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Microcar: il tentativo di semplificare l’auto
Sono uno dei mezzi trasporto più ambiti dai giovanissimi ma anche quello meno diffuso. Scopriamo perché


Le microcar, uno dei mezzi di trasporto più ambiti dagli adolescenti.
Sì, perché queste piccole auto, equiparate per legge ai quadricicli, possono essere guidate a partire dai 14 anni.

Fino ad ora le motorizzazioni erano caratterizzate da motori diesel e benzina non troppo efficienti, nonostante il peso ridotto, tuttavia potremmo trovarci di fronte ad un punto di svolta. Dopo anni passati ad introdurre piccole innovazioni, Citroën ha infatti deciso di lanciare una microcar completamente elettrica.

Elettrica e francese ma non la prima

È già presente una versione elettrica di microcar (e-City o e-Coupè della Aixam) in grado di avere una autonomia di 130 km ed una velocità massima di 45 km/h grazie alle batteria al litio di cui è dotata.

Per onestà intellettuale è da citare anche la Renault Twizy. Nata del 2011 una delle versioni era guidabile anche senza patente grazie alla sua potenza ridotta, ma aveva purtroppo un grande difetto: quella batteria a noleggio proprio non mi va ancora giù.

Citroen Ami

citroën amiLa mobilità si sta evolvendo in un concetto che comprende non solo l’aspetto tecnico, su cui fino ad ora la maggior parte delle case produttrici si era concentrata, ma anche l’aspetto relativo ai servizi annessi, alla facilità di utilizzo quotidiano, al numero di problematiche che un mezzo di trasporto può risolvere e non generare (ad esempio elevati costi di mantenimento). Citroen ci prova e per festeggiare il centenario sforna quella che sembra essere l’apripista di un concetto di trasporto urbano.

Citroen Ami riprende il nome e il concetto di semplicità da due modelli prodotti negli anni 60′ e 70′, AMI 6 e AMI 8. Non è identificata come auto ma piuttosto come un quadriciclo leggero da città, il che significa che anche i minorenni possono guidarla. Per la legislazione italiana è necessario avere 16 anni per poterla guidare.

Caratteristiche di una microcar elettrica

Citroën Ami interniCompatta in ogni aspetto, Citroen Ami è lunga 2,41 metri con un raggio di sterzata di 7,2 metri e un peso di 545 kg. L’autonomia è di 70 chilometri e raggiunge una velocità massima di 45 km/h.

Si può ricaricare da casa in 3 ore ed il motore elettrico è di 6 kw (8 cavalli)

Disponibile in estate anche in Italia sarà possibile acquistarla al prezzo di 6mila euro (altra grande differenza con le altre microcar) ma anche attraverso finanziamento a 19,99 euro al mese (2.644 euro di anticipo e 48 rate).

Ovviamente non dimentichiamo i servizi. Ami infatti sarà disponibile anche in car sharing con Free2Move a 0,26 centesimi al minuto. In questo caso ogni operazione, pagamento e consegna sarà gestita in app.

Ecco il link al sito ufficiale

Quali altre microcar sono presenti oggi?

Citroen Ami non è la sola soluzione a livello minicar. Ci sono sul mercato altre valide, seppur meno accattivanti, alternative. Cerchiamo quindi di capire quali sono le principali concorrenti della piccola elettrica francese.

Microcar Aixam

Aixam City Pack
Aixam City Pack

Aixam è stato uno dei primi brand a muoversi nel mondo delle microcar, cosa che l’ha rapidamente trasformato nel leader del settore.

Le sue soluzioni sono piuttosto costose e sono presenti numerosi modelli a listino. Tutti, eccetto la versione e-City (o e-Coupè), hanno una motorizzazione diesel.
Personalmente vi suggerisco di spostarsi sulle due varianti elettriche, particolarmente valide considerando l’autonomia, ben 130 km.
Il problema  è il prezzo: 16.000 euro per una microcar sono parecchi.

Volete scoprire ogni dettaglio di tutti i modelli, o configurarne uno su misura? Ecco il link al sito

Microcar Ligier

Ligier-JS-50-Sport-Ultimate
Ligier JS 50 Sport Ultimate

Torniamo in Francia con Ligier, che produce microcar con uno stile più raffinato. Sono presenti due modelli in diverse versioni, entrambi caratterizzati da un design indubbiamente più ricercato e moderno delle concorrenti.

