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A tu per tu con un campione di Pokémon: l’intervista a Leonardo Bonanomi

Leonardo Bonanomi trionfa alla Pokémon Global Exhibition e ci siamo fatti raccontare la sua esperienza

Il cielo è azzurro sopra Galar“. Così avremmo potuto intitolare questo pezzo, riprendendo una citazione diventata iconica per il mondo dello sport, per celebrare un’altra grande vittoria italiana in questo anno di trionfi. Nella serata di ieri infatti Leonardo Bonanomi si è portato a casa il primo posto della Pokémon Global Exhibition, uno dei campionati mondiali più importanti dell’anno per questa serie di videogiochi. Festeggiamo insieme quindi e andiamo a scoprire di più sul suo successo straordinario, in un’intervista a caldo.

Pokémon Global Exhibition, atleti mondiali per il 25° anniversario

Questo speciale torneo arriva per celebrare i 25 anni del brand, nato nel 1996 appunto. Si tratta di una delle tante iniziative sviluppate per omaggiare i simpatici mostriciattoli tascabili che sono rapidamente diventati un fenomeno mondiale, capace di attraversare non solo i media (passando tra videogiochi, manga, anime, merchandise e molto altro ancora) ma anche le generazioni.

Si trattava quindi di una competizione davvero importante a cui era possibile accedere solo tramite invito. I partecipanti sono stati infatti scelti tra i giocatori con il miglior piazzamento nelle finali mondiali della Pokémon Players Cup IV. I più forti di ciascuna delle regioni coinvolte (Europa, America del Nord, America Latina e Oceania) si sono affiancati ad altrettanti allenatori promettenti dal resto del mondo, Giappone incluso.

Una due giorni appassionante, che ha visto scontri di altissimo livello. Dopotutto a partecipare c’erano solo i più abili giocatori al mondo, pronti a darsi battaglia per l’ambito primo posto. E come ormai sapete bene, a trionfare su tutti è stato il ‘nostro’ Leonardo Bonanomi, che ha sconfitto in finale Wonseok Jung con una straordinaria strategia.

A tu per tu con un campione di Pokémon: l’intervista a Leonardo Bonanomi

Ma come si diventa campioni di Pokémon?

Il trionfo di Leonardo Bonanomi è sicuramente significativo per il competitivo Pokémon, non solo in Italia. La curiosità di parlare con un campione è indubbiamente altissima e così abbiamo subito voluto intervistarlo per farci raccontare tutto. Ecco cosa ci ha svelato…

Quando ti sei innamorato per la prima volta dei Pokémon?

Già da bambino mi sono innamorato del brand Pokèmon. Partendo dalla serie animata, passando per le carte e infine rimanendo stregato dal videogioco.

Ti ricordi qual è stato il tuo primo Pokémon starter?

Cyndaquil, la sua evoluzione finale, Typhlosion, è uno dei miei Pokèmon preferiti.

Scegli sempre lo stesso tipo di starter o lo cambi per ogni nuovo titolo di Pokémon?

In genere preferisco gli starter di tipo fuoco, credo siano quelli con il design migliore.

Quando hai deciso di passare alle competizioni e ai tornei?

Ho cominciato ad appassionarmi al competitivo a fine stagione del VGC2016. Dopo qualche anno di disinteresse verso il mondo dei Pokèmon, a agosto 2016 ho scoperto per caso le aggiunte che avevano fatto negli anni come le Mega Evoluzioni e la nuova generazione in Pokèmon X e Y che mi ero perso. In seguito ho scoperto l’esistenza del circuito competitivo con il mondiale che si sarebbe svolto dal 19 al 21 di agosto. Interessato ho seguito tutti i 3 giorni di streaming e sono rimasto molto colpito.

L’atmosfera dell’evento la sentivo molto anche da casa, vedere la gioia dei migliori giocatori al mondo che vincevano le partite in stream e proseguivano la loro corsa verso il sogno di diventare campioni del mondo mi affascinava. Merito anche degli ottimi commentatori che creavano hype con la loro enfasi nel commento tecnico. Ricordo ancora le urla gioiose di Aaron Zheng quando il Kyogre di Wolfe Glick ha usato lo Zampillo che gli ha permesso di vincere il titolo.

Tutte queste emozioni mi hanno fatto venir voglia di mettermi in gioco con il sogno di poter partecipare a un mondiale prima o poi. A settembre 2016 ho cominciato a competere a Milano, un anno dopo grazie a dei buoni piazzamenti ai vari tornei a cui ho partecipato, sono riuscito a coronare il sogno partecipando ai mondiali di Nashville 2017.

Puoi raccontarci i passi che ti hanno portato alla Pokémon Global Exhibition?

Per ottenere l’invito alla Global Exhibition bisognava qualificarsi alla fase finale della Players Cup IV. Le Players Cup sono tornei online ufficiali con diverse fasi eliminatorie a cui potevano partecipare giocatori di Europa, Oceania, Nord America e Sud America. Dopo una prima fase eliminatoria mi sono qualificato nei primi 256 giocatori europei.

