tornarvi una seconda e terza volta e allungare quella ventina di ore abbondante, necessaria a completare il gioco.

Un’altra chicca che ci aiuta a dilungare le tempistiche è dettata dai livelli amarcord, ossia quelli che si rifanno, apparentemente, a “vecchi filmati di repertorio” dei primi capitoli. Ad esempio, grazie alla raccolta dei Nastri Flashback Sbloccabili, possiamo vivere alcuni livelli dedicati a “momenti inediti”. Non mancano i retroscena degli esperimenti terribili compiuti negli anni Novanta da Neo Cortex.

… e eredità del passato

Se ci sono differenze con i capitoli precedenti, non possiamo esimerci dal ritrovare però alcuni punti in comune con l’eredità lasciata dai primissimi titoli Naughty Dog, a partire dall’ironia e dalla leggerezza con cui viene posta la narrazione sotto i nostri occhi. Al massimo, l’unica violenza vissuta nella nostra esperienza di gioco con Crash Bandicoot 4: It’s About Time saranno le nostre imprecazioni. Il motivo? L’accanimento con cui il team di sviluppo ha progettato alcuni passaggi per nulla facili nei livelli. Un ostacolo riscontrato sin dagli esordi, denunciando dunque un inasprimento del gameplay a livello di dinamiche di gioco, non legato ai progressi compiuti dopo ore di gioco. Nulla di insormontabile, tuttavia: coloro che conoscono questa serie, sanno che qualsiasi difficoltà può essere vinta e oltrepassata.

Abbiamo inoltre apprezzato i camei amarcord nemmeno troppo nascosti subito all’inizio del primo livello, dove sulla spiaggia su cui tutto ha inizio troviamo un televisore acceso. Colpendolo, possiamo visualizzare i loghi e le grafiche di inizio partita delle versioni originali dei primi tre giochi della serie. I ricordi sono subito emersi, permettendoci di affrontare questa nuova avventura con rinnovata energia e voglia di mettersi alla prova, ancora una volta. Passiamo così da un mondo all’altro, secondo il classico schema presente in ogni mondo della mappa.

Dopo alcuni livelli sbloccabili uno dopo l’altro e dedicati a diverse “variazioni sul tema” di ogni mondo, nella formula classica che già conosciamo dai primi due titoli, si arriva alla boss fight conclusiva. Proprio portando a termine lo scontro contro un determinato boss, scopriremo che i livelli precedenti e già conclusi sono affrontabili in altre modalità. Un esempio è la cosiddetta N. Verted, che inverte appunto i colori della grafica, dopo aver messo k.o. uno dei nostri acerrimi nemici, N. Brio.

Difficile resistergli

Chi metterà le mani su questo titolo non può non notarlo: Crash Bandicoot 4: It’s About Time è difficile. Una difficoltà estrema in certi punti potevamo anche aspettarcela, ma è anche vero che, come anticipavamo, c’è un vero e proprio accanimento (e non diremmo affatto “terapeutico”) nel metterci i bastoni tra le gambe. E’ risultata  una componente abbastanza inspiegabile e non necessaria. In questo modo, diventa un percorso irto su cui dobbiamo spesso instradarci, ma fortunatamente si tratta solo di alcuni tratti specifici e non dell’intero viaggio.

L’introduzione, infine, di personaggi giocabili come Tawna, Dingodile e Neo Cortex, oppure lo switch tra Crash e Coco avviene in maniera intelligente. Una novità in grado di rendere il gioco frizzante e sempre più coinvolgente. Inoltre, vengono sfruttate a dovere le differenti dimensioni parallele, la casualità degli eventi temporali e i vari colpi di scena. I dialoghi si rivelano sempre pungenti, ricalcando i copioni classici del secolo scorso dei primi titoli, risultando talvolta demenziali ma non fastidiosi o imbarazzanti. 

Il solito Crash è quindi tornato in scena, ma decisamente potenziato. Il contenuto di questo gioco è davvero potente, regalandoci ancora più abilità, una varietà decisamente ampia di possibilità, sfide e ostacoli che mettono a dura prova la nostra attenzione, stimolando la nostra logica a dovere. La noia quindi è ben lontana, l’adrenalina si impossessa di noi fin dal primo istante in cui impugniamo il controller. Cosa ancor migliore, il tutto avviene inserendo naturalmente questo capitolo e senza allontanarsi dalla trama classica dei primi titoli.

In conclusione

Crash Bandicoot 4: It’s about time si è rivelato essere una vera meraviglia per gli occhi degli affezionati, essendo un prodotto principalmente fan service e ricco di richiami al passato. Non mancano però con interessanti aggiunte per svecchiarlo e aggiornarlo. Grazie ai numerosi easter egg più o meno evidenti, il titolo è un trionfo di colori vibranti. Non mancano paesaggi sempre ben dettagliati e atmosfere amarcord e rinnovate, soprattutto nella grafica. Fra personaggi sempre presenti e ritorni in grande stile, il divertimento è assicurato sia per i neofiti della saga, sia per i vecchi navigatori di queste acque. Il titolo di Toys For Bob è ancora una volta un ottimo prodotto, tanto da poter essere considerato uno dei migliori platform sul mercato al momento, senza dubbio.

E’ finalmente arrivato il sequel su cui avevamo riposto le nostre speranze, ma che sembrava quasi impossibile da attendersi veramente. Ora è realtà, a dimostrazione di un brand che ha ancora tanta energia e vitalità dalla sua, e in grado di avvicinarsi a giocatori di età diverse. Adesso prendete il controller e tuffatevi in questa nuova avventura: possiamo ben dire “it’s about time!”.

Crash Bandicoot 4: It's About Time

Pro Pros Icon
  • grafica impattante
  • motore grafico ben performante
  • massimo coinvolgimento nel gameplay con tante novità
  • adatto a tutte le età, anche grazie a camei amarcord
Contro Cons Icon
  • difficoltà talvolta eccessiva in alcuni punti del gameplay

Francesca Sirtori

Indielover, scrivo da anni della passione di una vita. A dispetto di tutti. Non fatevi ingannare dal faccino. Datemi un argomento e ne scriverò, come da un pezzo di plastilina si ottiene una creazione sempre perfezionabile. Sed non satiata.
                   










 
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