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Guida alle serie tv asiatiche di Netflix (e molto altro)
Scopriamo cosa nascondono i meandri oscuri della famosa piattaforma di streaming


Guida alle serie tv asiatiche di Netflix e molto altro è la guida che fa al caso vostro in questo particolare periodo che stiamo vivendo. A causa della quarantena, presente in tutto il nostro paese, è necessario tenerci occupati il più possibile e passare il nostro tempo in casa.

Noi di Tech Princess siamo qui per indirizzarvi verso una particolare sezione del catalogo Netlix, ovvero quella asiatica, suggerendovi serie tv che potrebbero farvi passare in tranquillità queste giornate.

Oltre a ciò abbiamo intenzione di suggerirvi anche altri prodotti, presenti su un’altra piattaforma, nel caso in cui le serie tv asiatiche diventino le vostre preferite in assoluto (cosa che spero!).

Guida speciale alle serie tv asiatiche di Netflix (e molto altro)

Durante questo periodo di quarantena, la cosa migliore da fare è quella di trovare numerose attività da svolgere in casa e rimanerci senza fare storie.  Se vi trovate in una situazione straziante, ovvero quella in cui avete già terminato tutte le serie che avevate in lista, vi suggerisco di allargare i vostri orizzonti e di spulciare un catalogo della sezione Netflix: quello asiatico.

Se siete alle prime armi, cosa molto probabile, permettetemi di illustrarvi alcune caratteristiche di questo nuovo genere. Rispetto alle serie tv che siamo abituati a vedere oggigiorno, il genere asiatico può essere considerato molto particolare: come prima cosa, troverete sempre temi attuali e quotidiani, che fanno parte della vita di tutti i giorni degli asiatici.

A seconda poi del Paese, questi temi verranno affrontati in modo più delicato o duro. Ci sono alcune serie tv asiatiche che vi sbattono letteralmente in faccia la cruda verità di alcuni aspetti della vita. Se il vostro scopo è quello di divertirvi, non pensare troppo e staccare la spina, vi consiglio principalmente serie cinesi: solitamente tendono ad essere (almeno da ciò che ho visto io) molto più giocherelloni e spiritosi.

Se invece volete intraprendere un viaggio, vi consiglio quelle coreane. Quelle giapponesi sono un mix delle due, né troppo duri, né troppo delicati: ovvio, poi dipende sempre dal tipo di serie che sceglierete di vedere. Oltre a questo cambio di rotta, un’altra differenza sostanziale sarà la lingua.

Ve lo dico qui e probabilmente mi ripeterò più avanti ma non fa mai male leggerlo più volte: si tratta di Paesi differenti con culture lontane dalla nostra, letteralmente un altro mondo, ecco perché le differenze linguistiche, specialmente all’inizio, si faranno sentire molto duramente. Non temete, lentamente ci farete l’abitudine.

Infine credo che questo genere sia in grado di mostrarci un nuovo lato del mondo, un lato a cui solitamente non diamo molto peso perché, appunto, “non è nostro”. Sono molte le lezioni morali che ci vengono mostrate nelle serie asiatiche e spero che riuscirete, con il tempo, a comprenderle tutte.

Detto ciò, miei cari lettori, oltre alle famose cinque serie tv che vi avevo suggerito qualche anno fa, e che dovete assolutamente vedere, ne ho selezionate altre che potrebbero fare al caso vostro.

Crash Landing on You

La prima serie è Crash Landing on You, drama coreano del 2019 approdato sulla piattaforma streaming all’inizio dell’anno. La serie parla di Yoon Se-ri, una ricca ereditiera che, durante un’esercitazione di parapendio, oltrepassa a causa del forte vento il confine con la Corea del Nord.

Non sapendo come ritornare in patria, incontra il giovane ufficiale Ri Jeong-hyuk, il quale si offre di aiutarla e di proteggerla. Con il tempo i due inizieranno a provare dei sentimenti l’uno per l’altra, nonostante la costante ed asfissiante tensione presente tra i loro paesi e le diversità.

Se ricordate il mio famoso discorso in cui evidenziavo le differenze tra giapponesi, cinesi e coreani (ovviamente si tratta di impressioni che ho avuto io personalmente) ricorderete che i coreani, a differenza dei cinesi ad esempio, tendono ad essere molto più realistici sui temi che affrontano e anche profondi, con lievi aggiunte di trash buono.

