fbpx
News

La digitalizzazione della PA arriva anche al Sud e nei piccoli centri

Secondo FPA e Dedagroup Public Services, la digitalizzazione della PA non è più un’esclusiva delle grandi città, ma include anche i centri più piccoli, sia al Nord sia al Sud

L’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo, che FPA ha realizzato in esclusiva per Dedagroup Public Services, evidenzia che la digitalizzazione della PA oggi non è più un’esclusiva delle grandi città e delle regioni del Nord, ma coinvolge anche i centri più piccoli e le città del Centro-Sud.

Una valutazione accurata

Per valutare la maturità digitale delle nostre città, e il livello di digitalizzazione della PA l’Indagine ha preso in esame tre parametri: Digital public services, che valuta il livello di disponibilità online dei principali servizi al cittadino e alle imprese erogati dai Comuni capoluogo; Digital PA, che misura il livello di integrazione dei Comuni rispetto alle principali piattaforme abilitanti individuate dal Piano triennale per l’informatica pubblica (SPID, PagoPA e ANPR); Digital Openness, che misura il livello di apertura dell’amministrazione comunale in termini di numerosità e qualità dei dati aperti rilasciati e il livello di comunicazione con la propria comunità di riferimento attraverso l’attivazione dei principali canali social.

Verso la digitalizzazione della PA

Per ogni Comune capoluogo, è stato valutato il livello di maturità digitale, ed è stato infine delineato l’Indice complessivo Ca.Re. (Cambiamento Realizzato) che rappresenta la sintesi dei risultati ottenuti nei tre parametri. Immaginando il percorso di digitalizzazione come una corsa di velocità, che anche alla luce della recente esperienza dettata dall’emergenza sanitaria si è capito che si deve e si può compiere, l’indagine individua tre classi di maturità digitale che vede i Comuni collocati in tre momenti: “Blocchi di partenza”, “Stacco” e “Spinta”.

A conferma della possibilità di passare rapidamente al momento successivo, il fatto che l’indagine registra un notevole movimento, con molte città che si collocano appena sotto il punteggio-soglia della fase immediatamente successiva, e che con un minimo ulteriore sforzo potrebbero avanzare facilmente. Su 109 Comuni capoluogo, 35 sono nella fase “Spinta” e hanno raggiunto un buon grado di maturità digitale, 37 si attestano nella fase di “Stacco” e altrettanti si collocano ai “Blocchi di partenza”.

Ecco i comuni virtuosi

Tra le 35 amministrazioni con elevata maturità digitale ci sono 26 Comuni che raggiungono un livello almeno sufficiente in tutte e tre le dimensioni considerate (Digital public services, Digital PA, Digital Openness) ed elevato in almeno una di esse (classificate come “omogenee”), cioè Arezzo, Bari, Bergamo, Brescia, Cagliari, Cremona, Firenze, Forlì, La Spezia, Livorno, Lodi, Matera, Modena, Monza, Napoli, Palermo, Parma, Pavia, Piacenza, Prato, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Trento, Verbania, Verona e Vicenza.

A cui si aggiunge Mantova, con un livello “differenziato” (in fascia bassa in una dimensione e in quella più elevata nelle altre due. E poi otto Comuni che raggiungono il livello più alto in tutte le tre dimensioni: le grandi metropoli di Bologna, Genova, Milano, Roma, Torino, Venezia e due medie realtà come Cesena e Pisa, a testimonianza del fatto che difficoltà strutturali oggettive (collocazione geografica e dimensione demografica) non impediscono il raggiungimento di ottimi risultati quando si è in presenza di determinate proattività soggettive.

Team di redazione

L'account della redazione di Tech Princess e Tech Business.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button