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McLaren Artura, la prima ibrida della Casa di Woking: 3.0 V6 biturbo da 680 CV, 30 km in full electric e un ossesione per il peso

McLaren Artura, la Supercar ibrida di Woking: 680 CV, tech e leggerezza

La settimana scorsa la nostra Fjona ha avuto la possibilità presso il concessionario ufficiale McLaren Milano di conoscere l’ultima creazione della Casa di Woking, McLaren Artura. Un’automobile che ad un primo sguardo assomiglia alle altre McLaren, ma che in realtà porta tantissime novità. Artura è la prima auto stradale della Casa con motore V6, la prima ad utilizzare una nuova scocca in carbonio iperleggera, ma non solo. Scopriamo allora tutto quello che dovete sapere di McLaren Artura, compreso questo nome così particolare.

McLaren Artura: perchè si chiama così?

Partiamo subito da una domanda molto curiosa. Perchè questa nuova McLaren si chiama Artura? A Woking volevano voltare pagina, e abbandonare la nomenclatura con numeri e sigle usata fino ad oggi. L’obiettivo era infatti quello di dare un nome vero all’auto. Gli uomini McLaren hanno pensato a questo nome un po’ italianeggiante Artura, che non hanno spiegato in maniera univoca. Ci sono però un paio di interpretazioni.

McLaren Artura nome

Il nome Artura è infatti un termine celtico, quindi un rimando alle origini anglosassoni di McLaren, e significa “coraggioso“, da cui deriva anche il nome Arthur. Un’idea senza dubbio romantica ed interessante, che però è unita ad un’altra interpretazione. Sembrerebbe infatti che Artura sia una crasi tra le parole Art e Future, per simboleggiare il nuovo corso di McLaren. E la A finale? Beh, voi comprereste una supercar che si chiama Artur? Penso di no: la A finale, oltre a darle un tocco italianeggiante, serve anche per donarle un’aura ancora più speciale, secondo noi.

L’estetica di Artura: indiscutibilmente McLaren, ma più moderna

Dopo aver disquisito sul nome di questa nuova supercar inglese, attacchiamo subito la ciccia guardando con attenzione l’estetica di McLaren Artura. Per chi non lo sapesse, a Woking i tecnici e i designer McLaren puntano sempre e comunque sull’efficienza e sul massimizzare ogni componente per le massime prestazioni e piacere di guida. E questo pensiero scientifico e preciso si vede anche guardando le linee di Artura.

McLaren artura frontale

Ogni linea, ogni parte dell’automobile è funzionale, sia da un punto di vista aerodinamico che di raffreddamento del motore. Questo però non significa che l’auto sia brutta, anzi. McLaren ha iniziato il suo ritorno con la MP4-12C, un’auto eccellente da guidare e come prestazioni, ma un po’ anonima a livello estetico. Con gli anni, il corso stilistico di McLaren è diventato maturo, moderno e accattivante, con linee diverse da qualsiasi rivali, che accomunano tutta la gamma. Artura modernizza e incattivisce le linee tipiche McLaren, così da risultare subito erede di tutte le auto lanciate dalla Casa britannica negli ultimi 10 anni.

McLaren Artura pista

Il frontale corto e le fiancate movimentate e scalfite da un’enorme presa d’aria la rendono immediatamente riconoscibile come una McLaren. Al posteriore invece Artura cambia la ricetta. Gli scarichi sono alti e centrali, posti in mezzo ai due fari, dei Full LED molto sottili e affilati, uniti all’enorme diffusore la rendono diversa, più moderna rispetto alle altre McLaren che l’hanno preceduta.

La prima di una nuova era: la prima HPH, la prima con scocca MCLA

Ed è indiscutibilmente diversa sotto la carrozzeria, realizzata ovviamente in fibra di carbonio. Artura sostituisce in toto la gamma Sports Series composta da 570S, GT, 540C e altre. Al contempo ne inaugura una nuova, quella delle HPH: High Performance Hybrid. Del motore parleremo tra pochissimo, perchè a Woking ci tengono a sottolineare che Artura è totalmente nuova, nata da un foglio bianco.

