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Disneyland Park California

Il posto più felice della Terra è ad Anaheim, California
Disneyland Park compie oggi 65 anni ma com'è nato? Cosa lo rende speciale?


Quando ti raccontano che Disneyland viene definito “il posto più felice della Terra” storci il naso.
Come fa un parco divertimenti a guadagnarsi una nomea simile? Insomma, a prima vista pare solo un posto con qualche attrazione.
Poi tutto cambia.
Attraversi l’ingresso e vieni travolto da una mescolanza di sentimenti che vanno dalla sorpresa all’entusiasmo infantile. Inizi così a guardarti intorno, a goderti ogni dettaglio, a respirare l’atmosfera gioiosa, a stupirti per qualsiasi cosa ti circondi. È la magia di Disneyland. E sopravvive da 65 anni.

Il sogno di Walt

Disneyland Walt Disney
L’ultima foto di Walt Disney a Disneyland

Walter Elias Disney Jr. è uno degli uomini più interessanti, conosciuti e curiosi del secolo scorso. Un genio capace di passare da una vita modesta ed un lavoro semplice, quello di distributore di giornali, alla fondazione di un’azienda che ha fatto e continua a fare la storia del cinema.

La Walt Disney Company però non è l’unico lascito di questo incredibile visionario. Accanto a corti e lungometraggi che hanno segnato intere generazioni, troviamo quello che oggi viene chiamato Disneyland Park: il primo parco divertimenti di Walt.

Seduto su una panchina di Griffith Park, mentre guardava le figlie giocare su una giostra, Disney si chiese se fosse possibile creare un luogo che permettesse sia agli adulti che ai bambini di divertirsi. Un posto dove giocare insieme che stuzzicasse la fantasia dei più piccoli senza annoiare a morte i più cresciuti.

Nacque così la WED Enterprises, Inc. Nel 1952 infatti Walt decise di dare corpo alla sua idea. Prese le menti più creative ed innovatrici della sua azienda e le trasferì in questa nuova società con il compito di creare Disneyland.

Il progetto iniziale era molto più contenuto rispetto a quello che conosciamo ora. Pensate che Disney voleva aprire il suo parco di fronte agli uffici della Walt Disney Company di Burbank. Il comune però temeva che questo avrebbe creato un clima carnevalesco in città e quindi respinse la proposta.

Un dramma? Assolutamente no. Il progetto di Walt infatti aveva raggiunto dimensioni tali da richiedere un terreno molto più ampio rispetto a quello che avrebbe concesso la cittadina californiana. Dopo qualche ricerca la scelta ricadde su un aranceto di Anaheim di 65 ettari, a 35 km da Los Angeles.

Immaginazione ed ingegneria

Disneyland California
Disneyland nel 1955

La costruzione di Disneyland iniziò nel 1954, richiese 1200 operai e costò 17 milioni di dollari. Alla fine, il 17 luglio del 1955, dopo aver superato gli ostacoli più svariati e aver combattuto contro coloro che lo consideravano un fallimento, Disneyland aprì le sue porte.

Il successo fu clamoroso.

Ben 70 milioni di spettatori seguirono la diretta televisiva sulla ABC mentre 28.000 persone si fiondarono all’interno del parco. Pensate che gli invitati erano solo 6.000. Gli altri riuscirono in qualche modo ad imbucarsi, rendendo quasi impraticabili le strade del parco.

Nei giorni successivi Disneyland fu preso d’assalto e nel giro di due mesi il parco accolse il suo milionesimo visitatore.

Ma come riuscì Disneyland ad ottenere questi incredibili risultati?

Oggi la WED Enterprise, Inc. si chiama Imagineering, crasi di IMAGination e engINEERING, ossia “immaginazione” e “ingegneria”. Un mix insolito ed esplosivo che è in realtà il vero segreto dei parchi a tema di Disney.

Walt e il suo team lavorarono per anni per riuscire a creare attrazioni che potessero unire la tecnologia dell’epoca alla fantasia. A Disneyland Park ogni angolo deve stupire i visitatori, deve ammaliarli e riportarli all’infanzia, deve stuzzicare la loro fantasia e spingerli a chiedersi “chissà come hanno fatto”.

Il caso dei Pirati dei Caraibi

C’è un’attrazione che, secondo me, ben definisce il concetto di Imagineering ed è quella dei Pirati dei Caraibi. 

All’inizio degli anni’60 Walt era alla ricerca di nuove idee. Voleva che Disneyland ospitasse un’attrazione più “dark”, più adulta, ma non riusciva a trovare qualcosa che lo convincesse davvero.

Nel 1965 però arrivò l’esposizione universale di New York. A Disney fu chiesto di creare una serie di attrazioni dedicate proprio all’Expo e lui ne approfittò. Era l’occasione perfetta per sperimentare nuove tecnologie.
Nacque così “It’s a Small World“, un viaggio attraverso tutte le nazioni del mondo con animatronic raffiguranti bambini che cantavano l’omonima canzone.

Il pubblico apprezzò particolarmente questo progetto tanto che l’anno dopo Walt decise di trasportarlo e rimontarlo a Disneyland.

“It’s a Small World” ebbe però un altro grande merito: ispirò l’attrazione dei Pirati dei Caraibi.

Disneyland Pirati dei Caraibi
Pirati dei Caraibi – Disneyland

Ebbene sì, l’esilarante Jack Sparrow, protagonista dell’omonima saga cinematografica, è nato solo successivamente. La dark ride acquatica, un percorso al buio a bordo di barconi da dieci persone, risale infatti al marzo del 1967, tre mesi dopo la morte del suo visionario ideatore.

