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Dazn e i problemi di connessione: siamo pronti per il calcio in streaming?

Siamo indubbiamente di fronte a un cambiamento epocale nella fruizione degli eventi sportivi. Come già accaduto al cinema e alle serie televisive, anche gli sport più seguiti, e il calcio con loro, sono inevitabilmente diretti verso una trasmissione prevalentemente in streaming. Questo processo, cominciato in Italia con l’assegnazione a Dazn dei diritti di alcune partite di Serie A, ha subito una repentina accelerazione in questa stagione, con l’assegnazione alla piattaforma dell’intero palinsesto del palcoscenico più nobile del nostro calcio, con Sky ridotto alla co-esclusiva di sole 3 partite per giornata. Come preventivato da molti, i problemi non si sono fatti attendere. Già dopo pochi minuti di Inter-Genoa, prima partita della stagione 2021/2022 per i campioni d’Italia in carica, si sono palesate enormi difficoltà nella visione della partita da parte degli abbonati alla piattaforma, con interruzioni, rallentamenti e drastica riduzione della qualità video.

Questi problemi non sono certo nuovi per Dazn. Il ruolo di assoluto predominio della piattaforma sulla concorrenza per questa stagione ci ha però imposto un brusco risveglio da un sogno in cui ci stavamo ingenuamente cullando, quello della Serie A in streaming. Fra proteste dei consumatori, pubbliche ammende e interrogazioni parlamentari, è inevitabile porsi una domanda: siamo davvero pronti per tutto questo?

Per rispondere a questo semplice quesito, possono aiutarci soprattutto due report ISTAT: il primo ci dice che nella popolazione over 50 l’utilizzo di internet è ancora scarso: si passa dall’80,2% della fascia 55-59 anni al deprimente 47,3% della fascia 65-74, fino ad arrivare a un catastrofico 14,9% per gli over 75; il secondo, se possibile, è ancora più sconfortante: solo il 79% delle famiglie dispongono di accesso a internet, e solo il 77,8% di queste possono contare su una connessione a banda larga, fissa o mobile. Numeri che certificano l’arretratezza tecnologica dell’intero Paese.

Fra ambizione e problemi tecnici

Consapevole dei problemi globali della rete italiana e di quelli specifici di Dazn, chiamata a trasmettere lo streaming di una singola partita per una platea potenziale di diversi milioni di tifosi italiani, l’assemblea di Serie A aveva anche paventato l’ipotesi di un calendario “a spezzatino”, che consisteva sostanzialmente nella trasmissione di una partita per volta lungo tutto il weekend. Proposta che avrebbe indubbiamente alleggerito il carico sulla rete, snaturando però ulteriormente uno sport sempre più in crisi di identità. Da qui, la decisione di accantonare questo progetto, almeno per il momento.

Nonostante la partnership con TimVision, persistono i dubbi sull’effettiva capacità da parte di Dazn nell’assicurare una qualità video ottimale a un numero così alto di persone. La piattaforma ha ammesso che ci sono stati problemi su una Content Delivery Network, aggiungendo che si sta lavorando alacremente sul potenziamento di Dazn Edge, un sistema di cache proprietario che dovrebbe ottimizzare il flusso dei dati. Già nelle prossime partite, in programma fra pochi giorni, avremo modo di verificare i progressi della piattaforma, tenendo presente che, a differenza di altre tipologie di contenuti, per il calcio anche pochi secondi di lag in un momento cruciale sono intollerabili. La visione di un gol in differita o la mancata visione di un check al VAR possono diventare delle esperienze frustranti anche per i tifosi meno accaniti.

Dazn e la digitalizzazione italiana

I problemi della prima giornata del campionato richiedono soluzioni tempestive. Da qui la risposta rassicurante di Dazn, che in una nota ha dichiarato che i disservizi sono durati pochi minuti e ha ribadito i suoi sforzi, sottolineando che «In questi mesi sono state implementate nuove tecnologie e portati avanti importanti cambiamenti a fronte dei quali, già alla fine della prima giornata, sono stati raggiunti ottimi risultati». Non si è fatta attendere la risposta di Agcom, per cui la qualità del servizio sarà “oggetto di una costante attenzione”. L’Autorità si riserva inoltre di “intervenire con appositi provvedimenti, anche di urgenza, ove ve ne fosse la necessità”.

Il diavolo però, come spesso avviene, si nasconde nei dettagli. Non è infatti un caso che in entrambe le dichiarazioni si parli apertamente di digitalizzazione. Dazn ha infatti ribadito i suoi sforzi per incentivare questo processo, mentre Agcom si è addirittura spinta oltre, dichiarando che l’intera vicenda potrebbe essere “un importante volano per la digitalizzazione dell’intero Paese”. Al di là delle buone intenzioni e degli ambiziosi progetti, è chiaro quindi che il rilancio del Paese deve necessariamente passare attraverso due direttrici: alfabetizzazione digitale e miglioramento delle infrastrutture. Senza queste premesse, non c’è semplicemente futuro. Con o senza calcio.

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