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Galavant: Perché guardarla?
Una serie su cavalieri, principesse e sovrani cattivi, molto diversa dalle altre


C’era una volta…“. Così iniziano le più celebri fiabe che hanno popolato la nostra infanzia. Racconti che ci trasportano in epoche passate, a seguire le avventure di cavalieri coraggiosi, in lotta con mostri di ogni tipo per salvare la bella principessa. Galavant, serie TV del 2015, è esattamente una di queste. Al contempo però è completamente diversa. Vediamo perché, ma soprattutto perché dovreste recuperarla al più presto.

Galavant, iniziare dove tutto finisce

Questa serie TV si apre con il botto. Una canzone eccezionale (che non riuscirete più a togliervi dalla testa) ci porta direttamente al centro della vicenda. Galavant è un coraggioso cavaliere, il migliore dei vari regni, ed è follemente innamorato della bella Madalena. Il malvagio Re Richard però vede la ragazza, se ne innamora e decide di rapirla e farla sua sposa. Starà al nostro eroe senza macchia e senza paura andare a salvarla.

Quando però giunge all’altare, pronto a combattere per la damigella in pericolo, scopre che la situazione è diversa da come se la aspettava. A sorpresa, la ragazza ha deciso che in fondo preferisce una vita di ricchezze ed è più che disposta a sposare il Re pur di ottenerla. E così, la porta che sembrava portare direttamente a un “…e vissero felici e contenti” si chiude e inizia il percorso di decostruzione di Galavant.

Già, perché lungo tutta la serie si assiste a un attento processo di analisi dei cliché della narrazione fantastica, ma dall’interno. Tutte le caratteristiche delle fiabe vengono smontate e ricostruite in un formato nuovo, rompendo tutti gli stereotipi che le guidano, continuando a sorprendere. Il tutto elevato al massimo livello, puntando (e riuscendo in pieno) a generare risate su risate nello spettatore.

La comicità di Galavant è eccezionale. Il tutto si gioca su tanti livelli differenti, mescolando elementi diversi per ottenere un mix innovativo e originale. Una delle influenze più evidenti è quella del gruppo inglese dei Monty Python e sebbene non si raggiungano gli stessi livelli di raffinatezza, restano comunque innumerevoli momenti che lasceranno gli spettatori a pancia all’aria dalle risate.

Musica e autocoscienza

Quello che ancora non vi abbiamo detto di Galavant è che si tratta di un progetto molto ambizioso anche per un altro motivo: è una serie musical. La canzone che apre lo show non è l’unica che è presente al suo interno (anche se, vi ricordiamo, vi resterà nella mente per settimane). Ogni episodio è costellato di diversi numeri musicali, realizzati con grande cura e qualità. Non c’è da sorprendersi dopotutto: il compositore dello show è Alan Menken, musicista pluripremiato per i suoi lavori sui film Disney come La sirenetta, Aladdin e Pocahontas.

Il suo coinvolgimento è parte stesso di quel processo di decostruzione del medium che Galavant opera. Al di là della qualità, le canzoni della serie hanno quel feeling tipico da fiaba, che ci riporta direttamente alle storie della Disney. Spesso però quell’atmosfera è in aperto contrasto con quanto avviene sullo schermo o con il testo stesso. Vediamo i personaggi cantare di povertà, cibo (e denti) marci, omicidi e torture su note soavi e leggere. E si ride, parecchio, proprio di questa contrapposizione.

E poi c’è l’elemento che completa il tutto, ovvero la consapevolezza dei personaggi. Galavant e compagni continuano a rompere la quarta parete, non solo rivolgendosi allo spettatore o lamentandosi delle assurdità del mondo in cui vivono, a partire proprio dal fatto che la gente canti e balli così tanto, ma richiamando elementi della nostra realtà.

L’esempio perfetto è la canzone che da il via alla seconda – e purtroppo ultima – stagione. Un intero numero musicale lungo e articolato, che parte dal rifiuto di sentire ancora una volta il tema portante dello show (che, terzo e ultimo avviso, vi troverete a canticchiare per mesi) per poi presentare il nuovo panorama per i nostri eroi, lamentandosi degli Emmy non vinti e delle difficoltà per ottenere il rinnovo. I nuovi episodi sono dichiaratamente “il miracolo che nessuno pensava potessimo ottenere“. Ed è un peccato non ne abbiano ottenuti ancora ma in fondo va bene così.

Galavant, la serie che vi mancherà

Come ribadiscono gli stessi personaggi, purtroppo questa serie estremamente ambiziosa non è riuscita a ottenere il successo sperato. Gli ascolti erano decisamente bassi per un progetto che richiedeva un grande impegno, tra canzoni, coreografie elaborate e (in parte) location. Grazie al “miracolo” del rinnovo però, riesce a raccontare una storia pressoché completa, che saprà conquistarvi.

Galavant non ha lasciato un segno indelebile sulla storia della serialità televisiva, ma resterà per sempre una piccola perla che dopo averla vista non potrete mai dimenticare. E in una notte d’inverno, guardando fuori dalla finestra vi troverete a ripensarci e automaticamente inizierete a canticchiare: “Way back in days of old, there was a legend told about a hero known as Gaaalavaaant…“.

Galavant - O.S.T.
  • Audio CD – Audiobook
  • 12/31/2025 (Publication Date) - Video Delta (Publisher)

Mattia Chiappani

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Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
                   










 
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