Walt non vide mai la sua opera completata ma sarebbe felice di sapere che tutt’oggi è una delle attrazioni più amate del suo parco. Situata in un grande capannone sotterraneo, Pirates of Caribbean – o Pirati dei Caraibi – è un percorso che si compone di scene tipiche dell’iconografica dei pirati. Ci sono gli arrembaggi, le battaglie navali, le avventure comico-amorose e i tesori nascosti. Il tutto realizzato con diorami, effetti speciali e animatronic e, naturalmente, con la cura e l’amore che solo Disney sa garantire.

L’esperienza risulta realistica e coinvolgente anche se ormai ha perso la sua anima “adulta”. I riferimenti sessuali e il linguaggio scurrile sono infatti scomparsi del tutto, rendendo così l’attrazione adatta anche ai più piccoli. Questo però non le impedisce di essere ancora oggi, ad oltre 50 di distanza, un esempio perfetto di come tecnologia e fantascienza, ingegneria ed immaginazione, possano convivere e dare vita a qualcosa di unico.

5 cose da fare a Disneyland, California 

Vi abbiamo parlato dell’idea originaria di Walt Disney, vi abbiamo spiegato com’è nato Disneyland California, vi abbiamo svelato la ricetta segreta del suo successo ma, una volta arrivati, cosa si fa in questo parco Naturalmente le attività e le attrazioni sono diverse. Avrete quasi l’imbarazzo della scelta. Ci sono però 5 cose che vi consigliamo di sperimentare oltre – ma è quasi scontato – a Pirati dei Caraibi.

Haunted Mansion

All’inizio degli anni ’50, quando il parco di divertimenti di Walt stava ancora prendendo forma, l’artista, attore e musicista Harper Goff propose di aggiungere, lontano dalla folla e dal chaos della Main Street, un maniero in rovina arroccato su una collina e posizionato vicino ad un cimitero e ad una chiesa. A Disney l’idea piacque particolarmente e così affido all’Imagineer Ken Anderson il compito di farla diventare realtà.

La costruzione iniziò nel 1962 e fu terminata nel 1963 ma la Haunted House di Anderson non aprì i battenti prima del 1969. La ragione? Da un lato i ritardi dovuti all’Expo del 1965m che aveva coinvolto buona parte del personale della WED Enterprises, dall’altro un redesign realizzato dopo la morte di Walt.

Oggi la Hunted House di Disneyland è una dark ride che vi porta alla scoperta della casa stregata, infestata da 999 fantasmi diversi. Il tutto animato da effetti teatrali vecchi di secoli e da moderne tecnologie come gli animatronics.

Space Mountain

Disneyland-Space-MountainSpace Mountain è una delle attrazioni più famose del parco, aperta nel 1977 all’interno dell’area Tomorrowland. Disneyland Park infatti è diviso in zone differenti, caratterizzate da un macro-tema. C’è la Main Street, la strada principale ispirata a Marceline, la città del Missouri in cui è cresciuto Walt; c’è Adventureland, che riproduce la giungla e ospita attrazioni come Indiana Jones Adventure; c’è New Orleans Square, dove trovate i pirati dei caraibi. La lista include anche Frontierland, Critter Country, Fantasyland, Mickey’s Toontown e, appunto, Tomorrowland. Quest’ultima è ispirata ad un’utopica città del futuro ed è la casa delle montagne russe più note della California.

Space Mountain infatti appartiene proprio a questa categoria di attrazioni ma, contrariamente a molte altre montagne russe, non è all’aria aperta. Vi ritroverete quindi a bordo di treni che si spostano nel buio, percorrendo tunnel illuminati da luci fosforescenti e stroboscopiche e decorati da galassie e stelle che vi daranno l’illusione di essere nello spazio profondo.

Star Wars Galaxy’s Edge

Per gli amanti di Guerre Stellari è quasi un luogo di culto, per tutti gli altri è una piacevolissima novità. Star Wars Galaxy’s Edge è la nuova area tematica di Disneyland California, annunciata nel 2015 e aperta il 29 agosto 2019.

Giovane però non significa poco affascinante. Galaxy’s Edge riesce a ricreare tutta la magia di Star Wars con edifici costruiti ad hoc, una segnaletica tutta sua, droidi sparsi per l’area e stormtrooper che si aggirano minacciosi per le strade. E poi c’è lui, il Millennium Falcon. La velocissima astronave di Han Solo è parcheggiata in bella vista ed riprodotta in scala 1:1.

Le attività da fare qui sono diverse ma su tutte vi consigliamo la Smugglers Run, una simulazione di volo a bordo del Falcon, il Savi’s Workshop, per creare la vostra spada laser personale, e il Droid Depot di Mubo, dove costruire un droide da compagnia.

Shopping

Sembrerà scontato ma, credetemi, non dovete assolutamente uscire da Disneyland senza un souvenir. Che siano i già citati droidi o la spada laser di Galaxy’s Edge, i magneti di Tomorrowland, le orecchie di Topolino sulla Main Street U.S.A o un vestito da principessa preso alla Bibbidi Bobbidi Boutique poco importa. Anche lo shopping a Disneyland Park è un’esperienza da vivere e godersi a pieno.

Fuochi d’artificio

Disneyland fuochi dartificioI fuochi d’artificio sono parte integrante del parco di Walt, presenti circa 250 giorni all’anno. La probabilità di trovarli quindi è altissima. Non abbandonate Disneyland prima di averli visti! Non ve ne pentirete.

Per approfondire

Quello che vi abbiamo raccontato fino ad ora è solo parte di una storia molto più grande e complessa. Il posto più felice sulla Terra è molto più variegato di così, ed è fatto di grandi uomini, idee innovative, ostacoli da superare e attrazioni da provare. Se volete saperne di più vi consigliamo di guardare il documentario The Imagineering Story su Disney+. Lo adorerete.


Erika Gherardi

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Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
                   










 
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