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[Recensione] Fossil Q Neely: a cosa serve uno smartwatch ibrido?

Qualche anno fa gli smartwatch assaltarano il mercato portandosi dietro tantissimi promesse: l’indipendenza dagli smartphone, la capacità di notificarci chiamate e messaggi, la possibilità di rispondere al telefono pur essendo lontani da quest’ultimo e quella di tenere traccia della nostra attività fisica in maniera dettagliata. Tutti propositi che, con il tempo, sono stati rispettati ma […]


Qualche anno fa gli smartwatch assaltarano il mercato portandosi dietro tantissimi promesse: l'indipendenza dagli smartphone, la capacità di notificarci chiamate e messaggi, la possibilità di rispondere al telefono pur essendo lontani da quest'ultimo e quella di tenere traccia della nostra attività fisica in maniera dettagliata. Tutti propositi che, con il tempo, sono stati rispettati ma che in realtà non hanno poi portato gli smartwatch al successo. Sì, è vero, fa eccezione forse l'Apple Watch, ma questo rivoluzionario prodotto non ha mai davvero raggiunto e conquistato le masse.

I motivi sono tantissimi: si va dal più banale "Non so cosa farmene" ad una quesione di design e di dimensioni, passando ovviamente per i prezzi e per la necessità di fare comunque riferimento allo smartphone. Insomma, a conti fatti lo smartwatch tradizionale, quello con display, sistemi operativi e assistenti vocali, sembra essere rimasto appannaggio degli appassionati di tecnologia. I produttori però non si sono arresi e hanno cercato di colmare il gap con un dispositivo che è stato battezzato "smartwatch ibrido", proprio come Fossil Q Neely.

Che cos'è uno smartwatch ibrido?

Sembra un essere mitologico ma in realtà l'idea è tutto sommato semplice: uno smartwatch ibrido è un dispositivo che ha l'aspetto di un orologio tradizionale ma al suo interno nasconde la tecnologia tipica dei dispositivi smart.

Insomma, fuori sembra un elegante device caratterizzato da una cassa robusta e curata in ogni dettaglio, ma in realtà è pensato per notificare chiamate e messaggi, tenere traccia dell'attività fisica, scattare fotografie e controllare la propria musica.

In pratica fa (quasi) tutto ciò che vi aspettereste da uno smartwatch tradizionale.

Fossil Q Neely: le sue caratteristiche tecniche

Ma quanto può essere utile questo tipo di orologio? Per scoprirlo abbiamo deciso di testare per qualche settimana Fossil Q Neely, lo smartwatch ibrido pensato per il gentil sesso.

Prima di scoprire però come si è comportato, diamo un'occhiata alle caratteristiche tecniche.

Forma della Cassa: Rotondo
Dimensioni della Cassa: 36 mm
Spessore della Cassa: 12 mm
Larghezza del Cinturino: 16 mm
Tipo di Movimento: Quarzo
Connettività: Bluetooth Smart abilitato/4.1 a basso consumo energetico
Sensori: Accelerometro
Tipo di Batteria: CR2025
Resistente All'Acqua: 5 ATM
Durata della Batteria: Fino a 1 anno
Compatibilità: Android OS 5.0 e successivi, iOS 9.0 e successivi

Un design accattivante

La prima cosa che stupisce di Fossil Q Neely è indubbiamente il design. Disponibile in 2 colori differenti – Oro Rosa e Argento – e caratterizzato da un cinturino intercambiabile che può essere in pelle, silicone o metallo, quest'orologio non passa certo inosservato. È elegante, adeguato ad ogni situazione e decisamente più accattivante rispetto ad un classico smartwatch.

Ve lo confesso: io non uso orologi da quasi dieci anni, eppure adattarmi a Fossil Q Neely è stato davvero facile. Il peso e le dimensioni contenute lo rendono decisamente poco ingombrante ed indossarlo durante il giorno è davvero un piacere. Il problema invece sorge di notte: Q Neely è in grado di tracciare anche il sonno ma tenerlo al polso mentre dormite non è esattamente semplice.

L'altra pecca – seppur agilmente risolvibile – riguarda il cinturino in pelle che si è annerito più velocemente del previsto e che soffre un po' all'altezza della fibbia. Niente paura però, lo smartwatch ibrido di Fossil è compatibile con tutti i cinturini da 16 mm, quindi potrete cambiarlo in qualsiasi momento.

