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La recensione di Ghost of Tsushima e la rinascita del Giappone

Siete pronti a diventare il samurai più temuto di tutta l'isola?

Il 17 luglio è il giorno del lancio di Ghost of Tsushima, la nuova esclusiva targata Sony sviluppata da Sucker Punch Productions: questa è la nostra recensione. Il nuovo open world dinamico e stealth ci ha fatto vivere un’avventura più unica che rara.

Siete pronti a diventare il samurai più temuto di tutta l’isola?

Ghost of Tsushima recensione: le basi

Un titolo come Ghost of Tsushima ha tutte le carte in regola per far sognare il giocatore e per fargli vivere un’avventura che mai avrebbe immaginato di toccare con mano. È un titolo diverso dagli altri, violento e sanguinoso ma allo stesso tempo terapeutico. Cos’è in poche parole? Poesia, magia, rarità.

Ci troviamo nel 1274, sull’Isola di Tsushima durante il periodo del Giappone Feudale. Partiremo alla scoperta di un Paese suggestivo e magico, nonostante la guerra violenta che incombe su di esso. L’atmosfera che si respira quando si corre nei campi aperti, quando si esplorano i templi o quando si combatte, è qualcosa di estremamente particolare ed unico.

Il nostro personaggio è diverso da quelli che siamo abituati a vedere nei vari titoli per console. Lui ha uno spirito combattivo, è valoroso ed è un ottimo guerriero però sapete, ha anche un lato tenero. Si lascia trasportare dal vento, l’unico in grado di accompagnarlo in questa sanguinosa battaglia insieme al suo cavallo.

Durante le sue ricerche, in mezzo ai boschi, si ferma ad osservare l’ambiente che lo circonda. Respira, e noi con lui, tutta l’essenza del Giappone. Qualche volta si imbatte in creature che abitano questi boschi: alcune sono pacifiche e lo accompagnano in luoghi misteriosi, altre invece lo attaccano ferocemente.

Il suo nome è Jin Sakai ed è l’ultimo samurai rimasto in vita durante la prima invasione mongola del Paese.

Fin da piccolo, si è allenato con suo zio Shimura che gli ha insegnato la via del samurai. Durante la nostra avventura però, Jin ha bisogno di padroneggiare un nuovo stile di combattimento chiamato la via del Fantasma. Sembra essere l’unico modo per sconfiggere i Mongoli e far fiorire nuovamente il Giappone.

Dopo aver sistemato qualche impostazione iniziale e scelto la lingua audio, la nostra avventura avrà inizio. Personalmente vi consiglierei di impostare la lingua in giapponese, perché rende molto di più. Tuttavia al day one aggiungeranno quella italiana quindi fate qualche prova e vedete quale preferite di più.

Per imparare le basi e i tasti principali utili a difendere la nostra preziosa vita, veniamo catapultati in un prologo iniziale. Oltre a conoscere le basi del combattimento, cominciamo anche a comprendere qualche dettaglio in più sulla trama e sulla missione principale di Jin.

Non possiamo andare troppo nel dettaglio perché rischiamo di spoilerare qualcosa, quindi andiamo ad analizzare altre caratteristiche di questo meraviglioso titolo.

Sistema di combattimento, missioni e mappa

ghost-of-tsushima-recensione-Jin-Tech-PrincessIl sistema di combattimento è stato ben realizzato, vi consiglio però di fare qualche prova con le varie modalità di difficoltà perché ho notato che già la normale, in alcune missioni, fa penare abbastanza. I combattimenti sono violenti e danno un’intensa scarica di adrenalina.

Dobbiamo imparare ad utilizzare ogni singolo tasto, ricordate che la pazienza è fondamentale per un samurai. Non attaccate subito, parate ogni colpo e siate veloci. Uno degli aspetti interessanti riguardo i combattimenti è il fatto che, quando stiamo per essere attaccati da determinati nemici (dipende tutto dall’arma che possiedono), sulla punta della loro arma compare un puntino rosso.