La seconda fase consiste in un torneo con il sistema svizzero a 9 round, X-2 cut. I 16 giocatori rimasti dopo la ‘svizzera’ si affrontano in una bracket double elimination. Alla fine della seconda fase rimangono 4 giocatori (2 dalla Winners Bracket e 2 dalla Losers Bracket) che andranno a giocare la fase finale con gli altri 12 giocatori qualificati dagli altri 3 continenti.

L’invito alla Global Exhibition veniva dato al giocatore con il piazzamento più alto, un invito disponibile per continente, 4 totali. Io mi sono qualificato alla fase finale, ho chiuso il torneo al secondo posto, perdendo in finale contro Renzo Navarro, un giocatore sudamericano. Con questo piazzamento sono stato il miglior giocatore europeo dei 4 in gara guadagnandomi l’invito alla Global Exhibition.

Come ti prepari a una competizione?

Mi preparo guardando il metagame, provo le squadre migliori cercando di capire quali siano gli archetipi più performanti. Quando riesco a trovare la squadra che mi convince, comincia la fase di testing in cui prendo confidenza con il team, preparo le strategie contro gli altri archetipi più presenti nel formato e ottimizzo i dettagli per cercare di avere un gameplan solido contro le probabili squadre che mi aspetto di affrontare.

In queste fasi collaboro anche con altri giocatori esperti, avere uno scambio di opinioni aiuta molto e permette di ottimizzare anche i più piccoli particolari. Non a caso dietro le squadre con cui ho fatto ottimi piazzamenti, oltre a un buon lavoro individuale c’è anche un grande lavoro di squadra.

Come scegli i Pokémon che faranno parte della tua squadra?

I migliori Pokèmon del metagame hanno caratteristiche uniche (statistiche, abilità, mosse, combinazione di tipo) che li rendono migliori di altri e permettono di combinarli con altri Pokèmon disponibili.

Un esempio è il team che ho usato alla Global Exhibition. È un team basato su Groudon, Charizard e Venusaur. Groudon con la sua abilità Siccità mette il sole per 5 turni. Con il sole si attiva l’abilità Solarpotere di Charizard che gli permette di fare danni maggiori, oppure l’abilità Cloforilla di Venusaur che gli raddoppia la velocità permettendogli di attaccare prima dei Pokèmon avversari. Altri Pokèmon hanno queste 2 abilità, ma Charizard e Venusaur possiedono caratteristiche uniche come la loro forma Gigantamax che li rendono i migliori.

Incineroar, Regieleki e Umbreon sono gli altri 3 membri della squadra che aiutano a coprire i punti deboli della strategia principale.

Qual è il miglior ricordo che hai della tua esperienza di giocatore Pokémon professionista?

Il miglior ricordo che ho è stata la mia run alla Players Cup III a cui ho partecipato ad aprile. Durante il lockdown ho perso la voglia di competere nei vari tornei online e mi ero preso una pausa di qualche mese dal competitivo. Con l’annuncio della Players Cup III ho deciso di rimettermi in gioco, con l’obiettivo principale di divertirmi senza molte pretese sul risultato finale.

Alla fase di qualificazione europea ho utilizzato lo stesso sun team che ho usato all’Exhibition costruito con l’aiuto di Davide Carrer, Vincenzo Ciliberto e Francesco Pero. Proprio io e Francesco abbiamo finito la qualificazione europea imbattuti, 7-0 e ci siamo qualificati per la fase finale. È stato soddisfacente tornare a far bene a un torneo importante dopo un anno dall’ultima volta e condividere lo stesso risultato con un amico usando la stessa squadra a cui abbiamo lavorato insieme. Alla fase finale a me è andata meglio, ho finito al secondo posto e la soddisfazione è diventata ancora più grande.

Qual è il tuo consiglio per i nostri lettori che vorrebbero iniziare a partecipare ai tornei Pokémon?

Credo che alla base di qualsiasi gioco competitivo ci sia la passione e la voglia di mettersi in gioco, questo vale anche per Pokèmon. Se siete appassionati mettetevi in gioco, giocate, divertitevi, migliorate e soprattutto fate conoscenza con altre persone che condividono la vostra stessa passione.

Ho fatto delle bellissime amicizie in questi anni, coltivate sia in ambito competitivo che fuori. Conoscere gente con la vostra stessa passione, una sana rivalità, la cooperazione per un obbiettivo comune sono tutti stimoli che aiutano a migliorare, credo che questo sia la base per diventare degli ottimi giocatori.

Quando finirà la pandemia e ricominceranno gli eventi live consiglio di parteciparvi indipendentemente dal livello a cui vi sentite. Giocare dal vivo è molto diverso dal giocare online, mettetevi in gioco senza paura di andar male. È normale non andare bene ai primi tornei, ma con il passare del tempo e l’esperienza maturata le cose miglioreranno.

Insomma, una ottima chiacchierata con tanti spunti e tanti consigli. Avete già iniziato a studiare per i prossimi tornei mondiali di Pokémon?

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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