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Google Play Store non è sicuro.


Google Play store non è ancora sicuro. Negli ultimi anni Google ha svolto un’intensa attività per migliorare la sicurezza del suo App Store. Milioni di utenti hanno infatti inavvertitamente scaricato migliaia di app dannose dallo store che hanno poi compromesso i loro dati privati (SMS, credenziali, foto, calendari, appuntamenti ed e-mail). Nel marzo 2019, l’adware “SimBad” è stato trovato in oltre 200 app sullo store, con un conteggio di download combinato di quasi 150 milioni.

Google Play store non è ancora sicuro

Una ricerca ha conteggiato circa 5,2 milioni di installazioni di app dannose, che hanno riguardato decine di campagne di quattro diversi tipi di malware. Queste famiglie di malware hanno una serie di capacità: dalla possibilità di rubare tutte le informazioni dal dispositivo, alla possibilità di prenderne il controllo facendo apparire pubblicità o sovrapposizione di finestre come una forma di attacco phishing. Queste applicazioni utilizzano anche una varietà di tecniche per evitare il rilevamento da parte dei team di sicurezza dell’alleanza, tra cui l’offuscamento del codice e il download ritardato di payload dannosi.

Una di queste campagne è stata scoperta dai ricercatori di Check Point Software. La famiglia di malware Haken è stata installata su oltre 50.000 dispositivi Android da otto diverse applicazioni dannose mascherate da utility per la fotocamera e giochi per bambini, tutti apparentemente innocui.

Il malware è classificato come “clicker” per la sua capacità di prendere il controllo del dispositivo dell’utente e di cliccare su qualsiasi cosa possa apparire sullo schermo. È importante notare che il malware può accedere a qualsiasi tipo di dati, quindi tutto ciò che è visibile sullo schermo è un potenziale bersaglio (ad esempio e-mail di lavoro), così come qualsiasi dato memorizzato localmente (come conversazioni di lavoro su un’applicazione di messaggistica).

L’impatto sugli utenti è duplice: il malware può attivare servizi in abbonamento premium senza che l’utente se ne renda conto, facendo guadagnare denaro illegalmente alle persone che stanno dietro l’app, e può estrarre dati sensibili direttamente dal dispositivo. La buona notizia è che queste app corrotte sono state tutte rimosse da Google Play.

Ancora una lunga strada da percorrere

Tuttavia, ciò evidenzia che, nonostante i continui sforzi per proteggere il Google Play Store dalle app dannose, eliminare completamente il rischio che gli utenti scarichino un’app pericolosa dallo store non avverrà in tempi brevi. Ci sono quasi 3 milioni di app disponibili in Play Store, con centinaia di nuove app caricate ogni giorno – il che rende difficile controllare che ognuna di esse sia sicura.

Alcuni sviluppatori di app hanno escogitato metodi ingegnosi per nascondere il vero intento delle loro app all’esame di Google. Insieme a un ecosistema Android frammentato, in cui un gran numero di produttori di dispositivi offre raramente aggiornamenti strategici del sistema operativo, gli utenti non possono contare solo sulle misure di sicurezza di Google Play per garantire la protezione dei loro dispositivi.

È necessario implementare un software di sicurezza per scongiurare malware e altre minacce e proteggere i dati aziendali e personali su questi dispositivi. La soluzione di sicurezza deve veramente comprendere i comportamenti dannosi, il che significa che deve utilizzare numerose tecniche avanzate che vanno oltre le semplici firme o l’apprendimento automatico basato su indicatori statici.

Cosa fare in caso di infezione?

Se si sospetta che il proprio dispositivo sia stato infettato da una di queste app, ecco i passaggi da seguire:

  • Disinstallare l’app infetta dal proprio dispositivo
  • Controllare le fatture del cellulare e della carta di credito per verificare se si sia stati registrati per eventuali abbonamenti e, se possibile, cancellarli.
  • Installare una soluzione di sicurezza per prevenire futuri attacchi

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Livio Marino

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Sangue siciliano, milanese d'adozione, mi piace essere immerso in tutto ciò che è tech. Passo le giornate dando ordini ad Alexa, Google ed al mio cane, Maverick.
                   










 
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