Questa serie tv, mettendo da parte la storia d’amore proibita che sicuramente vi farà sognare fin dai primi episodi, mette in luce le differenze tra il Nord e il Sud della Corea. Ovviamente queste differenze, in particolare a livello di dialetto e pronuncia, non riuscirete a notarle subito.

Vi assicuro però che dopo qualche episodio inizierete a farci caso.

Anche qui non smetto di ricordarvi questo particolare: ovviamente, trattandosi di lingue e culture differenti e lontane dalle nostre, è normale sentirsi spaesati e pensare che gli attori non sappiano recitare. L’ho pensato anche io, all’inizio della mia avventura asiatica.

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Con il tempo però ho imparato a farci “l’abitudine” a questi suoni nuovi e particolari, riuscendo a distinguere una buona recitazione da una pessima. In Crash Landing on You gli attori sono molto bravi e riescono a dare spessore ai loro personaggi. In particolare l’attore che interpreta Ri Jeong-hyuk, che passa dall’essere un freddo e distaccato soldato, ad un uomo che riesce finalmente ad innamorarsi di una donna.

La chiave centrale di questa serie è, come detto prima, la differenza tra Nord e Sud. Queste differenze sono state realizzate così bene che la serie, oltre ad essere una delle più viste, è stata particolarmente apprezzata dai disertori Nord Coreani.

Grazie ad alcune ricerche su internet, ho anche scoperto che un professore dell’Università nazionale di Chungnam di nome Yun Suk-jin ha affermato che la serie “ha cambiato gli stereotipi sulla Corea del Nord e ha mostrato candidamente che è anche un posto dove le persone vivono.”

Si tratta di una serie in grado di mostrare una visione particolare del Paese, di ciò che pensano le persone e la visione che hanno degli “stranieri”.

Abyss e Terrace House

La seconda serie, sempre di stampo coreano, è Abyss. Go Se-yeon è un avvocato legale di bell’aspetto al vertice della sua carriera e Cha Min è il suo migliore amico, un ragazzo ricco poco attraente e a capo di un importante impero cosmetico.

A causa di uno strano incidente, Cha Min muore e si risveglia in un altro corpo, uno più attraente e diverso grazie ad Abyss, un oggetto celeste in grado di riportare in vita qualsiasi cosa morta: una volta riportate in vita, le persone assumono l’aspetto della loro anima.

Successivamente Go Se-yeon viene assassinata e Cha Min riesce a riportarla in vita grazie all’Abyss. Dopo aver spiegato all’amica ciò che è successo, i due faranno squadra per scoprire chi ha ucciso Go Se-yeon.

Questa serie mi ha tenuta attaccata alla televisione per due giorni di fila ed è stata illuminante, davvero ben realizzata. Si tratta della prima serie stile poliziesco con elemento fantasy che abbia mai visto (per ora).

La serie è intrigante e in grado di tenervi attaccati alla televisione in un modo molto semplice ma efficace. Inoltre vi sono parecchi colpi di scena che vi faranno rimanere letteralmente a bocca aperta, aumentando l’interesse nei confronti della serie.

Molti si sono lamentati per la banalità di alcune scelte stilistiche, o per il fatto che le situazioni rappresentate erano fin troppo “irrealizzabili” ma, insomma, è una serie tv, credo sia normale. Per il resto, posso dire di essere rimasta piacevolmente sorpresa dal finale e di aver esordito con circa un migliaio di “aw” alla vista dei personaggi insieme.

Il terzo prodotto che voglio suggerirvi non è una serie tv, ma un reality giapponese ed è Terrace House. Diciamo che è una sottospecie di Grande Fratello ma (e lo sottolineo) realizzato molto meglio per i seguenti motivi: non è volgare, segue molto le passioni dei partecipanti (la cui età è compresa tra i 16 e 35 anni circa), vi farà ridere di cuore e rappresenta la realtà.

Il reality show ha come protagonisti sei ragazzi, tre maschi e tre femmine, di età mista e segue le loro vicende quotidiane sia dentro la casa in cui vivono che durante le loro uscite, giornate di lavoro etc. Su Netflix potete trovare varie edizioni, tra cui quella girata alle Hawaii, quella a Tokyo e Karuizawa (la mia preferita, se vi interessa).

Si tratta di un programma fresco, in cui non mancano battibecchi e storie d’amore, intrighi e situazioni strappalacrime: insomma, di tutto un po’. I presentatori, che dopo una decina di minuti dal programma commenteranno in diretta in uno studio, sono esilaranti, spiritosi e originali.

