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Goblin, il Dio solitario e splendente, la serie TV sudcoreana – Perché guardarla?

Scopriamo insieme perché dovreste guardare il k-drama più visto nella storia della TV via cavo

Perché guardarla è la nuova rubrica di Tech Princess, a cura di Mattia Chiappani e Veronica Lorenzini, in cui vi svelano perché dovreste guardare una determinata serie tv. La serie, o meglio, il drama coreano prescelto della giornata è Goblin (Sseulsseulhago challanhasin – Dokkaebi), conosciuto anche come Guardian: The Lonely and Great God, K-Drama disponibile sulla piattaforma streaming di Rakuten Viki gratuitamente.

Goblin, il grande Dio: perché guardarla?

Prego amici, potete finalmente esprimere la vostra felicità: le nostre amate serie TV coreane sono tornate a deliziarci. Oggi voglio parlarvi di Goblin, uno dei migliori, nonché più visti, K-Drama della storia (non l’ho detto io, è così lo giuro, ma se avete dei dubbi controllate qui).

La trama

La serie ci presenta Kim Shin, un generale durante la dinastia Goryeo che ha dominato la Corea dall’anno 918 al 1392. L’uomo, a causa di un gesto avventato contro il suo stesso re, finisce per mettere in pericolo il proprio esercito e la propria famiglia.

In punto di morte, il generale si appella a Dio che ascolta la sua ultima preghiera. Egli gli fa un dono che però è anche una maledizione. Kim Shin tornerà in vita, ma come un dokkaebi, celebre creatura leggendaria e benevola della mitologia e del folclore coreani.

L’uomo sarà quindi immortale e, lungo il suo cammino, ritroverà persone vicine a lui, reincarnate nel corpo di altri esseri umani. Ogni volta sarà però costretto a dire loro addio, vivendo in completa solitudine. Allo stesso tempo, il dokkaebi dovrà anche proteggere le anime degli esseri umani.

Per porre fine alla sua immortalità indesiderata, che gli causa dolore e sofferenza, Kim Shin dovrà trovare la sua sposa umana. Ovvero l’unica persona in grado di liberare la sua anima e di rimuovere la spada conficcata nel suo petto, donandogli finalmente la pace.

Dopo quasi 1000 anni trascorsi in solitudine, Kim Shin incontra Ji Eun-tak, studentessa all’ultimo anno delle superiori che afferma di essere la sua sposa.

Kim Shin, oltre a dover fare i conti con la giovane Eun-tak, si ritrova ad essere coinquilino del Cupo Mietitore, che si appropria della sua residenza tramite un contratto fasullo. Il destino di questi personaggi si intreccia con quello di Kim Sunny, proprietaria del ristorante di pollo in cui lavora Eun-tak.

Goblin è una serie rispettabile e ci offre 16 episodi di un’ora e mezza, praticamente la stessa durata di un film della Disney. Questo però è uno dei suoi punti di forza e vi spiego subito per quale motivo.

Goblin: un drama completo ed equilibrato

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Come quasi ogni cosa della mia vita, ho iniziato Goblin: The Lonely and Great God per puro caso. Ero curiosa di vedere qualcosa di diverso, con più elementi storici e questo k-drama mi sembrava il più adatto: oltretutto era presente un attore che già avevo visto in altri programmi quindi, a guardarla, mi sono sentita un po’ a casa.

Credo si tratti della serie TV più completa che abbia mai visto fino ad ora. Ha davvero tutto: riferimenti storici e folclore coreano, personaggi reali e con dei sentimenti, comicità, tristezza e dolore, felicità, amore. Sembra quasi un calderone in cui, episodio dopo episodio, si mette un po’ di tutto e alla fine ne esce fuori qualcosa di magistrale.

Il primo approccio che abbiamo con questa serie riguarda la parte storica, che continuerà ad essere sempre presente sotto forma di flashback esplicativi nel corso della stagione. Ho apprezzato con tutto il cuore l’equilibrio di ciascun evento: ogni singolo momento, spiegazione e avvenimento sono bilanciati.

L’attenzione al dettaglio ha stupito chiunque, anche gli stessi connazionali coreani che hanno rivelato quanto questo drama sia stato fedele ai costumi e alle ambientazioni storiche del periodo Goryeo. Ritorna quindi il discorso che vi ho fatto qualche settimana fa, ovvero “imparare guardando una serie TV”. Ovvio, le mie conoscenze storiche riguardo la Corea antica non sono paragonabili a quelle di qualcuno che ha effettivamente studiato l’argomento.

Posso però affermare di essermi avvicinata più del solito a quel lato antico e affascinante. Di solito la storia può risultare noiosa: qui, in questa serie, è tutt’altro. Ho anche apprezzato la presenza del folclore coreano e della figura del Cupo Mietitore, sicuramente uno dei personaggi più riusciti in assoluto.

