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La Recensione di Dungeons & Dragons Dark Alliance: D&D non proprio al top

Tutti i videogiocatori entrano in contatto, prima o poi, con le meccaniche di Dungeons & Dragons: mondi fantasy, ruoli specifici, lanci di dadi, quest e molto molto altro. Il rinomato gioco da tavolo è ormai parte integrante di moltissimi videogiochi, per questo motivo quando abbiamo sentito dell’arrivo di Dungeons & Dragons: Dark Alliance non potevamo che essere entusiasti di entrare ancora una volta nel mondo di D&D. Il gioco, creato da Tuque Games è infatti edito dalla stessa Wizards of the Coast che attualmente detiene i diritti di Dungeons & Dragons e questo ci ha fatto ben sperare in un titolo eccezionale. La realtà dei fatti è molto lontana da ciò ma vi raccontiamo tutto nella nostra recensione di Dungeons & Dragons: Dark Alliance.

La nostra recensione di Dungeons & Dragons Dark Alliance

Dungeons & Dragons Dark Alliance è ambientato ad Icewind Dale, una delle terre del nord dei Forgotten Realms, una delle ambientazione più popolari di Dungeons & Dragons. Cronologicamente ci troviamo all’interno della saga creata da R. A. Salvatore. I protagonisti di questa storie sono l’Elfo Oscuro Drizzt Do’Urden, il nano Bruenor, Wulfgar il barbaro e Catti-Brie l’arciera. All’inizio del gioco è possibile scegliere uno dei personaggi e vivere la loro storia e il loro ruolo nel gioco. È possibile anche completare la campagna principale in multiplayer fino a quattro giocatori, meccanica di punta del titolo.

La trama che si sviluppa, di cui ovviamente non vi anticipiamo nulla, si mantiene sui classici binari di un gioco di ruolo come tanti, nulla di particolarmente emozionante ma piacevole per i canoni. Nota dolente, purtroppo, in merito alla narrazione della trama stessa, troppo articolata, piena di dialoghi lunghi e vuoti che finiscono per far abbassare il coinvolgimento del giocatore. I cinematic presenti che mandano avanti la storia sono ben realizzati e ricchi di dettagli ma scarni in termini di interesse suscitato. Un vero peccato considerando che il punto di forza dei GDR di questo tipo è proprio la storia che gli ruota attorno.

La storia si sviluppa in atti, ognuno con tre missioni che possono essere ripetute per favorire la rigiocabilità. Il gioco presenta anche un sistema di loot alla Diablo per permettervi di acquisire equipaggiamento sempre più potente non ché esperienza per migliorare le vostre abilità. Ogni quest può essere affrontata sia da soli sia in compagnia, invitando gli amici o entrando in una coda online. Le missioni sono abbastanza simili tra di loro e si caratterizzano per una serie di obiettivi da raggiungere in maniera lineare senza troppa libertà o creatività lasciata al giocatore. All’interno di essi, oltre a vari combattimenti di cui vi parleremo più avanti, possiamo trovare qualche puzzle ambientale ma le “possibilità” finiscono qui. Dei piani fin troppo lineari e una ripetitività esagerata cozzano incredibilmente con la grande libertà che, solitamente, regala il mondo di Dungeons & Dragons.

Tanta azione e poca strategia

Da un punto di vista di Gameplay, Dark Alliance si presenta come un gioco di ruolo action, sulla carta, promettente. Ogni personaggio presenta uno stile di combattimento, armi e abilità uniche che si rifanno alla classe e alla razza dello stesso. I vari livelli sono caratterizzata dalla presenza di nemici e boss di fine area da sconfiggere per ottenere il loot e passare alla missione successiva. Gli attacchi a disposizione si dividono in attacchi rapidi, pesanti e a distanza e non manca la possibilità di schivare i colpi o difendersi per contrattaccare rapidamente. Le scene action, tolte qualche piccole imperfezioni in termini di movimenti e animazioni, sono tutto sommato avvincenti ma ben presto ci rendiamo contro di un grande difetto.

L’intelligenza artificiale dei nemici è praticamente inesistente rendendo i combattimenti, l’elemento caratterizzante del gioco, lenti e per nulla avvincenti. Goblin, orchi e altri nemici restano spesso e volentieri fermi, semplicemente in attesa dei vostri colpi. Questo si ripercuote inevitabilmente nel combat system in realtà ben sviluppato, ricco di combo differenti e belle da vedere e abilità ben pensate. Ma tutto ciò diventa inutile quando i vostri nemici diventano dei punchball inoffensivi il che trasforma il sofisticato sistema di combattimento in un banale button smashing. La situazione migliora leggermente con i Boss di fine livello, più sofisticati dal punto di vista di set di mosse e AI ma siamo ancora lontani da un buon titolo action.

Punto a favore va invece al sistema di progressione dei personaggi, ben sviluppato e originale. Ogni personaggio è infatti separato dagli altri il che rende possibile sviluppare ogni protagonista in uno stile personale così da invogliarvi a giocarli tutti separatamente per una iniezione extra di rigiocabilità. Tutto ciò va ad aumentare le ore necessarie a completare il gioco base che ammontano a circa 15 ore.

Abilità e oggetti si sviluppano invece in meccaniche piuttosto classiche. Per le prime abbiamo uno skill tree differente per ogni personaggio, non particolarmente sviluppato ma ben pensato, per i secondi invece abbiamo la possibilità di commerciare con un mercate all’interno del nostro Hub centrale. Si tratta di una safe zone che possiamo visitare tra una missione e l’altra per trovare nuovi alleati, cambiare l’equipaggiamento e molto altro.

Per fortuna resta il fascino dei Forgotten Realms

Nota a favore va invece alla resa grafica del gioco e delle ambientazioni. Il team di sviluppo è riuscito a cogliere appieno i paesaggi e le gelide aree dei Forgotten Realms così come le immaginavamo tenendo in mano i dadi durante le sessioni di D&D. Anche se poco esplorabili, gli spazi riescono a dare l’idea di trovarci all’interno di un regno fantasy ricco e vivo. Sulla carta il gioco si allontana un po’ da questa idea ma la realizzazione tecnica è ineccepibile. Anche i personaggi e i mostri da sconfiggere hanno uno stile particolare e ben realizzato che stona però con alcune animazioni che ci ridanno dei movimenti legnosi e impacciati.

Nulla da dire invece sul comparto sonoro, avvincente e ben realizzato, degno di una campagna di Dungeons & Dragons.

La recensione di Dungeons & Dragons Dark Alliance in pillole

In conclusione Dungeons & Dragons Dark Alliance è un titolo dalle ottima potenzialità ma non ben sfruttate. Le magnifiche ambientazioni, i personaggi interessanti e il mondo di D&D in cui ci troviamo, cozzano terribilmente con un gameplay poco avvincente e una AI inesistente. Questi sono elementi fondamentali in un action GDR come questo che, purtroppo, non sono stati sviluppati a dovere. Che una o più patch possano riparare questi difetti?

Da amanti dei giochi di ruolo avevamo in Dark Alliance tante speranze che sono state un po’ disattese, speriamo vivamente che il titolo possa riprendersi in futuro e regalarci quella dose di epicità e azione che solo D&D riesce a dare.

PRO

  • Bellissime ambientazioni e personaggi
  • Trama coinvolgente…

CONTRO

  • …anche se a tratti molto lenta
  • AI praticamente inesistente
  • Combat System debole
  • Alcune animazioni risultano molto legnose e datate

Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.

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