Terrace House è un programma piacevole da vedere, che vi farà passare dei pomeriggi in tranquillità, leggermente conditi da gossip e “oh no, tizia X doveva stare con Y!”. Il tutto sarà caratterizzato da sano umorismo giapponese: mi ringrazierete, ne sono certa.

Triad Princess e One Spring Night

La quarta è Triad Princess, serie tv taiwanese e classificata come la seconda serie originale di Netflix in mandarino. La protagonista è Angie, una giovane ragazza che ha vissuto tutta la sua vita all’ombra del padre, il capo della Triade (un’organizzazione criminale di stampo mafioso).

Angie vorrebbe essere più indipendente: per questo motivo, sfida suo padre ed inizia a lavorare come bodyguard sotto copertura per una famosa attrice.

Sapete molto bene come sono le serie tv di stampo cinese e simili: trash, divertenti e meravigliosamente trash. Ovviamente si tratta di un trash comico, divertente, in grado di stampare un sorriso sul volto di chi sta guardando la serie. Triad Princess è un ottimo prodotto, caratterizzato anch’esso da colpi di scena ed attori esilaranti.

La protagonista, ad esempio, mi fa morire dalle risate ogni volta che compare sullo schermo. La trama anche, sotto alcuni aspetti, è molto interessante ed anche innovativa.

Se volete passare un pomeriggio (la serie conta solo 6 episodi) divertente e condito da un po’ di arti marziali, pugni ed elefantini innamorati, è la serie che fa per voi. Per capire l’ultima reference, vi conviene vedere la serie.

Ricordate Something in the Rain, quella famosa serie che probabilmente vi ho costretto a vedere (con tanto di pistola puntata alla tempia)? Ecco, One Spring Night è dello stesso calibro – e anche la mia pistola. Una serie di questo genere va oltre ogni aspettativa e regala emozioni uniche, quasi paradisiache.

La serie parla di Lee Jung-in, una bibliotecaria fidanzata da quattro anni con Kwon Ki-seok, banchiere che frequentava la stessa università di Yoo Ji-ho, farmacista e padre single. Lee Jung-in e Yoo Jin-ho si incontrano una mattina, inaspettatamente, quando lei entra nella farmacia in cui lavora il ragazzo per comprare qualcosa in grado di alleviarle la sbornia della sera precedente.

La ragazza però si accorge di aver dimenticato il portafoglio a casa della sua amica: Jin-ho tranquillizza la ragazza e le dice che può pagarlo il giorno dopo. Dopo essersi scambiati il numero di telefono, il ragazzo le presta anche dei soldi per prendere un taxi e recarsi a lavoro.

Da quel momento in poi, inizia un’intensa ma travagliata storia d’amore che avrà bisogno di crescere e sbocciare, come un fiore in primavera.

Sappiamo come sono i coreani: temi più duri e reali. A quanto pare, in Corea, un padre single non è ben visto dalla società o, in questo caso, dalla famiglia della futura ragazza di lui. La protagonista, Lee Jung-in, si trova davanti ad un bivio: da una parte rendere felici i genitori e sposare un uomo che conosce da tanto e con un lavoro stabile ma con cui, purtroppo, la routine ha superato l’amore, distruggendolo letteralmente.

Dall’altra rendere felice sé stessa, stare con un uomo che, nonostante abbia un lavoro mediocre ed un figlio, la fa sentire amata, rispettata e unica. Un uomo in grado di darle tutto anche se in mano (o in tasca) non ha nulla.

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Vedremo la preoccupazione dei genitori di lui, che non sanno se fidarsi di questa ragazza che afferma di essere innamorata del loro figlio. Sanno i rischi che corre nell’intraprendere una relazione nelle condizioni in cui si trova. Vedremo la preoccupazione dei genitori di lei che vogliono solo sicurezza e stabilità per la loro figlia.

Vedremo anche le preoccupazioni dei due protagonisti: Lee Jung-in, alle prese con questi nuovi ed inaspettati sentimenti e l’ansia di fare la cosa giusta; poi c’è Yoo Jin-ho, innamorato seriamente per la seconda volta dopo molti anni e, allo stesso tempo, impaurito per sé stesso, per suo figlio, per i suoi sentimenti.

