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Cultura

Olimpiadi Tokyo 2020: i risultati di mercoledì 4 agosto

Italia sulle montagne russe, mentre nuove nazioni vanno a medaglia

Qualcuno l’aveva detto prima che il braciere delle Olimpiadi di Tokyo 2020 si accendesse: “Saranno Giochi particolari e imprevedibili”, ma fino a questo punto era difficile prevederlo. Un ascensore emozionale di colpi di scena infiniti: andiamo a vedere come sono andate le cose in questo mercoledì 4 agosto.

Olimpiadi Tokyo 2020: Italia, ancora un oro. Le squadre fanno segnare un record negativo

Dopo una settimana passata a incamerare bronzi e argenti, ora l’Italia va avanti solo a colpi di oro. Il merito oggi è dell’ emozionante impresa messa a segno dal quartetto dell’inseguimento maschile sul ciclismo su pista. Dopo essere arrivati nella finale valida per il 1°-2° posto, la formazione costituita dagli immensi Filippo Ganna (MVP, se mai ce ne fosse solo uno…), Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan è riuscita a battere la Danimarca facendo segnare il nuovo record del mondo col tempo di 3’42”032: un crono senza precedenti, per un trionfo che riporta la pattuglia tricolore sul massimo proscenio olimpico di questa specialità 61 anni dopo i Giochi di Roma 1960.

Il bottino dell’Italia a Tokyo arriva a 30 medaglie, di cui 6 d’oro, 9 d’argento e 15 di bronzo. Un tesoro che non potrà essere purtroppo rimpinguato dagli sport di squadra. Si, perchè purtroppo, dopo basket maschile e pallavolo maschile ieri, oggi anche le squadre di pallavolo femminile e pallanuoto maschile sono state eliminate, entrambe dalla Serbia peraltro, facendo segnare un record negativo rispetto al mancato raggiungimento almeno delle semifinali olimpiche, che allo sport nostrano non capitava dal 1924 (97 anni fa).

Olimpiadi Tokyo 2020: rallenta la Cina, Gran Bretagna in quarta posizione

Imprevedibilità come parola d’ordine. Con il “raccolto attuale” l’Italia sale virtualmente al nono posto del medagliere, ma la vera notizia di oggi è rappresentata dallo “stop” della Cina. Lo stato asiatico oggi ha raccolto poco, anzi pochissimo: una sola medaglia, d’argento, nel duo del nuoto artistico (o sincronizzato).

A stupire invece, per la sua grande risalita, è la Gran Bretagna: la delegazione d’oltremanica ora è quarta assoluta con 48 medaglie, di cui 15 d’oro, 18 d’argento e 15 di bronzo, in una classifica per nazioni nella quale – attualmente – già sessanta Paesi hanno raccolto almeno una medaglia d’oro e circa ottanta sono andati sul podio.

Le medaglie di Georgia, Siria e Kirghizistan

Segnatevi questi tre nomi: Lasha Talakhadze, Man Asaad e Aisuluu Tynybekova.

Il primo è un pesista georgiano che oggi nella categoria maschile dei -109 kg si è regalato l’oro (conferma di quello vinto a Rio 2016), entrando nella leggenda per aver stabilito 3 record del mondo in rapida successione: quello a strappo (223 kg), quello a slancio (265 kg) e di conseguenza anche quello di combinato (488 kg).

Il secondo è un pesista siriano che nella stessa gara di Talakhadze è arrivato terzo facendo tornare la Siria su un podio olimpico dopo 17 anni di attesa, l’ultima volta fu ad Atene nel 2004 grazie al pugile Nasser Al-Shami.

La terza è una lottatrice nei -62kg del Kirghizistan, che ha portato questo stato dell’Asia Centrale nel medagliere dei giochi conquistando un’eccezionale medaglia d’argento.

Tre storie magari meno famose di quelle dei grandi personaggi del nuoto o dell’atletica, ma che fanno capire perché le Olimpiadi sono e saranno per sempre una delle manifestazioni più coinvolgenti e importanti della storia dell’umanità.

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