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Nuova direttiva Ue sul diritto d’autore digitale, l’Italia verso una legge pro-investimenti

Il Parlamento italiano ha dato via libera al recepimento della direttiva europea sul diritto d’autore. Ha approvato la legge di delega europea 2019-2020 che, all’articolo 9, prevede l’attuazione della normativa sul diritto d'autore digitale.

L’Unione Europea ha emanato una nuova direttiva riguardante il diritto d’autore digitale, dal momento che negli ultimi tempi sta diventando sempre più materia di forti discussioni politiche. Dal compenso delle big tech ai giornali alla responsabilità delle piattaforme, passando per le nuove eccezioni e al rapporto con gli autori. Sono questi i temi principali che il Governo dovrà regolare entrare giugno.

Nuova direttiva sul il diritto d’autore digitale per l’Italia, la legge

diritto d'autore digitale tech
Patent Law Copyright Intellectual Property Business Internet Technology Concept.

 Il Parlamento italiano ha dato via libera al recepimento della direttiva europea sul diritto d’autore. Ha approvato la legge di delega europea 2019-2020 che, all’articolo 9, prevede l’attuazione della normativa sul copyright. Non solo: mira ad aggiornare il quadro normativo di riferimento in tema di tutela del diritto d’autore in base all’evoluzione delle tecnologie digitali.

I principali aspetti su cui il Governo è chiamato ad intervenire sono molteplici. Dal compenso che le big tech devono pagare ai giornali, alla responsabilità delle piattaforme, passando per le nuove eccezioni al diritto d’autore e al rapporto con gli autori. Entro giugno il Governo dovrà essere pronto a presentare una legge che tuteli una serie di richieste dal mondo dell’industria culturale.

L’obiettivo della nuova riforma sul diritto d’autore digitale è quello di avere una sintesi capace di fare del digitale uno strumento di crescita, tutelando il lavoro creativo, gli autori e tutti gli attori del comparto.

Il diritto d’autore digitale dal punto di vista dell’industria culturale

L’industria culturale ha da sempre visto il digitale come un’opportunità su cui puntare per investire in nuovi modelli di business e di fruizione e mai come un nemico da combattere. Nell’ultimo anno più che mai. Durante il lockdown si è avuto un particolare e intenso impiego delle piattaforme online di streaming già esistenti. Infatti, contenuti audiovisivi e musicali crescevano di mese in mese. L’emergere di nuove piattaforme hanno permesso di partecipare virtualmente a mostre e visite guidate nei musei, a concerti, eventi e fiere. 

Le difficoltà in cui la cultura ha annegato

È indispensabile che ogni mercato abbia bisogno di regole certe per potersi sviluppare in modo equo, corretto e incentivante per gli investimenti. L’attuale situazione economica generata dalla pandemia avrà effetti di lungo periodo. Per questo motivo è importante che le opportunità del digitale compensino le difficoltà in cui si dibatte l’intero settore culturale.

Le eccezioni della direttiva

diritto d'autore digitale tastiera

La direttiva introduce quattro nuove eccezioni al diritto d’autore digitale.

  • La prima eccezione è rappresentata dall’articolo 3. Consente agli enti di ricerca e agli istituti di tutela del patrimonio culturale di effettuare riproduzioni ed estrazioni, per scopi non commerciali di ricerca scientifica, di testo e dati dalle opere a cui hanno legalmente accesso (ad esempio in abbonamento o tramite licenze ad accesso aperto). Il fine è quello di armonizzare e promuovere l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla ricerca scientifica.
  • L’articolo 4 riguarda la seconda eccezione. Estende la possibilità di applicare le tecniche di text and data mining a qualunque soggetto e per qualsiasi scopo, anche commerciale. A meno che tale utilizzo non venga espressamente riservato dagli aventi diritto. Nel caso dei contenuti liberamente accessibili sul web, la riserva dei diritti per il text and data mining potrà essere effettuata tramite strumenti “machine readable”, stringhe di codice presenti nei siti che possano essere interpretati automaticamente da applicazioni software.
  • La terza eccezione (art. 5) consente l’utilizzo digitale di parti di opere per finalità illustrative ad uso didattico, nei limiti dello scopo non commerciale perseguito. Questo può avvenire purché l’utilizzo avvenga sotto la responsabilità di un istituto di istruzione, nella didattica in presenza o in quella a distanza. È possibile tramite un ambiente elettronico sicuro, accessibile solo ad alunni e docenti del corso in cui il brano è utilizzato, purché sia indicata la fonte, compreso il nome dell’autore, tranne quando ciò sia impossibile.
  • Infine, l’articolo 6 consente agli istituti di tutela del patrimonio culturale (biblioteche, archivi e musei) di realizzare copie di qualunque opera o altri materiali presenti permanentemente nelle loro raccolte, in qualsiasi formato o su qualsiasi supporto, ai fini della conservazione di lungo periodo.

L’importa di una legge sul diritto d’autore digitale

copyright

Il testo comunitario dà il giusto riconoscimento al valore dell’industria culturale. Mette, inoltre, il Governo italiano nelle condizioni di dare all’Italia regole capaci di fare del digitale uno strumento di crescita per tutti tutelando il lavoro creativo, gli autori e tutti gli attori del comparto.

In quest’ottica è necessario uno sforzo rapido per rendere efficaci il prima possibile in Italia le regole approvate in Europa. Anche perché vi sono sempre più contenuti online di valore nell’offerta ai consumatori e al ruolo che le piattaforme digitali dispongono sul fronte della protezione dalle violazioni su questi contenuti.

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