La serie, tanto per spingervi ancora di più a vederla, è stata realizzata dai creatori di Something in the Rain (colonna sonora ed artisti compresi). Chi l’avrebbe mai detto, eh? Si tratta di un intenso e profondo viaggio che vi farà innamorare.

Romance is a Bonus Book e My Holo Love

La prossima serie tv originale di Netflix è Romance is a Bonus Book ed è uno dei drammi coreani più apprezzati nella storia della tv. La serie parla di Kang Dan-i, una madre ed ex copywriter pubblicitaria di successo. Quando la donna attraversa un momento molto difficile della sua vita, caratterizzato principalmente dal divorzio con suo marito, cerca di rientrare nel mondo lavorativo ma con scarso successo.

Purtroppo ha raggiunto quell’età in cui si è considerati “troppo vecchi” e le aziende preferiscono tirocinanti più giovani (e a poco prezzo). Un giorno, a seguito di alcuni eventi, si ritroverà a lavorare con Cha Eun-oh, un autore di successo, redattore senior di una casa editrice di libri e amico intimo d’infanzia della donna.

I due si ritroveranno ad affrontare una serie di sfide, in particolare Dan-i, e lentamente riusciranno a capire cosa provano l’uno per l’altra.

Guida-serie-asiatiche-Netflix-tech-princessIl fatto che la serie fosse ambientata in una casa editrice di libri, ha attirato fin da subito la mia attenzione. Anche qui, come sempre, troviamo un’ottima rappresentazione del panorama lavorativo coreano e dei problemi che una donna deve affrontare nel momento in cui decide di tornare, dopo diversi anni, in carreggiata e lavorare.

Oltre ad essere caratterizzata da una colonna sonora fresca, divertente e colpi di scena particolari, ciò che amo di questa serie è quello sguardo ravvicinato al mondo dell’editoria, dei problemi che i dipendenti si trovano ad affrontare, dei successi e delle soddisfazioni legate a questo lavoro.

Inoltre è piacevole vedere il modo in cui un team riesce a relazionarsi e a rimanere unito davanti le avversità e i problemi che la vita di tutti i giorni, specialmente quella lavorativa, mette sul nostro cammino.

Romance is a Bonus Book è anche in grado di dare una spinta alle persone, di regalare loro un pizzico di fiducia in più, ricordando loro di non abbattersi mai e che sarà possibile raggiungere i traguardi desiderati. L’importante è impegnarsi e sorridere.

Questa serie tv che voglio suggerirvi, l’ultima targata Netflix, è My Holo Love. Si tratta di una delle ultime serie che ho visto (infatti devo iniziare a cercarne altre).

La serie ha come protagonista Han So-yeon, una giovane donna che soffre di prosopagnosia, ovvero una malattia che le impedisce di distinguere i lineamenti delle persone. A causa di questo problema, la ragazza decide di isolarsi dal mondo. Le risulta infatti difficile riconoscere i propri compagni di lavoro, che il più delle volte la ritengono una persona maleducata perché “non saluta mai”. Purtroppo invece, non sanno della sua malattia.

Successivamente la ragazza ha la possibilità di utilizzare Holo, un’intelligenza artificiale visibile attraverso un semplice paio di occhiali e, ovviamente, visibile solamente per la persona che li sta indossando. Holo la aiuterà a superare le sue paure e a renderla più sicura di sé stessa, specialmente sul posto di lavoro. L’aspetto fisico di questa intelligenza artificiale è la stessa di Go Nan-do, il suo creatore.

La prima cosa che ho pensato dopo aver visto il primo episodio è stata: “Ma che figata, anche io vorrei avere un paio di occhiali simili!”. Tralasciando questo particolare, My Holo Love è una delle serie tv più particolari che abbia mai visto fino ad ora – e credetemi che ne ho viste parecchie.

Il tema non è scontato ma anzi, molto interessante e ben sviluppato. Come sempre, e questo vale anche per le altre serie qui sopra suggerite, ho trovato degli attori capaci e in grado regalare al pubblico la loro migliore interpretazione.

Gli effetti speciali sono estremamente realistici ed è interessante immaginare di possedere realmente un oggetto simile, in grado di aiutarci in determinate situazioni e di farci sentire meno soli, più apprezzati. Ciò che mi ha colpita è il fatto che la protagonista non venga totalmente inglobata da questa intelligenza artificiale.