Questo puntino ci avverte che l’attacco sta per essere sferrato e ci dice che dobbiamo necessariamente evitarlo. Evitandolo, poi, si contrattacca e c’è la possibilità di uccidere in men che non si dica il nemico.

Molte occasioni però richiedono l’uso della modalità stealth. Dobbiamo essere silenziosi ed invisibili, attaccando il nemico alle spalle ed evitando che qualcuno dia l’allarme. Possiamo nasconderci nell’erba alta per evitare di essere visti o negli angoli delle abitazioni, possiamo strisciare e saltare, ma sempre con attenzione.

Per sapere se il nostro nemico sia a conoscenza della nostra presenza nei dintorni, sullo schermo compare una striscia bianca che lampeggia e diventa rossa nel caso in cui veniamo scoperti.

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Nel corso della nostra avventura possiamo scegliere se proseguire con la storia e le missioni principali, contrassegnate in oro, oppure se esplorare l’ambiente circostante e concentrarci sulle secondarie e sul migliorare le nostre abilità, trovare armature ottime e nuove armi.

La mappa è molto grande quindi preparatevi perché ci sono molti luoghi da esplorare, conoscere ed ammirare. Potete andare a piedi oppure affidarvi al vostro valoroso destriero, che avete la possibilità di scegliere all’inizio del gioco. Un po’ mi ha ricordato The Witcher, a cavallo in giro per un open world davvero interessante.

Ci sono molte location da esplorare e che vi aiutano ad aumentare i vostri punti abilità. Questi sono utili in seguito per imparare nuove mosse, nuove tecniche di combattimento e molto altro.

Le missioni secondarie si suddividono in Racconti di Tsushima e Racconti Mitici: capirete poi quali sono le differenze principali tra le due.

Ogni singola missione è intrigante e unica nel suo genere, non ci sono missioni simili tra loro e personalmente le ho apprezzate moltissimo. Non solo perché ci permettono di addentrarci più a fondo in quel luogo, ma perché ci danno la possibilità conoscere meglio il folklore giapponese.

Un piccolo consiglio, amici: se vedete una volpe, seguitela.

Grafica da mozzare il fiato

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Il primo elemento che salta all’occhio è la presenza della tradizione giapponese in tutto il suo splendore. Ogni minimo particolare, dai vestiti al paesaggio e ai vari templi, è tutto tremendamente reale.

Il ciclo giorno/notte inoltre è incantevole e ben sviluppato, per certi aspetti mi ha ricordato Days Gone – l’unica differenza è che di notte non ci sono gli erranti.

L’aspetto che più ho apprezzato di questo titolo è la grafica e l’atmosfera che crea con la colonna sonora. L’attenzione al dettaglio è così meticolosa che a volte fa paura. Gli scenari, gli ambienti, che si tratti dell’alba o della notte o di una giornata di tempesta, sono così maledettamente realistici.

Probabilmente il mio scenario preferito è la notte, realizzata con un blu intenso. Inoltre se ci troviamo nei campi aperti o nei boschi, saremo circondati da numerose lucciole che illuminano delicatamente i fiori e gli alberi.

Anche l’alba o il tramonto però non scherzano. I colori sono intensi e suggestivi, non so in che altro modo descriverli. È davvero impossibile scegliere un elemento preferito in questo titolo, sono tutti pazzeschi.

La melodia e la musica che cambia a seconda della situazione in cui ci troviamo, è delicata e riesce a calmare l’anima. Ci saranno occasioni in cui ve ne andrete a cavallo in esplorazione, senza una meta precisa. In qui momenti fermatevi, fate scivolare il dito sul pad del joystick verso sinistra e osservate Jin che suona una deliziosa melodia con il flauto mentre ammirate il paesaggio.

Non ve ne pentirete, ve lo assicuro.

