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Non hai bisogno di cambiare il televisore

Il nuovo digitale terrestre arriverà solo nel 2023

Fermi tutti. Non avete bisogno di cambiare il vostro televisore.
Negli ultimi mesi siamo stati bombardati di informazioni sullo switch-off del digitale terrestre. Sono nati canali di test, è arrivato il bonus TV, ci hanno fornito date che poi sono cambiate. Ora è tutto fermo. O quasi.
Ad oggi infatti sono davvero pochissimi coloro che dovrebbero cambiare TV mentre tutti gli altri possono dormire sonni tranquilli per almeno un altro anno o mezzo.

Il nuovo digitale terrestre, una questione complessa

“Devo cambiare TV per il passaggio al nuovo digitale terrestre”.
E’ una frase che abbiamo sentito tutti quest’estate. In realtà “nuovo digitale terrestre” è un po’ riduttivo. I cambiamenti in atto sono diversi e solo uno di questi sembra destinato ad avvenire nel corso del 2021.
Ma andiamo con ordine.

La “colpa” di tutto questo trambusto è del 5G. Lo sappiamo, detto così pare una delle solite teorie del complotto, in realtà è scienza. Il nuovo standard di rete e il digitale terrestre funzionano grazie all’uso di specifiche frequenze. Per consentire agli operatori di telefonia di ampliare e potenziare il servizio 5G si è deciso di affidare loro le frequenze UHF in banda 700 MHz che, ad oggi, vengono impiegate proprio per il digitale terrestre (DTT).
Il DTT a questo punto perderà un terzo della sua banda attuale, ponendo il mondo televisivo di fronte a due possibili soluzioni: spegnere dei canali o cambiare tecnologia. Visto che, comprensibilmente, nessuno è intenzionato ad eliminare dei canali televisivi, si è optato per un rinnovamento generale della tecnologia di trasmissione.

Quindi cosa cambia? Il primo cambiamento riguarda la codifica delle trasmissioni. Il 15 ottobre si passerà dall’MPEG 2, un metodo che risale ai tempi dei DVD, all’MPEG-4, che attualmente viene utilizzato solo dai canali in HD. Cosa cambia? La codifica MPEG-4 riesce a far entrare più contenuti all’interno dello stesso spazio, dando quindi la possibilità di liberare parte delle frequenze destinate al 5G. 

La seconda novità invece prevede proprio un cambiamento dello standard di tramissione. Si passerà quindi al tanto
chiacchierato DVB-T2 con codifica HEVC, un sistema che garantisce una compressione maggiore rispetto al già citato MPEG-4.

La nuova scadenza

Il passaggio al nuovo standard sarebbe dovuto iniziare qualche giorno fa. L’operazione infatti prevedeva la divisione delle 20 Regioni italiane in 4 zone diverse, con l’Area 2 e l’Area 3 che avrebbero fatto da apripista. Queste due zone infatti avrebbero dovuto affrontare lo switch-off dal 1° settembre 2021 per concludere il passaggio al DVB-T2 entro il 31 dicembre. Poi sarebbe toccato all’Area 1, con la conclusione prevista per il 31 marzo, e infine all’Area 4. Questa roadmap ci avrebbe portato a giugno 2022.

Ora le cose sono cambiate. Il passaggio allo standard DVB-T2 dovrebbe avvenire dopo il 1° gennaio 2023.
Sia chiaro: “dopo”, non “entro”. Questo significa che passeranno almeno altri 16 mesi prima di dover affrontare lo switch-off.

Quindi la cambio o non la cambio la TV?

bonus TV

Dipende.
Il vero problema da affrontare oggi è quello della compatibilità con l’MPEG-4 perché in questo caso il passaggio è davvero imminente.
La verifica da fare è molto semplice: andate su un canale in HD – tipo il 501 – e verificate se è visibile. Se vedete tutto correttamente allora il televisore è pronto per questo primo step. Se non doveste vedere nulla, è il momento di cambiare la TV.

Tutti gli altri possono potenzialmente continuare ad usare lo stesso televisore ancora per un anno e mezzo, senza preoccuparsi troppo del passaggio al nuovo digitale terrestre.
E’ bene però essere pienamente informati sullo status della propria TV. Potete quindi utilizzare i canali test 100 e 200 per sapere subito quale strategia adottare in futuro: se compare la scritta Test HEVC Main 10, significa che avete un prodotto pronto anche per i cambiamenti previsti per il 2023, in caso contrario dovreste valutare l’acquisto di un nuovo televisore. O di un decoder.

TV o decoder?

Il “Bonus TV” ci ha indotti – complice sicuramente il nome – a pensare che l’unica soluzione possibile fosse l’acquisto di un nuovo televisore. Insomma, sembra semplice: se ho comprato il mio attuale schermo prima del 22 dicembre 2018, devo rottamarlo e prenderne un altro.
In realtà non è un obbligo. Il “Bonus TV” prevede incentivi sia per l’acquisto di un nuovo televisore che per l’acquisto di un decoder.

Non avete un vecchio decoder da rottamare? Niente panico. Non è un prodotto particolarmente costoso. Con circa 30 euro potete portare a casa un apparecchio che rende il vostro televisore compatibile con lo standard DVB-T2 e la codifica HEVC.
Potrebbe essere una buona soluzione per quei televisori che funzionano ancora egregiamente, garantendovi le prestazioni di cui avete bisogno. Insomma, se la qualità dell’immagine è buona, il sistema operativo è ancora fluido e avete tutte le applicazioni di cui avete bisogno, che senso ha liberarsene?
Il decoder potrebbe essere una buona soluzione anche per i televisori di servizio, cioè quelle TV che non troneggiano in salotto ma che avete posizionato in cucina.

Sia chiaro, comprendiamo l’utilità del bonus TV e la voglia di portare a casa un televisore nuovo, ma sappiate che esistono più opzioni. Dovreste valutarle tutte e farlo con calma. Il tempo non manca.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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