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Final Fantasy X festeggia il suo 20° anniversario: la storia di Yuna e Tidus

Ripercorriamo le vicende di uno dei Final Fantasy più amati

Il 19 luglio 2001 arrivava per la prima volta sugli scaffali dei negozi Final Fantasy X, uno dei capitoli della serie che sarebbe salito sul podio dei Final Fantasy più amati di sempre. La decima fantasia finale fece innamorare tanto il pubblico orientale che quello occidentale, grazie ad un combat system finemente realizzato e ad una storia che tocca temi non scontati per l’epoca, come la religione e il sacrificio per un bene più grande. In occasione dell’anniversario di Final Fantasy X andiamo a scoprire di nuovo cosa ha reso indimenticabile la storia di Tidus e Yuna.

Final Fantasy X: l’anniversario del gioco più ambizioso di Square Enix

Final Fantasy X è, per molti versi, uno dei videogiochi più ambiziosi mai sviluppati da Square Enix. Il gioco fu il primo Final Fantasy ad uscire su PlayStation 2, e gli sviluppatori volevano dare vita ad un prodotto forte di tutte le migliorie tecniche che il nuovo hardware poteva regalare. Per questo FFX costò alla sofware house la bellezza di quattro miliardi di yen; uno sforzo produttivo enorme e che non venne subito ripagato da un’accoglienza entusiasta.

Seppure all’epoca i tratti d’eccellenza del gioco sono stati riconosciuti, spesso si recriminava al decimo capitolo di essere troppo in linea con la tradizione della saga, con combattimenti a turni e una trama a dir poco lineare. D’altronde in quel periodo l’industria stava iniziando a orientarsi verso l’azione e gli open world.

Final Fantasy X anniversario

Ma è anche in questo che si riconosce lo spirito creativo che sta nelle fondamenta di Final Fantasy X. Alla moda del momento gli sviluppatori di Square Enix preferirono raccontare una storia, la loro storia, e per farlo decisero di evolvere il sistema di combattimento a turni tipico della saga, piuttosto che inventarne uno nuovo. Non è un caso che, con il senno di poi, il combat system di FFX venga annoverato tra i più appaganti della saga.

Quello che fece innamorare i fan dell’epoca comunque, fu proprio l’intreccio narrativo, che racconta le vicende di Tidus e Yuna toccando temi piuttosto inusuali per un JRPG del tempo. Final Fantasy X parla del peso di avere figure genitoriali irraggiungibili, parla di religione e fanatismo, parla di politica e vendetta, ma soprattutto il gioco parla del rapporto che gli uomini hanno con la morte, sempre presente in forme diverse nel mondo di Spira.

Il viaggio di Yuna

Buona parte della trama di Final Fantasy X si basa sul viaggio di Yuna come evocatrice suprema. La protagonista del gioco infatti ha un compito gravoso sulle sue spalle: completare un pellegrinaggio sul continente di Spira, ottenere i poteri degli Eoni e, tramite loro, sconfiggere Sin, un gigantesco mostro immortale che ciclicamente porta morte e distruzione in tutto il mondo.

Noi giocatori viviamo il viaggio attraverso gli occhi di Tidus, un giocatore di Blitzball (sport simile al football ma svolto sott’acqua), misteriosamente proiettato 1000 anni nel futuro proprio da Sin, fino al tempo in cui si svolgono le vicende del gioco. Tidus è originario di Zanarkand, una città leggendaria dove anche Yuna deve recarsi per ottenere il potere necessario a compiere il suo dovere. Da questo incipit inizia il loro viaggio insieme ai guardiani dell’evocatrice: Kimahri, Wakka, Lulu, Auron e, successivamente, Rikku.

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La chiesa di Yevon insegna che solo quando l’umanità avrà espiato i propri peccati Sin sparirà per sempre, ma le cose non stanno esattamente così. Con l’incedere della trama scorporeremo infatti quanto l’intera organizzazione religiosa è corrotta e ubriaca di potere.

