fbpx

Rico Rodriguez, protagonista dei tre precedenti capitoli della serie firmata Avalanche Studios, ha da poco fatto il suo ritorno sugli schermi nel nuovo Just Cause 4. Non avete ancora le idee chiare sull’acquisto? Cercherò di aiutarvi in questa recensione.

Segui le orme del padre

just cause 4

Just Cause 4 promette fin dai primi istanti un’immensa fusione tra spettacolarità, azione e casino ma, soprattutto, storia di famiglia. Tutta la vicenda si sviluppa infatti come una vera e propria indagine di Rico Rodriguez, che torna come protagonista indiscusso, sul lavoro del padre.

In un istante ci si ritrova così catapultati sull’isola di Solis per seguire le orme del vecchio Rodriguez, e costretti a fronteggiare non solo un clima poco affettuoso, ma anche la Mano Nera, un vero e proprio esercito privato che controlla il territorio e tenta di sottomettere le popolazioni locali.

Fin dall’inizio il percorso di Rico è strettamente intrecciato sia con l’organizzazione sia con le tribù del luogo: la Mano Nera era infatti legata al lavoro del papà Rodriguez, a sua volta direttamente connesso ad alcuni dispositivi progettati per controllare il meteo.

Per scoprire i segreti di famiglia e porre fine alla dittatura dell’organizzazione, il nostro protagonista crea così l’Armata del Caos, riunendo il popolo di Solis e iniziando un’epica lotta, fatta di esplosioni assordanti e spettacolari, evoluzioni acrobatiche e violente sparatorie.

Queste ultime hanno sempre rivestito il ruolo di punto forte della saga, e Avalanche Studios ha per questo deciso di riproporle perfino nell’ultimo capitolo: nonostante il divertimento e il caos generato dal gioco, però, aspetti simili finiscono per diventare monotoni, e non generare più gli stessi sentimenti nell’animo del giocatore davanti allo schermo.

Una grafica da storcere il naso

just cause 4

Just Cause 4 affonda le proprie radici nell’Apex Engine di Avalanche Studios, motore grafico che appare molto più fluido e leggero rispetto al passato, ma anche molto meno piacevole alla vista. Ambientazioni, personaggi e dettagli appaiono sì spettacolari, ma soltanto dalla giusta distanza!

Più da vicino, infatti, il titolo si mostra in una veste non proprio smagliante, proponendo al giocatore texture in bassa risoluzione e personaggi capaci di riportare la mente a vecchi titoli per Playstation 2, grazie a modelli poligonali simil-bambola e animazioni segmentate.

Diverso è il discorso se visto a distanza: uno degli aspetti fondamentali dell’avventura di Rico Rodriguez è la spettacolarità e, in questo ambito, il quarto titolo non ha nulla da invidiare ai suoi predecessori. Esplosioni, distruzione e paesaggi rappresentano il punto forte del comparto artistico, mostrandosi fin dalle prime sequenze come perfette per suggestionare.

Gameplay vuol dire rampino

just cause 4

L’ultima fatica di Rico Rodriguez promette semplicità e divertimento, non soltanto nella trama vera e propria, ma anche per quanto riguarda il gameplay. Le meccaniche di gioco sono infatti poche ed intuitive, eccetto in alcune sequenze in cui gli obbiettivi non risultano così chiari come dovrebbero, spingendo a continui giri per la mappa alla ricerca dell’oggetto con cui interagire o della destinazione della missione.

La parola chiave per esprimere al meglio il gameplay di Just Cause 4, però, è solo una: rampino. Già punto forte dei capitoli precedenti, nel quarto è meglio di qualsiasi compagno fidato, anche grazie ai diversi accessori tecnologici di cui verrà dotato subito dopo le missioni di tutorial.

A caratterizzare questo utile strumento sono ben tre diverse modalità d’uso. Prima è Riavvolgitore, funzionalità già vista nel capitolo precedente che permette di unire due elementi tramite cavo e poi trascinarli o interagirvi. Completamente nuove sono invece le due seguenti, ovvero Sollevatore, sistema che consente di agganciare nemici o oggetti a palloni autogonfianti, per poi vederli volare via con fare poetico, e Booster, ideata per piazzare un propulsore in miniatura e ottenere effetti spettacolari.

Vi sembra poco? Non illudetevi, perché non è finita qui: queste tre modalità di utilizzo del rampino potranno infatti essere combinate in più modi e, se non siete ancora soddisfatti, completate tramite l’aggiunta di una buona serie di effetti secondari!

Rampino a parte, la parte rimanente del gameplay non spicca per originalità, soprattutto rispetto ai capitoli precedenti. La vicenda di Rico sull’isola di Solis si sviluppa infatti in una serie di missioni monotone, soprattutto per quanto riguarda alcune sfide e incarichi secondari, che non possono far altro che ricordare gli altri titoli della saga firmata Avalanche Studios. 

Vale la pena acquistare Just Cause 4?

just cause 4

Tirando le somme, la nuova avventura di Rico Rodriguez sembra avere tutto ciò che serve per fornire una buone dose di divertimento perfino ai giocatori più esigenti.

Nelle circa 20 ore di campagna principale, infatti, ogni utente può sperimentare la vera natura di Just Cause 4, ovvero il suo essere ideato per generare il caos: la formula di Avalanche Studios rimane quindi vincente in questo senso, soprattutto per un novizio della serie, ma potrebbe ricordare ad un giocatore più esperto i precedenti capitoli, finendo per annoiare.

Acquistarlo oppure no? Tutto dipende dalle vostre esigenze: siete alla ricerca di un titolo dalla grafica piacevole, una trama convincente e dialoghi realistici? Il nuovo capitolo della saga, in questo caso, non fa per voi. Se, invece, state cercando un gioco capace di unire divertimento e leggerezza, allora Just Cause è ciò di cui avete bisogno!

Just Cause 4

Pro Pros Icon
  • Esplosioni spettacolari
  • Divertimento assicurato
Contro Cons Icon
  • Trama poco originale
  • Gameplay ripetitivo
  • Grafica piacevole a distanza

Like it? Share with your friends!

What's Your Reaction?

Rabbia Rabbia
0
Rabbia
Confusione Confusione
0
Confusione
Felicità Felicità
0
Felicità
Amore Amore
0
Amore
Paura Paura
0
Paura
Tristezza Tristezza
0
Tristezza
Wow Wow
0
Wow
WTF WTF
0
WTF
Maria Elena Sirio

author-publish-post-icon
Videogiocatrice dall'infanzia, innamorata del fantasy e dell'avventura (ma, soprattutto, di Nathan Drake), con una passione per il disegno, il cinema e le serie tv, che tenta di conciliare tutti questi interessi con la facoltà di Biotecnologie.