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Elon Musk: “Primi test con chip nel cervello umano entro l’anno”

Il cofondatore di Neuralink vuole accelerare sull’ambizioso progetto di Neuralink

Elon Musk esce allo scoperto: i primi chip nel cervello umano saranno impiantati entro la fine del 2021.

L’idea del patron di Tesla di creare un’interfaccia continua uomo-macchina, già sperimentata sulle scimmie, potrebbe presto concretizzarsi.

Ripercorriamo le tappe di un progetto che affascina e inquieta.

Elon Musk: chip nel cervello umano già quest’anno

La dichiarazione, come sempre, è stata data attraverso quello che sembra ormai l’organo di comunicazione ufficiale dell’imprenditore sudafricano: Twitter. In un cinguettio, Elon Musk ha promesso che gli esperimenti finora attuati sulle scimmie saranno trasferiti sul cervello umano prima della fine del 2021.

L’idea del CEO si SpaceX è quella di creare una connessione permanente a Internet attraverso un chip impiantato nel cervello, che consenta di comunicare con la forza del pensiero. Ma non solo.

La storia del progetto

La nascita dell’ambizioso progetto di Musk coincide con la fondazione di Neuralink, azienda con sede a San Francisco. Neuralink, nata nel 2016 ma uscita allo scoperto solo all’inizio del 2017, ha da subito palesato il proprio obiettivo: sviluppare interfacce neurali impiantabili.

elon musk chip cervello

I più recenti sviluppi

Dopo quattro anni di ricerche, è negli ultimi mesi che la velocità degli esperimenti di Neuralink è notevolmente aumentata.

Lo aveva dichiarato lo stesso Musk, nella sua ormai celebre apparizione su Clubhouse, dove aveva toccato svariati argomenti. Tra i quali, proprio i vistosi progressi di Neuralink.

“Abbiamo una scimmia con un impianto wireless nel suo cranio con piccoli fili, che può giocare ai videogame con la sua mente”. Queste le parole di Musk. Che ha proseguito: “Non puoi vedere dov’è l’impianto ed è una scimmia felice. Abbiamo le scimmie da laboratorio più carine del mondo. Vogliamo che giochino a Pong mentale fra di loro”.

E già durante la diretta su Clubhouse, Elon Musk aveva accennato alla possibilità di impiantare i chip nel cervello umano: “Ci sono versioni primitive di questo dispositivo con cavi che ti escono dalla testa. Ma è come un Fitbit nel tuo cranio con piccoli cavi che vanno nel tuo cervello”.

La scimmia di Musk e il Pong mentale

La sibillina frase di Musk è diventata realtà pochi giorni fa.

Pager, un macaco di nove anni con un chip nel cervello, ha giocato a Pong (uno dei primi videogiochi della storia) adoperando solo la propria mente. Nella prima mezz’ora ha appreso le semplici regole del game impugnando un joystick, ma poi ha proseguito unicamente grazie al chip.

E mentre Pong giocava, gli esperti di Neuralink hanno registrato quali aree cerebrali sono state maggiormente coinvolte.

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Il tweet di Musk

Lo scorso 9 aprile, giorno dell’esperimento, Mous aveva twittato: “Questo prodotto consentirà a chi soffre di paralisi di utilizzare uno smartphone con la mente più velocemente di chi usa i pollici. Le versioni successive saranno in grado di deviare i segnali dai Neuralink nel cervello ai Neuralink nei cluster di neuroni motori/sensoriali del corpo, consentendo così, ad esempio, ai paraplegici di camminare di nuovo. Il dispositivo è impiantato a filo con il cranio e si ricarica in modalità wireless, quindi ti senti completamente normale.”

Le applicazioni in ambito medico

L’accenno di Elon Musk all’applicabilità dei chip in ambito medico non è innovativa.

Nel 2017, anno in cui Neuralink si è presentata al grande pubblico, era intervenuto Alberto Sangiovanni Vincentelli, docente all’Università della California a Berkley. Sangiovanni Vincentelli, intervistato dall’Huffington Post, aveva detto: “I chip impiantati nel cervello sono già una realtà, sperimentata con successo in ambito biomedicale. Pensiamo ad esempio a quelli usati per la stimolazione cerebrale profonda nei malati di Parkinson e Alzheimer, oppure quelli che consentono ai pazienti paralizzati di muovere arti robotici”.

Musk tra scienza e fantascienza

Il progetto di Elon Musk di impiantare chip nel cervello umano ha quindi una solida base scientifica.

Oggi adoperati per la cura di patologie neurologiche, i chip in futuro potrebbero captare gli impulsi provenienti dai neuroni di persone con lesioni spinali, per amplificarli e redistribuirli agli arti a cui sarebbero stati destinati, funzionando come un circuito parallelo.

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Musk ha promesso che la sperimentazione sui cervelli umani inizierà entro la fine del 2021 rispondendo al tweet di un utente, Hamoon Kamai. Hamoon ha scritto: “Ciao Elon, ho pensato per molto tempo a come scriverti questo messaggio, ma lo farò molto semplicemente. Vent’anni fa ho fatto un incidente d’auto e da allora sono paralizzato dalle spalle in giù. Sono sempre a disposizione degli studi clinici di Neuralink”.

Al che, il CEO di Tesla ha risposto: “Neuralink sta lavorando molto duramente per garantire la sicurezza dell’impianto ed è in stretta comunicazione con la Fda (l’ente governativo statunitense che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici). “Se le cose andranno bene, potremmo essere in grado di fare le prime prove sugli esseri umani entro la fine dell’anno”.

Altrove, per non smentire la propria eccentricità, Musk ha dichiarato che chi avrà un chip impiantato nel cervello potrà anche godere di poteri telepatici.

Insomma: ancora una volta, l’opportunità che la tecnologia supporti scienza e medicina è grande. L’augurio è che ci si concentri sugli aspetti utili e concreti, tralasciando quelli sensazionalistici. Ma trattandosi di Elon Musk, le due cose possono essere scisse?

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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