McLaren Artura laterale

La monoscocca leggerissima in fibra di carbonio attorno alla quale sono nate tutte le moderne McLaren, dalla 540C alla Senna, è andata in pensione. Al suo posto, a Woking hanno progettato un telaio monoscocca totalmente nuovo, chiamato MCLA. La McLaren Carbon Lightweight Architecture promette di essere più sicura, più rigida ma soprattutto più leggera della precedente, già incredibilmente leggera. In McLaren hanno fatto davvero un miracolo: la nuova monoscocca MCLA pesa solamente 82 kg, meno di chi vi scrive. Un peso a dir poco piuma, primo tassello dell’incredibile ossessione per il peso che alberga in ogni tecnico della Casa inglese.

McLaren Artura monoscocca

Per costruire questa nuova monoscocca così leggera, McLaren ha costruito una fabbrica ex-novo, la prima lontana dalla storica sede del McLaren Technology Centre di Woking. Si trova vicino Sheffield, in Yorkshire, ed è chiamata MCTC, McLaren Composites Technology Centre. Un investimento di 50 milioni di sterline, ed una chiarissima dichiarazione di intenti della Casa britannica.

Il motore, anzi, il powertrain di Artura: 3.0 V6 biturbo ibrido

Abbiamo quindi un’estetica rinnovata, un nome diverso da qualunque altro del passato e una scocca leggerissima. Manca un’altra novità fondamentale: il motore. Anzi, dovremmo dire il powertrain. McLaren Artura è infatti la seconda ibrida della Casa, dopo la folle P1 del 2014, ed è la prima con un motore totalmente nuovo.

Addio al 3.8 V8 biturbo che ha accompagnato tutte le nuove McLaren dal lancio della MP4-12C del 2011, e benvenuto ad un nuovo 3.0 V6, sempre biturbo. Si tratta di un motore molto compatto, 150 mm pià corto del vecchio V8, nonchè del primo V6 montato su una McLaren stradale. Questo V6, nome in codice M630, realizzato in collaborazione con lo specialista Ricardo, ha diversi accorgimenti per massimizzare risposta all’acceleratore, potenza e coppia. Innanzitutto, il 6 cilindri ha una V di 120°: questa configurazione permette di alloggiare i due turbo nella “Hot Vee”, ovvero all’interno della V del motore. Questo permette di mantenere basso il baricentro dell’auto, riuscendo a compattare il motore in altezza grazie ai 120° e concentrando tutto il peso al centro dell’auto, con i turbo posizionati in mezzo.

McLaren Artura motore V6

Inoltre, questa posizione permette ai gas di scarico di percorrere pochissima strada per azionare la turbina: in questo modo si minimizza il turbo lag, permettendo una risposta fulminea agli imput dell’acceleratore. Per minimizzare ulteriormente il ritardo di risposta i due turbo hanno componenti interne come cuscinetti e giranti a basso attrito. Tutto questo lavoro porta questo M630 ad erogare ben 580 CV e 585 Nm di coppia. Non è tutto: alle McLaren si è sempre imputato di avere un motore poco cattivo agli alti regimi. A Woking hanno recepito il messaggio, e creato un V6 con linea rossa ad oltre 8500 giri. Non male per un motore biturbo, vero?

McLaren Artura motore

Sotto il cofano il nostro V6 non è solo. Insieme a lui c’è un inedito sistema ibrido plug-in realizzato in casa da McLaren. Per chi non lo sapesse, le auto di Formula E utilizzano batterie realizzate proprio da McLaren, senza dimenticare le moderne F1, ibride dal 2014. Una garanzia del fatto che ci sanno fare con i sistemi ibridi. Abbiamo un motore elettrico posizionato tra motore e cambio, e una batteria agli ioni di litio leggerissima da 7,4 kWh. Questo motore è in grado di erogare 95 CV e 225 Nm di coppia, e garantisce fino a 30 km in ciclo misto WLTP in modalità elettrica. Non è un sistema pensato per risparmiare carburante: insieme i due motori portano la potenza a 680 CV e 720 Nm di coppia: numeri da vera Supercar.

