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Il capo del design racconta Nissan Z Proto

Alfonso Albaisa racconta come nasce l'auto che celebra gli oltre 50 anni di generazione Z

Nissan Z Proto nasce per celebrare gli oltre 50 anni di successo in tutto il mondo della generazione Z. Svelata la prima volta il 16 settembre, mostra come la società abbia voluto innovare la leggendaria storia di quel modello in un momento di grande trasformazione. Un connubio fra cambiamento e tradizione, raccontata dal capo del design dell’auto Alfonso Albaisa.

Nissan Z Proto, democratizzazione dell’auto sportiva

Il Senior Vice President Design Nissan Alfonso Albaisa ha da subito spiegato come Z Proto sia un modello chiave per Nissan. La storica linea Z rappresenta l’animo sportivo dell’azienda, che oggi vuole “democratizzarsi” per portare questo tipo di vettura nei garage di molti amanti del genere. Come è accaduto per Nissan LEAF, primo modello di veicolo elettrico per il mercato di massa.

Per farlo si sono mossi su due fronti: rendere omaggio a un modello storico ma proiettarlo verso il futuro. I designer guidati da Albaisa hanno “realizzato moltissimi studi e schizzi” per far sì che la “Z Proto avrebbe viaggiato nel tempo, attraverso i decenni e verso il futuro”.

Nissan Z Proto Alfonso Albaisa

Sono oltre 1,8 milioni gli esemplari di Z venduti nel mondo, quindi Albaisa e il suo gruppo di lavoro non volevano trascurare le “tante storie da raccontare sulla Z” che tutti gli acquirenti hanno. Ma non volevano nemmeno limitarsi a un “salto nostalgico nel passato con un look rétro”. Anche se i richiami al passato ci sono: nella linea; nell’altezza del cofano maggiore della coda, come nella prima generazione; nei disegno dei fari e nelle barre orizzontali sul retro. Poi nel colore giallo, che ricorda la Z originale e anche la 300ZX.

Nissan Z Proto vuole raccontare la storia sportiva del marchio ma proiettandolo nel futuro. Manda un messaggio chiaro: la nuova Z sta arrivando. Un auto che attinge all’amata tradizione sfruttando il meglio dell’ingegneria moderna, in ogni tecnologia possibile. Una sintesi fra passato e futuro.

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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