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Gli smartphone per prevenire il contagio, ma rispettando la privacy
I ricercatori del MIT propongon Safe Paths, un progetto per contrastare il contagio con gli smartphone


E se la migliore forma di prevenzione del contagio fossero gli smartphone? Un team internazionale di studiosi, guidato dal MIT (l’università tecnologica per eccellenza) ha sviluppato MIT Safe Paths, che consente alle autorità sanitarie di segnalare ai cittadini se sono entrati in contatto con una persona risultata positiva al tampone per COVID-19. Il tutto via smartphone.

Gli smartphone possono aiutare a limitare il contagio

Il gruppo di studiosi, guidato dal professor Ramesh Raskar del MIT Media Lab, ha sviluppato una serie di strumenti utili per avvisare tramite smartphone i cittadini di un possibile contagio, per far sì che attivino fin da subito strategie atte alla prevenzione, per non trasmettere ulteriormente il virus. Il progetto partecipa a Innova per l’Italia, ed è patrocinato da altre importanti università, come Harvard e Stanford, ed anche dall’OMS.

“Oltre alla diagnosi rapida e all’isolamento dei casi di contagio sospetti o confermati, la possibilità di informare velocemente i cittadini nel caso in cui siano stati a contatto con un soggetto risultato positivo si rivela un fattore vitale per limitare la diffusione del virus”, spiega Francesco Benedetti, che è un ricercatore post-dottorato al Dipartimento di Ingegneria Chimica del MIT.

prevenzione contagio via smartphoneGli smartphone, con il numero incredibile di informazioni che immagazzinano, e grazie alla costante connessione internet, sono lo strumento perfetto per questo tipo di operazione. Soprattutto perché li abbiamo sempre a portata di mano. Ma ovviamente, c’è bisogno di garantire la privacy  dei cittadini.

Le app del MIT per la prevenzione del contagio

La piattaforma Safe Paths ha, prima di tutto, bisogno di raccogliere informazioni e confrontarle con quelle di chi ci sta attorno. Per farlo, sfrutta un’app disponibile sia per Android che per iOS: PrivateKit.

Private Kit
Private Kit
Developer: MIT
Price: Free

PrivateKit confronterà le localizzazioni salvate sul dispositivo con la cronologia delle posizioni salvate dei soggetti contagiati. Il tutto in forma aggregata e anonima, con gli id personali oscurati. Il GPS e il Bluetooth del dispositivo permetteranno di vedere se si è entrati in contatto con soggetti risultati positivi, senza ovviamente diffondere le generalità di nessuno.

Safe Places invece è una applicazione web che consente alle autorità sanitarie di redigere, in modo sicuro e anonimo, il tracciamento del contagio, per poi decidere sulle misure di prevenzione. Aggregando le informazioni di PrivateKit, le autorità avranno un’idea precisa della diffusione del virus, senza dover accedere ai dati personali dei cittadini, in rispetto alle norme sulla privacy.

“Perché questa tecnologia possa contribuire a contrastare l’epidemia in modo efficace è indispensabile che ogni cittadino scarichi e utilizzi correttamente l’app,” conclude Benedetti. “Ed è altrettanto importante che le istituzioni sostengano l’adozione dell’applicazione e dei sistemi necessari per farla funzionare, soprattutto in vista della graduale fase di ritorno alla normalità e del conseguente incremento delle occasioni di contatto”.

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.
                   










 
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