L’acqua e i ruscelli, i campi di fiori o anche le foreste fitte e scure, ogni cosa è stata realizzata in modo perfetto. I personaggi anche sono stati caratterizzati molto bene, l’attenzione al dettaglio non manca nemmeno in questo caso e le armi, armature comprese, sono definite in modo sorprendente.

Ogni elemento, anche il villaggio più piccolo e sconosciuto all’interno della mappa, gronda di folklore giapponese e stile orientale da ogni dove.

Ghost of Tsushima recensione: vai dove ti porta il vento

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Cosa diceva lo sciamano Kekata al padre di Pocahontas? “Conosci Pocahontas. Ha lo spirito di sua madre. Va dove la porta il vento.” E così dovete fare anche voi.

Il vento in Ghost of Tsushima è il vostro migliore amico. Sulla schermata di gioco non abbiamo una mappa posta in basso o in alto, quindi come faremo a conoscere la direzione esatta del luogo in cui dobbiamo andare? Innanzitutto in alto a sinistra abbiamo il nome del luogo e la distanza.

In seguito, facendo scivolare il dito sul pad del joystick verso l’alto, possiamo ammirare il vento che si alza e ci indica la direzione. Lo trovo un dettaglio davvero particolare e geniale, è come voler essere un tutt’uno con la natura. Alla fine, se ci pensiamo bene, è quello che siamo.

In simbiosi con l’ambiente giapponese, che dobbiamo far fiorire nuovamente.

Nel corso del gioco, Jin potrà anche prendersi dei momenti di pausa, di riflessione e distaccarsi un attimo dall’orrore della battaglia. In fin dei conti, la salute mentale riflette quella del corpo ed è per questo che in ogni parte della mappa troviamo delle sorgenti termali in cui rilassarci e ripristinare la nostra salute.

Inoltre in alcuni luoghi possiamo comporre degli haiku, ossia delle poesie. Osserviamo il luogo che ci circonda e componiamo. In un certo senso, trasmettono pace anche al giocatore.

In conclusione: sì o no?

Ci sono tante cose da dire riguardo questo gioco ma il tempo non ce lo permette e non voglio rovinare la magia che lo avvolge. Dovete necessariamente toccarlo con mano.

Ghost of Tsushima fa molto di più di quanto ci si aspetta. Era tanto tempo che non mi sentivo così in simbiosi con un videogioco e che non venivo trasportata all’interno della storia e dei personaggi in questo modo. Una storia, poi, davvero interessante e d’impatto.

È probabilmente il titolo migliore a cui abbia mai giocato quest’anno, terapeutico e incantevole.

Personalmente non ho riscontrato difetti, forse una leggera durezza nel movimento delle labbra dei personaggi quando parlano ma niente di più. Per il resto sono stata completamente catturata dallo splendore che emana questo videogioco.

Le ore di gioco sono abbastanza, il giusto per permetterci di esplorare ogni minimo angolo della mappa e conoscere ogni villaggio, tempio o altro. Un titolo del genere viene fuori una volta ogni mille anni – si fa per dire.

Sarebbe ottimo aggiungerlo alla vostra collezione, di certo vi farà vivere un’avventura affascinante e sorprendente. Sucker Punch Productions, complimenti.

Ghost of Tsushima

Pro Pros Icon
  • Grafica eccezionale
  • Storia intrigante
  • Melodia suggestiva
  • Sistema di combattimento ottimo
  • Attenzione al dettaglio
Contro Cons Icon
  • Labiale dei personaggi duro

Offerta
Ghost of Tsushima - Standard - PlayStation 4
  • Il nuovo gioco del famoso studio Sucker Punch Productions, creatore della saga Infamous
  • Un gioco che sfrutta tutte la potenza di PS4 PRO per un’esperienza di gioco immersiva
  • Un open-world con una grafica mozzafiato per ambientazioni realistiche

Veronica Ronnie Lorenzini

Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.

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