Al posto suo sarebbe stato molto semplice isolarsi ancora di più; i creatori della serie hanno invece voluto sottolineare come questo Holo abbia giovato alla sua vita, permettendole di essere più partecipe alle uscite con i compagni di lavoro, più solare e più aperta a parlare della sua malattia.

Sono sicura che anche questa serie riuscirà a farsi spazio nel vostro cuore.

Guida alle serie asiatiche di Netflix: ecco il molto altro

Quella era l’ultima serie di Netflix che ho voluto suggerivi, ovviamente sulla piattaforma ce ne sono moltissime altre e di ogni genere. Se arrivati a questo punto siete diventati maniaci delle serie asiatiche, come la sottoscritta, è arrivato il momento di farvi conoscere una piattaforma creata appositamente per questo genere.

La piattaforma in questione si chiama Viki ed è perfetta per chi ama le serie asiatiche. Potete decidere di abbonarvi, principalmente per poter vedere le serie in HD e senza interruzioni pubblicitarie. Io non ho l’abbonamento, personalmente non trovo fastidiosa un po’ di pubblicità e la qualità del video, sono sincera, non è pessima.

Alcuni prodotti non sono visibili nel nostro Paese, ma lo diventeranno con il tempo, dipende dalla data d’uscita e i vari copyright. Qui ho trovato un nuovo mondo, letteralmente. Ho selezionato per voi tre serie tv che ho potuto vedere su questa piattaforma e che ho apprezzato davvero molto. Eviterò di dilungarmi troppo, altrimenti rischio di essere fucilata.

La prima è Goblin (o anche Guardian: The Lonely and Great God) e parla di Kim Shin, un generale che ha vissuto durante la dinastia Goryeo. A causa di un gesto dannoso nei confronti del suo stesso re, mette in pericolo il proprio esercito e la sua stessa famiglia.

In punto di morte viene condannato da Dio ad una vita senza fine, trasformandolo quindi in un dokkeaebi, un’entità immortale il cui scopo è quello di proteggere le anime. L’unico modo per porre fine alla sua esistenza è quello di ritrovare la sua sposa umana, l’unica in grado di liberare la sua anima e farlo riposare in pace.

Ho apprezzato molto il tema storico, caratterizzato da costumi eccezionali e la trama, intrigante fino all’ultimo episodio, toccante e profonda.

La seconda è Descendants of the Sun: Yoo Si-jin è il capitano di un’unità di forze speciali della Corea del Sud. A causa di un lieve incidente, finisce in ospedale e incontra la dottoressa Kang Mo-yeon e se ne innamora subito. I due iniziano a frequentarsi ma a causa del lavoro di lui, i pochi appuntamenti che hanno avuto falliscono miseramente.

Poco dopo, Si-jin parte per Urk con i suoi soldati. La dottoressa, invece, dopo aver rifiutato le avance del direttore del suo ospedale, viene spedita otto mesi dopo a Urk, per dirigere la squadra medica della zona. I due finalmente avranno la possibilità di avvicinarsi nuovamente, mentre saranno costretti ad affrontare casi diplomatici, epidemie e disastri naturali.

Ho apprezzato incredibilmente gli attori, spiccati e perfetti, le ambientazioni e in particolare i temi affrontati durante gli episodi, duri e tremendamente reali.

La terza e ultima è While you Were Sleeping: la protagonista è Nam Hong-joo, una giornalista televisiva con la capacità di vedere eventi infelici, principalmente le morti altrui, nei suoi sogni. Nonostante non sappia quando essi si verificheranno, la giovane fa di tutto per impedire che diventino realtà.

Un giorno, nella casa accanto alla sua, si trasferisce Jung Jae-chan, un procuratore agli albori della sua carriera. Una notte, il ragazzo sogna di avere un incidente stradale che porterà alla morte della ragazza e sua madre: dopo essere intervenuto, riuscendo quindi a cambiare il corso degli eventi, i due iniziano a collaborare, anche con l’agente Han Woo-tak che possiede lo stesso “potere”, per cercare di capire l’origine del loro dono e salvare così vite altrui.

Cosa ho apprezzato di questa serie? Praticamente tutto, dagli attori alla colonna sonora, dal tema estremamente raro alla trama accattivante e colma di colpi di scena. Fa parte della mia top tre? Assolutamente sì.

Qui concludo la guida, sperando di non essere fucilata a distanza da chiunque la legga e felice per avervi illustrato questo particolare ed interessante mondo.


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Veronica Ronnie Lorenzini

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Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.
                   










 
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