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Life is Strange True Colors fa infuriare la Cina: ecco cosa sta succedendo

Videogiochi e Cina stanno diventando sempre di più due termini che non stanno bene insieme: questa volta ad essere oggetto delle ire cinesi è Life is Strange True Colors, terzo capitolo della serie di Life is Strange uscito ufficialmente qualche giorno fa. Il motivo? la presenza della bandiera tibetana in uno dei negozi del gioco, che secondo questi utenti farebbe l’occhiolino al movimento indipendentista tibetano.

Life is Strange True Colors e le polemiche in Cina

La Cina non è un paese per videogiochi, o almeno è questa l’impressione che il paese sta trasmettendo negli ultimi tempi. Sono fresche di giusto poche settimane fa le nuove restrizioni riguardo il gioco online, che limitano i minori ha giocare appena tre ore a settimana e soltanto nei weekend, e ora è Life is Strange True Colors ha suscitare le ire della popolazione cinese.

In Life is Strange True Colors è possibile imbattersi, all’interano della cittadina di Haven Spring, in un piccolo negozietto, chiamato “Tesori del Tibet“. Proprio all’ingresso di questo negozio si trova la bandiera tibetana, utilizzata dagli indipendentisti di questa regione come simbolo di ribellione nei confronti del governo cinese. Ovviamente questo non ha fatto piacere alla Cina, che è passata subito all’azione.

Life is Strange True Colors fa infuriare la Cina: ecco cosa sta succedendo

Oltre alle lamentale online infatti, gli utenti cinesi si sono riversati su Steam, dove stanno bombardando il gioco di recensioni negative, accusando gli sviluppatori di essere poco informati riguardo la questione tibetana. Quasi tutte le recensioni in questioni specificano che il Tibet fa parte della Cina da anni e che il gioco, con questa bandiera, implica una scissione del Tibet dalla Cina.

Altre ancora sono decisamente più colorite, ecco un estratto esemplificativo: “Taiwan, Hong Kong, Macau e il Tibet sono territori cinesi fin dall’antichità. Non contano i vostri pensieri obsoleti, alla fine torneranno alla madrepatria. Suggerisco ai NEET di leggere più libri, smettere di fare gli stupidi e trovare un lavoro. Taiwan, Hong Kong, Macau e il Tibet saranno parte della Cina per sempre”.

Una questione politica

Fortunatamente le recensioni negative non hanno intaccato particolare la media complessiva del gioco, che rimane fissa sul “molto positivo”. I giocatori cinesi peraltro sono tristemente noti per il fenomeno del review bombing. Basti pensare al polverone scatenato dal titolo horror The Devotion, che paragonava il presidente cinese a Winnie The Pooh, o NieR Automata, reo di non avere la traduzione cinese al lancio.

Fa sorridere tuttavia che gli utenti cinesi si sentano così tanto in dovere di recensire un gioco come Life is Strange True Colors per la sola presenza di una bandiera, dato che in Cina questo titolo non è e non sarebbe mai arrivato. Sì perché il governo cinese ha invitato i grandi publisher nazionali a bloccare tutti i giochi che non risultano tematicamente in linea con gli ideali del partito comunista.

Entrando più nel merito, la disposizione specifica che ad essere tagliati dovranno essere tutti quei videogiochi che promuovono l’effeminatezza negli uomini, cosa che, sempre secondo il partito, potrebbe indirizzare la cultura dei giocatori più giovani e la loro visione in merito ai generi sessuali.

Il nuovo provvedimento proclama che “i contenuti osceni e violenti e quelli che generano tendenze malsane, come il culto del denaro e l’effeminatezza, dovrebbero essere rimossi.” Insomma, l’ala più conservatrice del partito sembra essere molto preoccupata per la rappresentazione che i media fanno degli uomini, e ha imposto severe sanzioni verso i contenuti che li possano far sembrare deboli e fragili.

Il risultato più evidente di queste nuove norme è che i colossi del settore, come Tencent e NetEase, stanno perdendo grossissime fette di mercato, con gli investitori in fuga a causa delle troppe ingerenze del governo.

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Francesco Castiglioni

Incallito videogiocatore, appassionato soprattutto di Souls e Monster Hunter, nonché divoratore di anime e manga. Scrivere di videogiochi è la mia vocazione e la porto avanti sia qui su Tech Princess che sul mio canale YouTube.

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