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Illimity un anno dopo: intervista a Corrado Passera


Durante il SIOS19, lo StartupItalia Open Summit, abbiamo avuto modo di incontrare e fare quattro chiacchiere con Corrado Passera, ex Ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti. Oggi il suo impegno principale è rivolto alla nuova banca fully digital Illimity, nata proprio come startup, di cui è CEO e founder.

Corrado Passera, Illimity: più di una startup, più di una banca 

Per i pochi che ancora non la conoscono, Illimity è una banca tutta italiana ed only digital, nata solo lo scorso anno. Semplicità ed immediatezza d’utilizzo sono due dei suoi punti cardine, affiancati dall’eliminazione della burocrazia, utile solo a farci perdere tempo prezioso.

Con Illimity accade tutto online, tramite smartphone o PC. Vi basta quindi un dispositivo connesso alla rete per aprire un conto corrente a zero spese, richiedere la carta di debito MasterCard – con supporto ad Apple Pay e Google Pay – ed accedere ad un conto deposito con tasso fino al 3,25% lordo. 

Tutto questo non solo per i normali utenti, ma anche per le piccole e medie imprese in cerca di un conto agevole e flessibile, magari focalizzato sull’operatività.

Corrado Passera ed Illimity: facciamo un bilancio

Il primo anno di Illimity ha superato ogni più rosea aspettativa. Chiunque abbia in mente di avviare una startup, sottolinea Passera, deve combattere 5 classiche ansietà da startupper, che potremmo riassumere in questo modo.

La prima ansietà

Il lato economico: riceverò il budget necessario a realizzare quella che al momento è soltanto una bella idea? Nonostante il periodo non semplice che attraversava nel 2018 l’Italia sotto il punto di vista economico, ed un settore, quello bancario, non proprio tra i più stabili, Illimity è riuscita a raccogliere i 600 milioni necessari al suo avvio.

Seconda causa di ansietà

Il personale da assumere. Al giorno d’oggi non è semplice trovare qualcuno disposto ad investire in un contratto con una startup, abbandonare un’azienda possibilmente più stabile e consolidata per l’ignoto. Eppure è successo. E’ successo che circa 350 persone abbiano creduto in questa idea e adesso siano entrati a far parte della famiglia degli Illimiters.

Illimiters è un termine inizialmente coniato per identificare i clienti di Illimitybank. Tuttavia anche chi lavora per l’azienda ha deciso di farlo proprio, per sottolineare la loro volontà di superare i propri limiti.

“Abbiamo assunto personale proveniente da oltre 140 aziende diverse e da 10 settori disparati, ottenendo come risultato un gruppo davvero notevole ed ormai consolidato”, sottolinea Passera.

Corrado Passera
Terza causa di ansietà

Quando si decide di creare dal nulla una banca di questo genere, molta incertezza è legata all’infrastruttura informatica che decidi di adottare.

Distaccandosi dai modelli classici delle banche tradizionali, decidi di creare una banca fully digital – full modular completamente in cloud. Quando fai per primo una cosa, i dubbi ci sono sempre, ma anche lì: missione compiuta.”

 Quarta causa

A startup avviata, quando la catena di montaggio è ben oliata, si viene talvolta sommersi da una domanda maggiore rispetto alle capacità aziendali di soddisfarla. Non si riesce a “reggere il gioco” sul fronte dei volumi. I dati raccolti invece da Illimity dimostrano che i volumi dell’azienda sono in linea con i piani. Gli ultimi dati raccolti a fine settembre confermano circa 2 miliardi di attivo, più un miliardo di raccolta diretta, tutto sembra combaciare.

Quinta causa di ansietà

Emerge quando, dopo tutti gli investimenti fatti, si ha poco ritorno economico, non si raggiunge il break even point. Inizialmente Illimity ha posto il suo BEP per l’ultimo quarto del 2020, ma sorprendentemente è stato quasi raggiunto.

Dopo questa disamina posso affermare che le 5 ansietà sono ormai dietro le nostre spalle, quasi del tutto superate”, ci viene detto con un sorriso.

Corrado Passera, il futuro di Illimity: nuove tecnologie o ulteriori evoluzioni?

Illimity è tra i primi istituti bancari ad utilizzare fino in fondo le tecnologie già presenti. Attraverso API è stato creato un modello modulare di piattaforma che permette continuamente di poter aggiungere dei pezzi e migliorare ciò che si fa. Ciò costituisce un vantaggio competitivo notevole, anche in termini di costo di sviluppo (miglioramenti anche del 90% in tempi molto brevi).

Un altro vantaggio di Illimity è quello di aver integrato al suo interno dei servizi fintech. Integrandoli, l’innovazione non avviene solo per mano propria, ma anche attraverso chi fa dell’innovazione il proprio pane quotidiano.

Se diventi una banca/una piattaforma in grado di integrare fintech, hai in questo modo avviato al tuo interno un motore per cui sei continuamente senza legacy, continuamente aperto al nuovo.

Per chi teme una estrema “deumanizzazione” causata dall’essenza fully digital di Illimity,  Corrado Passera ci tiene a sottolineare che “Essere pienamente digitali è importante, ma non deve mai mancare la capacità di intrattenere un rapporto umano. In illimity non vi è un rapporto macchina to macchina, il cliente si potrà sempre rapportare anche con il nostro staff.