Non appena si guarda leggermente oltre la tenda colorata e ricca di effetti visivi di Final Fantasy X diventa subito evidente come il gioco sia in prima battuta una vera e propria critica sociale contro ogni tipo di fondamentalismo, soprattutto in ambito religioso, ma anche politico. Grazie alla completa ignoranza di Tidus nei confronti del mondo che lo circonda, la prima parte della trama è tutta giocata sul “non detto”, un terribile segreto insito nella natura delle invocatori che periodicamente respingono Sin.

Il pellegrinaggio di Yuna infatti le costerà la vita, mentre il clero altro non è che un sistema corrotto, il quale non si fa scrupoli a dipingere ogni forma di innovazione tecnologica come eretica per mantenere la propria posizione di comando. Gli vertici che predicano l’importanza del sacrifico degli invocatori per tenere a bada Sin sono anche consapevoli che non è possibile uccidere definitivamente il mostro in questo modo, rendendolo un semplice cane al guinzaglio per mantenere il proprio potere.

La ribellione e il sacrificio

Della storia di Final Fantasy X si sono dette molte cose in passato e fatte diverse disamine più o meno approfondite, ma quello che racconta il viaggio di Yuna è fondamentalmente una storia di ribellione e sacrificio. La prima ribellione del gruppo avviene quando Tidus capisce che il viaggio dell’evocatrice altro non è che un lungo pellegrinaggio verso la morte, cosa che porta tutta la compagnia a scoprire quanto è effettivamente corrotto e drammaticamente inutile il modus operandi della chiesa.

Questa parte di gioco trova il suo culmine nel bacio tra Tidus e Yuna, che avviene dopo la crisi di fede definitiva di quest’ultima. Nonostante la chiesa sia alle spalle però, Sin deve essere comunque sconfitto una volta per tutte e con il loro bacio, Tidus ricorda a Yuna che, nonostante tutto, ci sono cose per cui vale ancora la pena vivere. Non è un caso che i loro stessi nomi siano contrazioni del termine “sole” e “luna” nel dialetto di Okinawa.

Final Fantasy X anniversario

La seconda ribellione è quella contro gli dei di Spira, che avviene quando il gruppo decide di combattere contro Yunalesca, la prima evocatrice suprema e diventata ormai un essere trascendente la natura umana. La donna rivela ai nostri eroi che per sconfiggere Sin non solo Yuna dovrà perdere la vita, ma anche il suo guardiano più fidato, che diventerà l’Eone Supremo in grado di dare pace, provvisoriamente, al mostro. Prima di diventarlo a sua volta in un crudele ciclo senza fine.

E’ qui che il viaggio di Yuna e Tidus diventa una vera e propria crociata per distruggere tutto questo processo alla sua radice, uccidendo Sin una volta per tutte e Yunalesca prima di lui. L’ennesimo sacrificio, dopotutto, avrebbe soltanto concesso un breve periodo di pace e poco di più, e per svicolare l’umanità dal circolo vizioso di morte in cui è incastrata da secoli serve qualcosa di più. E forse un sacrificio ancora più grande per Yuna, come scopriremo appena prima dei titoli di coda.

Final Fantasy X e il suo anniversario vent’anni dopo

Dopo tutto quanto raccontato finora vi risulterà evidente che Final Fantasy X, a suo modo, è stato discretamente rivoluzionario quando è uscito, sia dal punto di vista tecnico che da quello narrativo. Si può dire che il mondo del gaming non fosse pronto per l’arrivo di questo prodotto, viste anche le recensioni poco entusiaste dell’epoca.

FFX infatti usa la sua struttura inizialmente lineare per raccontare una storia che ha tutte le caratteristiche dell’epica, una narrazione che sarebbe stata forse impossibile optando per una struttura del mondo più aperta fin da subito. In ogni modo, non ci sorprende che nel paese del Sol Levante e non solo, oggi sia tra i Final Fantasy più amati.

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