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Oggi è la giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità

Anche quest’anno, come ogni 17 giugno, si celebra l’importante ricorrenza voluta dalle Nazioni Unite

Oggi, come ogni 17 giugno, si celebra a livello globale la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità.

La ricorrenza è stata indetta dalle Nazioni Unite nel 1995 con una risoluzione, e ogni anno ruota attorno a un tema diverso. Come ci ricorda in una nota il sito del Ministero della transizione ecologica.

Il tema proposto quest’anno dal Segretariato della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD) è Restoration. Land. Recovery. We buil back better with healthy land (Restauro. Territorio. Recupero. Ricostruiamo meglio con un terreno sano), con un focus sul recupero dei suoli degradati.

La Convenzione per la lotta alla desertificazione

La Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità è stata indetta nel 1995. L’anno precedente, il 17 giugno 1994, era stata aperta alle firme dei vari Paesi la Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione in quei Paesi che soffrono di gravi siccità, particolarmente in Africa, più nota come Convenzione contro la desertificazione (UNCCD).

La convenzione è entrata in vigore alla fine del 1996, dopo l’adesione del centocinquantesimo Paese.

Cos’è la desertificazione

La desertificazione, dice la Convenzione, è la “degradazione delle terre in aree aride, semi aride, e subumide principalmente causata dalle attività umane e dal cambiamento climatico”.

È dunque un concetto di degrado in cui giocano un ruolo importante il sovrasfruttamento e l’uso non appropriato delle terre, ancora più pericolosi in zone già aride o semiaride. Stiamo parlando di circa un terzo delle terre emerse, abitate da un miliardo di persone, e che oggi sono già desertificate o sono in serio pericolo di diventarlo.

Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità

Contro la desertificazione

La Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità è dunque un momento di sensibilizzazione globale nei confronti di un tema urgente.

La Convenzione da cui è scaturita la ricorrenza si propone di intervenire sulle principali cause della desertificazione. Che sono il sovrapascolo e le cattive pratiche di irrigazione. Anche se un aspetto fondamentale è quello delle instabilità economiche e politiche, che creano aree più soggette a questo fenomeno.

La Convenzione punta a una doppia strategia: una promozione di una fitta serie di interventi locali e, allo stesso tempo, un partenariato internazionale allo scopo di modificare alla radice i meccanismi di sfruttamento delle risorse e del commercio.

Si punta a giungere a un adeguato livello di sicurezza alimentare nelle aree coinvolte, per “contribuire a creare le basi per uno sviluppo sostenibile nei paesi affetti da desertificazione”.

I numeri

I numeri sono impietosi. Oggi oltre 2,1 miliardi di persone non hanno accesso sicuro all’acqua potabile, e quasi 850 milioni non ne hanno alcuno.

Secondo una previsione, entro il 2030 la scarsità d’acqua obbligherà 700 milioni di persone a migrare. Uno studio dell’Unep (Programma Onu per l’ambiente) segnala che in Africa un’area compresa tra un terzo e la metà dell’intero continente è interessato da fenomeni di desertificazione indotta dall’uomo.

Ogni anno centoventimila chilometri quadrati di terra si trasformano in deserto. E perdiamo ventiquattro miliardi di tonnellate di suolo fertile a causa dei fenomeni di erosione.

Individua uno dei problemi Andrea Zinzani, geografo dell’Università di Bologna oltre che esperto di ecologia politica dell’acqua. “I processi di accaparramento idrico da parte di soggetti istituzionali e attori multinazionali sono aumentati negli ultimi vent’anni nonostante numerose linee guida, trattati internazionali e politiche globali.

Soprattutto a livello locale conflittualità, diseguaglianze e marginalizzazione in relazione alla governance dell’acqua rappresentano sempre più una sfida per i precari equilibri socio-ambientali in varie zone del Pianeta, in particolar modo nel sud globale”.

Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità

Il tema dell’edizione 2021

L’edizione 2021 del Desertification & Drought Day ruota attorno al tema del recupero dei suoli degradati.

Quest’anno l’evento globale della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità sarà ospitato dal Ministero dell’Ambiente della Repubblica di Costa Rica.

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Cosa può fare l’Italia

Nella nota del Ministero della transizione ecologica si legge che “a livello nazionale il contrasto al degrado del suolo e la protezione della terra dalle minacce causate da cambiamenti climatici e sfruttamento delle risorse naturali rappresentano un obiettivo concretizzato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza recentemente adottato, con investimenti per centinaia di milioni di euro per la valorizzazione del verde urbano, contenimento del consumo del suolo e ripristino dei suoli utili. È prevista inoltre la piantumazione di quasi 7 milioni di alberi nei prossimi tre anni”.

Inoltre, “le azioni di tutela e ripristino del suolo degradato sono integrate con le misure per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici e con quelle per la salvaguardia della biodiversità. Le azioni di lotta alla siccità e alla desertificazione sono anche ricomprese nelle principali pianificazioni settoriali, come quelle per la gestione delle risorse idriche e per l’assetto idrogeologico”.

Mentre in una prospettiva internazionale “l’Italia ha sempre sostenuto la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione e ha aderito sin dall’inizio ai programmi della Convenzione per la Land Degradation Neutrality. Il tema del suolo e della desertificazione è un asse importante del programma della Presidenza italiana del G20. In vista della Ministeriale Ambiente, si è voluto riprendere e rafforzare la Global Initiative on Reducing Land Degradation and Enhancing Conservation of Terrestrial Habitats lanciata dalla Presidenza saudita nel 2020”.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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