Corrado Passera

La direttiva europea PSD2 (Payment Services Directive 2) ha permesso ad Illimity di compiere un ulteriore passo verso il cliente. Consente ai clienti delle banche, sia privati che aziende, di utilizzare provider di soggetti non bancari (o Operatori Terzi) per gestire le proprie finanze e le operazioni di pagamento, e per accedere alle informazioni sui propri conti anche se si trovano in banche diverse. Per Illimity, ciò significa che sotto il punto di vista cliente si ha modo di tenere meglio sotto controllo tutta la propria situazione patrimoniale, la banca invece può avere una possibilità di valutazione complessiva del cliente.

Il modello di illimity può ispirare altre banche?

Nella quarta rivoluzione industriale, nel mondo del digitale, per avere dei vantaggi reali non puoi andare per gradi, devi fare una grande scelta immediata, devi scegliere il nuovo paradigma e svilupparlo fino in fondo senza compromessi” sottolinea con fermezza Corrado Passera. “Fino in fondo fully digital? Allora deve essere quello“. Alcune banche nate digital si sono infatti ibridate col tempo, perdendo il vantaggio iniziale.

Un altro fattore da tenere in considerazione riguarda la velocità, le tempistiche per diventare operativi. Secondo Passera, chi dice che in Italia non si possono ottenere risultati in tempi brevi con una startup, si sbaglia e non di poco. “In Italia si può. Noi poco più di un anno fa eravamo soltanto un’idea, in poco tempo abbiamo  fatto tutto ciò che serviva per iniziare ad operare”.

Secondo Passera, infine, all’avvio di una startup si può anche puntare abbastanza in alto, grazie anche al decreto legge da lui ideato nel 2012, ”Crescita 2.0”. “Con illimity si è dimostrato che utilizzando la borsa ed i mercati dei capitali, è possibile anche avviare un’azienda grande e di alto livello, e noi ne siamo un esempio“.


Diversity ed Inlcusion per Illimity: quattro chiacchiere con Isabella Falautano

Isabella Falautano ricopre in Illimity il ruolo di Chief Communication & Stakeholder Engagement Officer. Tuttavia è grande anche il suo impegno in azienda in merito alle tematiche relative a  diversity ed inclusion. Non potevamo dunque non chiederle un parere in merito. 

“Illimity  fa dell’attenzione alla diversità un elemento fondante, un pilastro. La diversità, che soprattutto in italia tende ad essere identificata con la diversità di genere, dovrebbe essere chiamata con un termine affine ma diverso, cioè inclusione. Tutte le aziende più che sulla diversità dovrebbero lavorare sull’inclusione, il versante positivo della valorizzazione della diversità”, ci tiene a sottolineare.

In Italia certe battaglie culturali vanno affrontate da uomini e donne insieme, secondo Isabella. È molto importante mettere a fuoco l’inclusione delle varie tipologie di diversità: diversità di genere, orientamento sessuale, etnia, diversità per inabilità fisiche, generazionali. Proprio su questa si sofferma un attimo, evidenziando il fatto che che in una fase come questa, con un grandissimo flusso di informazioni, è molto importante la competenza e l’esperienza nel saper domare e leggere questa moltitudine e complessità, accanto alla freschezza e all’entusiasmo e coraggio delle nuove generazioni. “Mettendo insieme i due aspetti si riesce a portare avanti una politica di inclusione che valorizza esperienza ed energia della gioventù“.

Isabella Falautano ha partecipato poco tempo fa ad una puntata del Podcast della nostra Fjona, Fjona Cakalli Talks. Per ascoltarla cliccate qui!

Empowerment

Si passa poi a parlare di empowerment, quando Isabella Falautano ci illustra cosa accade all’interno di Illimity. Secondo lei durante una selezione per assumere del nuovo personale, è importante di certo una equa rappresentazione di genere. Per poter scegliere il candidato migliore bisognerebbe creare una pipeline adeguata fin dal principio. Successivamente, il personale viene formato ed affiancato in due diverse modalità.

Internamente, dai manager e responsabili di Illimity stessa, o tramite cross-mentoring: manager esterni all’azienda condividono il loro bagaglio culturale e lavorativo, su diverse tematiche, come il trovare una conciliazione tra vita privata e lavorativa.

A loro volta anche i manager di Illimity si prestano a politiche di cross-mentoring, portando il loro know-how all’esterno. Bisogna dare il buon esempio, anche al di fuori dell’azienda. “Non bisogna mai dimenticare quello che si era, non bisogna mai trasformarsi in quello che si è contestato”.

L’attitude di Illimity

Per Isabella, anche se la vera fase di startupping è giunta ormai al termine, chi lavora al suo interno ha mantenuto ancora le medesime modalità operative per portare al termine i lavori ed i progetti in corso, una mentalità un po’ da sviluppatori. “Siamo molto contenti di cosa abbiamo fatto e comunicato, ci siamo esposti su tanti temi facendo education anche all’esterno. Anche se le fasi ufficiali da startupper sono finite, il nostro approccio non cambierà, le attitudini e l’entusiasmo e lo spirito rimarranno quelle da startupper che poi realizza concretamente le cose”.


Livio Marino

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Sangue siciliano, milanese d'adozione, mi piace essere immerso in tutto ciò che è tech. Passo le giornate dando ordini ad Alexa, Google ed al mio cane, Maverick.
                   










 
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