McLaren Artura parte ibrida

Il cambio è un automatico a doppia frizione a 8 rapporti, uno in più delle precedenti McLaren. I tecnici di Woking hanno ottenuto un 8 marce… eliminando la retromarcia. Per la marcia indietro infatti agisce il solo motore elettrico, che gira al contrario per garantire la marcia all’indietro. La trazione è solamente posteriore, e le prestazioni sono eccezionali: accelerazione 0-100 km/h in 3 secondi netti, 0-200 in 8,3 secondi e velocità massima di 330 km/h. Artura non rinuncia poi al filtro antiparticolato e all’omologazione Euro 6D Final. Grazie a questo e al sistema ibrido, le emissioni ottenute in ciclo WLTP sono davvero bassissime. Parliamo infatti di 129 g/km di CO2: un numero ridicolo, minore ad esempio di una Ford Fiesta ST, sportiva si ma con 480 CV in meno!

L’ossessione per il peso di McLaren Artura: soli 1.395 kg

Un motore molto moderno con un sistema ibrido innovativo e ben realizzato. Come tutti sanno, però, aggiungere un sistema ibrido porta inevitabilmente ad un aggravio di peso molto importante. Per fare un esempio, la nuova Ferrari SF90 Stradale, derivata dalla nuova F8 Tributo e dotata di motore V8 e sistema ibrido plug-in (sebbene più complesso, con trazione integrale, due motori e 1000 CV), pesa 1700 kg, 200 in più della F8 Tributo termica.

McLaren Artura guida1

In McLaren hanno però un obiettivo da sempre: la leggerezza ad ogni costo. La Hypercar Senna, dotata di un motore da 800 CV e aerodinamica attiva, pesa solo 1198 kg, per dare un’idea dell’ossessione che in McLaren hanno per il peso. Secondo la Casa di Woking, un’auto sportiva non può essere pesante, in quanto ogni sua componente, dalle prestazioni sul dritto a quelle in curva al piacere di guida, vengono irrimediabilmente compromesse.

Per questo, l’intero sistema ibrido di Artura pesa 88 kg. Un peso record, davvero basso, ma se ci fate caso 6 kg più alto dell’intera scocca. Per questo McLaren ha realizzato una monoscocca più leggera, e ha scelto un motore V6. Il motore è infatti 50 kg più leggero del precedente V8, e poi ha tagliato anche su diversi altri aspetti. L’intero cablaggio è stato alleggerito, così come il cambio, la carrozzeria e i sedili. Il risultato? Un’auto che a vuoto pesa 1395 kg, solo 46 kg in più della precedente 570S, che però aveva 110 CV in meno, meno tecnologia ed era solo termica.

Non è solo velocità: McLaren Artura punta sul piacere di guida, in ogni situazione

Come detto, in McLaren hanno a cuore le prestazioni pure, ma il focus è offrire un’auto che sia la più piacevole da guidare sul mercato, in ogni situazione. Un approccio che porta a scelte davvero sorprendenti. Innanzitutto, questa Artura è la prima McLaren moderna dotata di differenziale posteriore autobloccante, a controllo elettronico. Per anni i tecnici McLaren hanno difeso la scelta di montare un differenziale aperto.

McLaren Artura guida

“Senza un LSD, l’auto ha una risposta più cristallina allo sterzo, ha meno sottosterzo in entrata ed è più leggera. Potremmo montare un LSD elettronico, ma non vogliamo appesantire l’auto.” Questo era il mantra di McLaren: oggi, con l’adozione del powertrain ibrido e la necessità di tenere a bada la coppia fin da 0 giri del motore elettrico, unito al sistema elettrico migliorato, permette l’adozione di un LSD leggero, efficiente e azionabile solo quando serve.

