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Intel: le smart cities restituiranno ogni anno 125 ore ai cittadini

Secondo le previsioni delle Nazioni Unite, le megalopoli accoglieranno due terzi della popolazione mondiale entro il 2030. Viene dunque lanciato l'allarme che rafforza l'urgenza di alleviare la pressione e l'impatto del sovraffollamento, ma la soluzione potrebbe risiedere nelle cosiddette "città intelligenti". Impiegando le ultime tecnologie IoT, le smart cities promettono di cambiare radicalmente la vita dei cittadini, risolvendo alcune delle problematiche più diffuse delle aree più densamente popolate del globo.

A tal proposito, uno studio Juniper Research commissionato da Intel rivela che le smart cities hanno effettivamente il potenziale di liberare almeno 125 ore all'anno per ciascun residente. La ricerca ha inoltre classificato le 20 principali città intelligenti del mondo, seguendo quattro criteri principali: mobilità, salute, sicurezza pubblica e produttività.

I risultati e gli effetti positivi delle smart cities

La ricerca di Intel ha rivelato come le città intelligenti possano offrire risultati positivi quali un significativo risparmio di tempo e una maggiore produttività, ma si parla anche di miglioramenti della salute, della qualità della vita e di un ambiente più sicuro.

“Gli analisti tendono a concentrarsi sulle basi tecniche della realizzazione di un mondo incentrato sui dati”, afferma Windsor Holden, Head Of Forecasting and Consultancy di Juniper Research. “Non possiamo trascurare l'importanza dei reali vantaggi che le città intelligenti offrono agli abitanti. Le comunità, i servizi e i processi municipali connessi esercitano un forte impatto sulla qualità della vita dei cittadini”.

Eseguendo una media complessiva tra le suddette quattro aree prese in considerazione, ne risulta che le città leader a livello mondiale nell'utilizzo di tecnologie IoT e servizi connessi sono Singapore, Londra, New York, San Francisco e Chicago. Queste città sono state le priem a connettere con successo le municipalità, le imprese e i cittadini nel tentativo di soddisfare la crescente esigenza di una migliore "vivibilità".

Come afferma Sameer Sharma, Global General Manager of Smart Cities IoT Solutions di Intel, “le città sono i motori dell’attività economica e il nostro settore deve renderle più resilienti e reattive. Le collaborazioni tra urbanisti, funzionari della pubblica amministrazione, aziende private, OEM, sviluppatori di software e start‑up stanno creando ecosistemi di città intelligenti destinati a potenziare i cittadini, riducendo al contempo le emissioni di carbonio.”

Parlando di mobilità, per gli automobilisti si stima una perdita di circa 70 ore all'anno a causa del traffico intenso. La soluzione, secondo Juniper Research e Intel, risiede in un'infrastruttura di gestione intelligente del traffico – basata sulla tecnologia IoT – che restituirebbe fino a 60 ore all'anno, grazie a strade più sicure, parcheggi assistiti e pagamenti immediati di pedaggi e parcheggi.

Le smart cities dotate di servizi digitali connessi legati alla salute farebbero risparmiare, inoltre, fino a 10 ore all'anno ai cittadini, creando efficienze sia per i pazienti che per gli operatori sanitari. Nel campo della sicurezza pubblica, le ore restituite ogni anno ammontano a 35, grazie alle soluzioni digitali che monitorano il ritmo della vita cittadina e migliorano la sicurezza e l'efficienza dei dipartimenti locali.

Insomma, le smart cities si troveranno ancora nelle loro fasi preliminari, ma lo studio di Intel ha dimostrato che tutte le attività e gli esempi qui evidenziati rappresentano un promettente punto di partenza e, dunque, l'inizio di ciò che sarà possibile.

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Pasquale Fusco

A metà strada tra un nerd e un geek, appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e hi-tech. Scrivo di questo e molto altro ancora, cercando di dare un senso alla mia laurea in Scienze della Comunicazione e alla mia collezione di Funko Pop.
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