Quello che però non potete scegliere è la motorizzazione, unicamente diesel. Ligier infatti non presenta un’offerta dedicata al mondo elettrico. Il prezzo? Sempre elevato: per la linea Ligier infatti partiamo da 10.900 € fino ad arrivare ai circa 16.000 €

Ecco la linea completa

Casalini

Casalini M20
Casalini M20

La prima azienda italiana nel settore delle microcar. Casalini offre al momento due modelli: una city-car sportiva e un’altra votata principalmente al lavoro.

Entrambe sono  configurabili con diverse opzioni disponibili, ma la motorizzazione è sempre diesel. Anche per l’azienda italiana nessuna versione elettrica disponibile. Per il prezzo dovrete affidarvi ai rivenditori che trovate sul sito ma anche in questo caso dovrete mettere mano al portafoglio poichè oscilliamo tra i 15 e i 16.000 €.

Potete trovare la scheda tecnica completa al link dedicato

Microcar: vantaggi e svantaggi

Perché dovrei optare per una microcar? Naturalmente si tratta di una scelta estremamente personale ma ci sono vantaggi evidenti. Prima di tutto la praticità: le minicar hanno solo due pedali (acceleratore e freno) e dimensioni ridotte. Parcheggiare poi è davvero semplice visto che hanno bisogno di meno spazio e, in più, consumano poco poiché cilindrata e potenza sono ridotte al minimo.

Dovete però mettere in conto due elementi fondamentali: prezzo e patente.

Fatta eccezione per Citroen Ami, le altre microcar hanno costi piuttosto impegnativi. Spesso infatti risulta più economica una normale city car.

Ricordatevi poi la patente AM, che può essere fatta a partire dai 14 anni. È indispensabile per guidare i quadricicli leggeri con massa inferiore o pari a 425 kg, con velocità massima per costruzione fino a 45 km/h e cilindrata fino a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata (o potenza fino a 4 o 6 kw per gli altri motori).
Mettete quindi in conto anche le risorse (di tempo ed economiche) necessarie al conseguimento della patente AM.

Dal tramonto all’alba: un possibile nuovo inizio

Il nome Microcar suona sorprendentemente moderno, ma in realtà questi veicoli nascono nel secondo dopoguerra, concepiti come mezzi economici, dagli ingombri ridotti e a basso consumo. Un’idea decisamente brillante che però non ha mai davvero conquistato il grande pubblico. Insomma, è più probabile che un genitore decida di optare per il tradizionale motorino.

La domanda a questo punto è una sola: perché le microcar non hanno avuto successo? A mio avviso sono 4 i motivi che ne hanno impedito la diffusione: 

  1. la tecnologia utilizzata per muovere questi mezzi è stata fino ad ora il motore a scoppio, senza implementazioni che rendessero più efficiente il mezzo:
  2. la sicurezza di questi veicoli è risultata insufficiente da test effettuati nel 2008/2009 e nel 2016;
  3. il prezzo di questi veicoli non è affatto “micro”.
  4. una differente esigenza storica a causa di un ingresso nel mercato nel momento in cui l’esigenza era un’altra.

Se si analizza il pregesso storico infatti, l’auto è stata commercializzata in risposta alla necessità di spostamenti di tutta la famiglia con il maggior carico possibile di oggetti. La microcar quindi intercettava un bisogno differente, dato da una mobilità individuale pratica e rapida, senza troppi oggetti da portarsi dietro. Questa base culturale ha causato anche un avanzamento tecnologico molto più lento rispetto a tutte le implementazioni fatte sul parco auto. In ogni caso i tempi stanno cambiando poiché oggi siamo arrivati a soluzioni elettriche, sgravi fiscali e maggior sicurezza per questi mezzi. Inoltre, la richiesta di risposte da parte del mercato, per una mobilità individuale molto più snella, si fa sempre più pressante. Questo potrebbe essere lo spunto per il successo delle microcar.

La micromobilità e le possibili alternative

Le microcar non fanno per voi ma volete comunque capire come spostarvi in città? Ecco qualche spunto da non perdere:


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Alessandro Santucci

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Videogiocatore nato, perito informatico, lettore, nerd, imprenditore digitale.. Mi piace definirmi "Apprendista": un apprendista multidisciplinare, essere apprendisti è uno stile di vita, non si smette mai di imparare.
                   










 
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