Oltre al lato storico, che ci spiega la vita di Kim Shin e ciò che è accaduto, abbiamo anche il lato attuale. Il nostro Goblin vive ai giorni nostri ed è interessante vedere come sia riuscito ad adattarsi alle tecnologie attuali – cioè sì, diciamo che ci prova ecco.

Allo stesso tempo il dokkaebi conosce Ji Eun-tak, una giovane ragazza che riporta un po’ d’aria fresca nella sua vita. La ragazza ha dovuto affrontare molte difficoltà nel corso della sua vita e incontrare Kim Shin le fa capire che, in un certo senso, quei momenti difficili sono serviti a qualcosa. Come potete immaginare l’incontro tra i due non è casuale, è il destino.

Il destino, però, a volte può essere estremamente doloroso.

Una trama coinvolgente e una valanga di emozioni

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L’equilibrio che vanta questa serie è un elemento vincente. Abbiamo momenti di estremo dolore, di scoperte strazianti e mancanza di forze: spesso la terra trema sotto i piedi dei nostri protagonisti che fanno fatica a tenersi in piedi. In un certo senso tremerà anche il vostro divano o sedia, specialmente se siete dei tipi empatici come me.

A questi episodi, però, si affiancano anche momenti comici e sciocchi, estremamente utili per guarirci da quelle situazioni che ci hanno lasciati a bocca aperta. Goblin vanta inoltre numerosi colpi di scena, molti dei quali vi lasceranno perplessi per qualche settimana. Diciamo che sotto alcuni punti di vista richiede una forza emotiva alta e forte.

Volete sapere un segreto? Io non l’ho ancora terminata. Esatto, mi manca un solo episodio da circa due mesi e ancora non riesco a guardarlo, non mi sento psicologicamente pronta ad affrontarlo, a dire addio a questi personaggi così reali e vicini a me.

L’ho detto più volte e non smetterò di ripeterlo: i coreani hanno un dono, sono quasi divinità delle serie TV.

Nonostante non abbia ancora terminato la serie ho comunque le conoscenze necessarie per dirvi di guardarla. Giuro, non vi punterò una pistola alla testa – posso corrompervi con dei biscotti? -. Scherzi a parte, possiamo dire che Goblin è il capostipite dei k-drama coreani: una volta affrontata questa serie, le altre saranno una passeggiata (forse, non posso ancora dirlo con certezza).

I personaggi hanno personalità spiccate, una storia dietro ben definita e realizzata e il modo in cui ciascuna di esse si intreccia a quella di un altro personaggio, è sconvolgente. In un certo senso è come partire per un viaggio, un lungo viaggio di 16 episodi all’interno delle vite di questi personaggi che adoreremo. Oltretutto, la colonna sonora è un altro punto a favore della serie.

Più passa il tempo, più mi rendo conto che il coreano è una lingua davvero delicata e dolce. Sentire quindi canzoni diverse, adatte per quel preciso istante, credo possa rendervi felici, proprio come succede a me.

Quindi, perché dovreste guardare la serie TV Goblin?

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Le storie d’amore dettate dal destino piacciono a tutti. “È destino che stiano insieme, non importa quanti ostacoli troveranno davanti a loro: staranno insieme, è così.” Questa è la frase che mi sono ripetuta per tutta la durata della serie e che mi ripeterò durante l’ultimo episodio, probabilmente questa sera.

Queste storie però non sempre portano gioia e felicità. In fin dei conti, comunque, a noi non importa molto: le guardiamo lo stesso perché ci fanno provare sentimenti forti.

Goblin è una serie TV caratterizzata da una trama lunga, dettagliata e che non lascia inutili punti di domanda nella mente dello spettatore. Ogni cosa viene mostrata e spiegata in modo chiaro, diretto e conciso – forse anche troppo diretto, se devo essere sincera.

Conosceremo personaggi fenomenali. Sì, dico conosceremo perché è come incontrarli davvero, l’unica differenza è che non possiamo stringere loro la mano ma di questi tempi è meglio così. Ognuno di loro ha una storia e ce la racconterà con calma, senza troppi giri di parole e al momento giusto.

Unire leggenda e folclore alla vita attuale dei giorni nostri, è stata una trovata geniale e molto interessante. Rimarrete incollati allo schermo del vostro PC o della vostra TV, una storia così non si trova tutti i giorni ed è quasi più unica che rara.

Preparatevi per questo intenso viaggio che vi farà ridere, piangere, rimanere stupiti e vi farà anche innamorare.

Veronica Ronnie Lorenzini

Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.

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