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Intelligence week: la nuova guerra digitale tra big data e deep web

Parlano gli esperti del settore

In occasione della Intelligence Week si è tenuto un webinar dedicato al tema del data protection e del deep web organizzato da Kaspersky. L’evento si colloca all’interno di un palinsesto di appuntamenti che ha come obbiettivo diffondere consapevolezza sul controllo delle informazioni e dei big data, con particolare attenzione verso gli scenari futuri per imprese e compagnie.

Intelligence Week: data protection e deep web

Il talk dedicato ai big data è stato moderato da Marianna Vintiadis, Chief Executive Officer di 36Brains, la quale, in apertura, ha spiegato che quello della data protection è un tema molto sentito dall’opinione pubblica, soprattutto da un anno a questa parte. Questa informazione non stupisce più di tanto, d’altronde è dall’inizio del 2020 che le aziende hanno spostatole loro attività in smart working, un fattore che favorisce drasticamente i fenomeni di phishing e di malware.

Durante l’incontro, istituzioni ed esperti nel settore della sicurezza e dell’innovazione tecnologica si sono confrontati in merito alla nuova battaglia digitale per il controllo dell’informazione e alle tecniche di protezione dagli attacchi sferrati dal darkweb.

Intelligence week

In questo senso è molto importante sottolineare e tenere a mente che i confini di questa guerra digitale non sono più geopolitici o limitati al settore limitare, ma coinvolgono tutti ed in ogni momento. Entrando più nel merito, l’attività di intelligence oggi coinvolge le superpotenze tecnologiche ed è diventata una risorsa per la competizione commerciale, produttiva ed economica.

Gli scambi nascosti del deep web si configurano come un terreno vasto e insidioso, che alimenta un mercato nero dominato dagli hacker, fatto di informazioni riservate, vulnerabilità tecnologiche e dati finanziari di grandi aziende. In questo contesto, il ruolo sempre più strategico delle infrastrutture digitali le rende obiettivi altamente sensibili.

La parola agli esperti

Tanti gli esperti del settore che si sono avvicendati sul palco digitale del webinar. Particolarmente incisivo è stato, per esempio, l’intervento di Massimo Moggi, President & CEO di WESTPOLE. L’amministratore delegato ha spiegato come il problema principale in relazione ai big data è una mancanza di attenzione sistemica da parte dell’Europa, che porta i singoli stati a muoversi in ordine sparso sulla questione.

Moggi ha individuato tre grandi ambiti di intervento: il cloud, i blockchain e l’intelligenza artificiale. Tre aree dominate da America e Cina e in cui l’Europa non riesce ad inserirsi con forza, almeno per il momento.

Dello stesso avviso è anche Stefano Mele, avvocato, partner di Gianni&Origoni e responsabile del dipartimento cyber security e privacy. A suo parere il valore dell’analisi dei big data sta nella possibilità di capire in anticipo delle realtà sociali complesse da parte della politica. Servirebbe quindi un chiaro piano politico in merito, per fare cultura sull’argomento ed evitare di incorrere in furti di dati tanto facilmente come è accaduto durante l’ultimo anno.

Intelligence week

Emanuele Marcianò, imprenditore nel settore delle tecnologia ed AD DUNE, ha invece spiegato che la capitalizzazione delle borse americane ad oggi è circa il 55% della capitalizzazione delle borse mondiali, ed è fortemente sbilanciata sui settori tecnologici. Un chiaro segnale che evidenzia come gli USA stiano puntando molto sull’innovazione tecnologica per non farsi trovare impreparati di fronte a questo aumento esponenziale della cyber criminalità.

Infine Morten Lehn, General Manager Kaspersky Italia, ha specificato che non si tratta più di proteggere solo la rete privata, ci sono molti altri aspetti da considerare. Le imprese criminali si evolvono a loro volta e ci sono dei gruppi organizzati incredibilmente bene, caratterizzati da una gerarchia decentralizzata. Lo dimostra il fatto che gli obbiettivi di queste organizzazioni si fanno sempre più ambiziosi.

Il quadro delineato dagli esperti evidenzia come un coordinamento tra i vari centri di controllo sta diventando sempre più fondamentale. Il rischio è rimanere alla mercé del cyber crimine, qualora non venissero attuate delle serie politiche di contenimento dello stesso.

Qualora siate interessati vi invitiamo a recuperare l’intero talk sul canale dell’Intelligence Week YouTube di Vento & Associati

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