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Jessica Chastain si racconta alla Festa del Cinema di Roma

Jessica Chastain è la protagonista de Gli occhi di Tammy Faye.

In occasione della presentazione del suo nuovo film Gli occhi di Tammy Faye, la star americana Jessica Chastain ha incontrato il pubblico della Festa del Cinema di Roma 2021. Nel corso di una breve chiacchierata, intervallata dagli spezzoni di alcuni dei film più emblematici della sua carriera, l’attrice avuto modo di approfondire sia il progetto che la vede interpretare la telepredicatrice Tammy Faye, sia il suo rapporto con i titoli che l’hanno resa così conosciuta e amata dal grande pubblico.

Per Gli occhi di Tammy Faye, Jessica Chastain è anche produttrice:

Jessica Chastain

Sono stata coinvolta in questo progetto già nel 2012, mentre ero impegnata con la promozione di Zero Dark Thirty. Mi ha colpita la storia di questa donna, e volevo darle vita ancora prima della fondazione della mia casa di produzione Freckle Films, quindi ne ho acquistato i diritti. Io sono una provocatrice nelle scelte artistiche che faccio, e anche in questo caso volevo ribaltare il punto di vista, mettendo in secondo piano scandali e pettegolezzi e raccontando invece una storia d’amore. I figli di Tammy sono stati coinvolti nel progetto, li ho incontrati prima delle riprese. Volevo che loro sapessero che al centro del film per me non c’era il trauma umano, ma l’amore. Mi hanno aiutata tantissimo, per esempio facendomi conoscere il profumo della loro madre e immergendomi nei loro rapporti.

Jessica Chastain ha parlato anche di Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, grazie al quale ha conquistato una nomination all’Oscar:

Jessica Chastain

Amo Kathryn. Per preparare la mia parte nel film ho fatto molte ricerche, è stata un’immersione totale. All’epoca ero da sola, non avevo ancora una famiglia. Avevo riempito tutte le camere d’albergo con fotografie, forse qualcuno ha pensato che fossi diventata matta. E forse era vero. Ho seguito la sceneggiatura, perché la terminologia era molto tecnica e non c’era spazio per l’improvvisazione. Ho avuto inoltre il grande vantaggio di parlare con la donna che ho interpretato, capendo così la sua ossessione. Sono rimasta scioccata da quanto la CIA già allora facesse affidamento sulle donne. Mi è stato confidato che all’epoca hanno capito che c’era un gruppo di donne bravissime, capaci di osservate il quadro generale delle cose.

Il commento dell’attrice sul suo film 1981: Indagine a New York:

Ogni volta che interpreto un personaggio devo trovare un seme di connessione, grazie al quale identificarmi. Anche se è qualcuno distante da me, come in questo film, comprendo subito se si crea una connessione. Anche se dovessi interpretare una serial killer, avrei comunque bisogno di un punto in cui potermi identificare, a qualsiasi livello.

Non poteva mancare un commento capolavoro su The Tree of Life, che Jessica Chastain ha ricordato commuovendosi visibilmente:

The Tree of Life mi commuove perché insegna ci insegna a essere esseri umani, ma anche la bontà e la grazia. Terrence Malick rappresenta tutte le qualità che ammiro di più. È il mio film preferito in assoluto, anche perché nel farlo c’è stato un grande senso di giocosità e famiglia. Per me è stato incredibile anche dal punto di vista della recitazione, perché dovevo essere essere molto umana. È un film completamente separato dal resto della mia carriera. Non sembra neanche un film, assomiglia più a una poesia per immagini. È l’unico mio film che non sono mai stata in grado di riguardare. Mi auguro che il giorno in cui non ci sarò più, The Tree of Life sia il film che la mia famiglia guarderà per trovare una connessione con me.

L’attrice ha parlato anche della miniserie Scene da un matrimonio, che la vede protagonista, e del suo prossimo progetto:

Conoscevo e amavo Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman. Amo anche Liv Ullman, che mi ha anche diretta in un film. Se mi avessero proposto un classico remake in cui interpretare Marianne, avrei rifiutato, perché esiste una sola Marianne. Dal momento che si trattava di una modernizzazione, ho pensato che sarebbe stata un’idea interessante: una donna con i propri desideri sessuali, con le sue insicurezze e tante complicazioni, tutti aspetti che la rendono umana.

Io e il mio collega Oscar Isaac riusciamo quasi a leggerci il pensiero. Per esempio, qualche giorno fa siamo stati ospiti in un talk show, e ancora prima che lui facesse la battuta io già sapevo che cos’avrebbe detto. Questa cosa continua a sorprendermi. In Scene da un matrimonio avevamo riprese da 20 minuti, ma c’era tanta fiducia, nonostante potessimo ferirci a vicenda. A volte mi sono chiesta se quello di fronte a me era Oscar o Jonathan. Abbiamo rischiato di arrivare alle mani!

Il mio prossimo lavoro sarà una miniserie in 6 episodi sulla cantante country. Tammy Wynette. Con me ci sarà Michael Shannon, che conosco dai tempi di Take Shelter. Trovo interessante che un’attrice come me possa interpretarla, cantando anche le sue canzoni. Mi piace esplorare il mondo della musica proprio perché cantare mi fa sentire a disagio: e io voglio sentirmi a disagio.

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