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Grid: un hands-on fra simulazione e arcade

I nostri pareri sul nuovo titolo di Codemasters

Qualche giorno fa sono stato ospite di Koch Media Italy per una specialissima presentazione. Ho infatti avuto la possibilità di testare di prima mano Grid, titolo racing in arrivo fra pochi mesi, molto atteso dagli appassionati di corse. A farci compagnia c’era il Game Director del titolo, Christopher Smith, che ci ha raccontato con grande passione la sua visione di questo gioco, legata ovviamente al suo pensiero sull’intero ambiente videoludico attuale.

Cosa ci ha raccontato Christopher Smith di Grid

grid hands-on christopher smith koch media

Sin da quando ha iniziato a parlare infatti è stato evidente quanto Christopher fosse felice di Grid e di quanto tenesse a questo titolo. Ci ha raccontato l’approccio suo e del suo team alla realizzazione di questo videogioco, specificando come questo si inserisca pienamente nella sua visione del settore gaming. Una visione davvero molto precisa e affascinante, tipica di chi ha tantissima passione per questo mondo.

Una delle prime cose che ci ha raccontato è dove si piazza Grid nello spettro Arcade/Simulatori tipico dei giochi racing. La risposta è che fondamentalmente si trova in mezzo tra i due, sebbene penda sensibilmente verso la simulazione. Questo perché, pur cercando di riprodurre l’esperienza di guida in maniera molto precisa, non è particolarmente rigido dal punto di vista delle regole di gara, cosa particolarmente vera per i circuiti cittadini.

I tre pilastri del gioco

Successivamente Christopher ci ha spiegato come Grid sia costruito fondamentalmente su tre pilastri. Il primo è “Progression & Rewards“, ovvero l’evoluzione del titolo passo passo, gara dopo gara. È tutto studiato in modo molto equilibrato, bilanciando le ricompense (con cui personalizzare il proprio profilo o auto in tanti modi diversi) con l’accessibilità. Il secondo pilastro è infatti proprio “Accessibility & Choice“, peraltro uno degli aspetti più affascinanti del titolo.

Grid infatti non cerca di ostacolare i giocatori meno avvezzi ai racing game, tenendoli bloccati su circuiti specifici fino al superamento dell’obiettivo, quasi come una punizione per la loro inesperienza. Si può accedere agli interi contenuti del titolo in pochi step, ma questo non significa che si tratti di un titolo semplice. Il suo essere a metà tra simulazione e arcade e soprattutto la grande varietà di impostazioni permette al giocatore di scegliere liberamente la sua strada.

Se preferiamo affrontarlo in tranquillità, magari in compagnia dei nostri amici sarà assolutamente possibile e sarà un’esperienza godibile. Allo stesso modo però possiamo scegliere di impegnarci di più e affrontarlo in maniera ‘più seria’, cercando di vincere ogni corsa con difficoltà più alte e meno aiuti. Grid ci permetterà di scegliere il nostro stile di gioco, da quello più casual a quello da hardcore gamer, senza ostacolare in maniera frustrante che opterà per il primo, ma dando i giusti reward a chi sceglierà il secondo.

“Unpredictable motor stories”

Il terzo e ultimo pilastro su cui si basa Grid sono le imprevedibili storie del mondo dei motori. L’idea era cercare di riportare nel titolo il fascino dell’imprevedibilità legato al mondo delle corse automobilistiche. Ci sono innumerevoli fattori che intervengono in ogni sfida su questo titolo che creano combinazioni sempre nuove, rendendo ogni volta unica e speciale.

Partiamo dai piloti ad esempio. Ognuno dei nostri avversari avrà una sua personalità specifica, che lo renderà più o meno aggressivo, più o meno deciso, più o meno disposto a rischiare un sorpasso in un momento difficile. Lo stesso varrà anche per i compagni di squadra, che saranno magari più dotati alla guida, ma meno pronti ad ascoltarci o supportarci. Già questo è sufficiente a creare grande imprevedibilità nella gara.

Anche il nostro comportamento contribuirà a cambiare lo svolgersi della gara, ovviamente. Una delle feature che più mi sono divertito a testare nella prova del gioco è l’introduzione delle Nemesi. Fondamentalmente nel momento in cui daremo ‘troppo fastidio’ a un altro concorrente durante la gara, questo ci prenderà in antipatia.

La nostra Nemesi (annunciata da un banner evidente a schermo) cercherà di ostacolarci nel resto della sfida, cercando angoli che ci chiudano la strada ad esempio oppure colpendoci apposta. Anche questo poi dipende dalla personalità specifica del pilota: non c’è un numero definito di scontri prima di rendere un avversario una Nemesi e non tutti saranno ugualmente aggressivi.

Ci sono anche tanti altri fattori che influiscono sulla gara, a cui poi vanno aggiunti anche i classici atmosferici e capirete quindi come le possibilità siano davvero tantissime. Ma ora entriamo nel vivo della prova.

Mani sul pad e proviamo Grid

grid hands-on christopher smith koch media

Una volta salutato Christopher Smith, è giunto il momento di testare in prima persona tutto quello che ci ha raccontato. Abbiamo quindi preso il pad in mano, sistemato le impostazioni e iniziato con due gare suggerite proprio dal Game Director. Grazie a queste, abbiamo potuto sperimentare la varietà del titolo provando con modelli di automobili sostanzialmente differenti, su piste sostanzialmente differenti (un circuito di gara e un cittadino).

È proprio differente la parola chiave di Grid. Perché tutti i vari fattori si percepiscono davvero e offrono un amplissimo range di possibilità. Scegliere di guidare una muscle car o una GT è ovviamente molto diverso e costringe a stili di guida specifici, influenzati anche dal circuito scelto. Ma non è solo questo.

Tutti quei dettagli che contribuiscono a creare quelle “imprevedibili storie di motori” a cui accennavamo prima sono davvero molto percepibili. La diversa aggressività dei piloti ad esempio si nota, così come la loro riposta al sistema delle Nemesi. Fin da subito ho voluto provare questa feature e si nota subito quanto sia facile arrabbiare alcuni, mentre altri siano davvero molto più pazienti (salvo poi magari essere ancora più aggressivi una volta innervositi).

A questo si aggiunge la versatilità e accessibilità. Giocando con le opzioni si può davvero ottenere il gioco ideale per qualunque livello di abilità. Tra difficoltà dell’AI e vari assist e aiuti si può trovare la soluzione più adatta a ciascuno di noi, per mantenerlo su quel giusto equilibrio tra impegnativo e divertente. Ho fatto un po’ di test lungo lo spettro ed effettivamente si può andare da una semplicità esagerata (che non so onestamente chi possa sfruttare) a contesti dove l’impegno e l’attenzione richiesti sono molto alti. Forse non ai livelli dei titoli di simulazione pura, ma adatti a chiedere concentrazione anche a giocatori esperti.

Da tenere d’occhio assolutamente

grid hands-on christopher smith koch media

Insomma, Grid ci ha fatto proprio una buona impressione. La sua capacità di presentarsi interessante sia per chi ama i giochi di corse, sia per i neofiti è davvero interessante e il titolo è divertente da giocare. Testare diversi stili di guida, sia per i cambi di macchina, sia per cambi di atteggiamento è appassionante: che siate degli sportellatori professionisti o dei piloti attenti potrete trovare pane per i vostri denti.

Grid è un titolo che starà molto bene nella collezione di tutti i tipi di giocatori. Tenetelo d’occhio attentamente nei prossimi mesi.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
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