Adattarsi al minimalismo

Per utilizzare Fossil Q Neely avete bisogno prima di tutto dell'applicazione dedicata, ossia Fossil Q.

L'app si divide in 4 tab differenti. Il primo è una sorta di recap: qui trovate l'attuale configurazione dei tasti, quella relativa alle notifiche e il contapassi con le informazioni giornaliere.

Il secondo tab invece, chiamato Dispositivo, vi permette di impostare le scorciatoie. Fossil Q Neely è infatti dotato di 3 pulsanti differenti posti sul lato destro della cassa; ognuno di essi può essere personalizzato in modo da svolgere determinate azioni. Qualche esempio? Potete decidere di mostrare i progressi relativi all'attività fisica, di gestire la musica, di scattare una foto, di mostrare un secondo fuso orario oppure di far suonare lo smartphone così da ritrovarlo facilmente.

La terza scheda è invece dedicata ai contatti e alle applicazioni. È possibile assegnare un numero da 1 a 12 (quelli presenti sul quadrante dell'orologio) ad uno specifico contatto o ad un'app. In questo modo Fossil Q Neely non solo vibrerà alla ricezione di una notifica ma le lancette si sposteranno sulla cifra precedentemente impostata, così saprete cosa vi è stato notificato. È poco chiaro? Vi faccio un esempio. Sul mio smartwatch ibrido il 2 corrisponde a Whatsapp; questo significa che, ogni volta che ricevo un messaggio sulla famosa piattaforma di messaggistica instantanea, l'orologio vibra e le lancette si spostano entrambe sul 2.

Il sistema, come probabilmente avrete intuito, è decisamente più primitivo rispetto a quello presente su uno smartwatch tradizionale. Prima di tutto dovete ricordarvi a quale numero avete associato le applicazioni; in secondo luogo è possibile associare ad una singola cifra più contatti o app, il che renderà il tutto decisamente troppo caotico.  Io ho trovato il mio equilibrio affidandomi al minimalismo: ho scelto così di collegare il numero 1 ai messaggi, il 2 a Whatsapp, il 6 alle chiamate e il 9 alle email. In questo modo non ho difficoltà a ricordare il significato delle differenti notifiche, ma ovviamente non ho nemmeno modo di sapere chi mi ha scritto o chiamato senza controllare lo smartphone.

L'ultimo tab è quello delle Statistiche. Qui trovate sia il contapassi sia il riassunto della vostra attività notturna. Il primo ovviamente non è preciso al millimetro, anche perché non è pensato per il fitness e non vuole competere con device più accurati, ma tutto sommato si comporta bene. Il tracciamento del sonno invece è sorprendentemente accurato, ma – ve lo ricordo – il prezzo per ottenere questo risultato è una certa scomodità e la possibilità di svegliarvi con l'impronta del cinturino sul polso.

E le impostazioni basilari? Tranquilli, esistono anche quelle. All'interno dell'applicazione, in alto a destra, trovate due piccoli cerchi. Il più esterno vi permette di accedere al vostro account e modificare dati come il peso, l'altezza e l'immagine del profilo, ma anche di definire il tipo di unità da usare o le applicazioni di fitness con cui integrarsi. Il cerchio più interno è invece dedicato a Fossil Q Neely; qui potrete verificare lo stato della batteria, impostare la sveglia, trovare lo smartwatch e definire l'intensità della vibrazione.

A chi è dedicato Fossil Q Neely?

[amazon_link asins='B074QTBVGY' template='ProductAd' store='gamspri02-21' marketplace='IT' link_id='f23e3d04-ebc1-11e7-a20c-7507f01538b7']Fossil Q Neely non è sicuramente uno smartwatch per tutti, ma può trovare il suo spazio puntando su coloro che cercano un dispositivo elegante ed affidabile, affiancato per altro da una batteria che garantisce circa un anno di utilizzo e da tutta l'esperienza di Fossil.

Insomma, questo smartwatch ibrido è adatto a chi è ancora fedelmente ancorato all'idea originale di orologio ma non vuole rinunciare a qualche feature in più, come le notifiche, la possibilità di scattare foto da remoto o quella di gestire la propria musica senza dover estrarre lo smartphone dalla tasca.

Fossil Q Neely è già disponibile sul mercato al costo di 179 Euro.


Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
                   










 
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