McLaren Artura guida

La presenza dell’LSD elettronico non è però l’unica sorpresa. McLaren Artura è equipaggiata con un servosterzo idraulico. Si tratta forse di una delle ultime automobili che non ha ceduto al servosterzo elettrico: per McLaren, uno sterzo è preciso e diretto alla perfezione solo con l’adozione di un sistema idraulico. Non ci sarà il mantenimento di corsia attivo, ma c’è uno sterzo con una precisione assoluta, tra i migliori mai realizzati. Il servosterzo poi è stato ulteriormente migliorato e affilato, quindi su Artura dovrebbe arrivare ad un livello vicino alla perfezione.

McLaren Artura freni

L’impianto frenante utilizza dischi carboceramici, con diametro da 390 mm davanti e 380 dietro. Deriva da quello delle estreme LT, e garantisce frenate impressionanti: 31 metri per fermarsi da 100 km/h e 126 m da 200 km/h. A Woking poi hanno sempre cercato di ottenere automobili sportive e divertenti da guidare in ogni condizione, e su qualsiasi strada. Per questo, anche Artura è dotata del sistema di sospensioni a controllo elettronico McLaren, capace di ridurre al minimo rollio e beccheggio e massimizzare stabilità e direzionalità. Allo stesso tempo, il sistema regala una capacità di assorbire buche e asperità sorprendente per una Supercar, rendendola davvero utilizzabile ogni giorno.

La tecnologia di McLaren Artura: nuovo infotainment su Android Automotive, e Cruise adattivo

Ed è proprio in questa direzione che vanno gli interni di McLaren Artura: regalare al conducente un’esperienza di guida senza compromessi. L’interno di Artura è spazioso e molto arioso, con una visibilità eccellente in ogni direzione, come da tradizione McLaren. I materiali sono poi stati migliorati in ogni componente, dai sedili alla plancia all’infotainment.

McLaren Artura interni

E proprio il sistema multimediale è stato totalmente rinnovato. Il nuovo sistema si chiama Mis II, offre uno schermo touch da 8 pollici flottante con sistema operativo tutto nuovo, basato su Android Automotive. Da questo schermo si può conoscere la telemetria, azionare diversi sistemi di sicurezza e avere il mirroring dello smartphone con Apple CarPlay e Android Auto.

McLaren Artura presa di ricarica

Abbiamo parlato di sistemi di sicurezza: Artura è infatti dotata di ADAS mai visti su nessuna supersportiva. Offre infatti il Cruise Control Adattivo con funzione Stop&Go, i fari LED automatici, il Lane Departure Warning, la frenata automatica e il riconoscimento dei segnali stradali. Una dotazione di sicurezza e di confort davvero curata, che rende Artura perfetta anche come auto da tutti i giorni.

E se avete paura dell’affidabilità di questa McLaren Artura, la Casa britannica vi farà dormire sonni tranquilli. Su tutte le nuove Artura sono stati ridotti i costi di mantenimento, ed è disponibile una garanzia completa su tutta l’auto. 5 anni sulla meccanica, 6 sulla componente ibrida e ben 10 anni sulla carrozzeria.

Quanto costa e quando arriverà McLaren Artura?

Come vedete, McLaren Artura è appena arrivata a Milano per essere conosciuta dal vivo dai suoi possibili possessori. L’auto è ormai in dirittura d’arrivo, con le prime consegne che arriveranno entro quest’anno. Il prezzo è ovviamente da sogno, come l’auto: si parte da 231.000 euro, con tutti gli optional possibili ed immaginabili.

McLaren Artura è una Supercar moderna, ibrida e ipertecnologica, ma allo stesso tempo incredibilmente analogica e ancorata alle tradizioni. Unisce un motore 3.0 ibrido ad un servosterzo elettrico, Android Auto e Cruise Control Adattivo ad un peso piuma. Noi proveremo Artura molto presto, e non vediamo l’ora di raccontarvela. E voi? Cosa ne pensate? Vi piace questa Artura o preferite le Supercar italiane? Fatecelo sapere nei commenti e sui nostri canali social!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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