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La tecnologia Qualcomm dietro il primo volo della NASA JPL su Marte

La tecnologia robotica di Qualcomm è la chiave di questa missione, scopriamo tutti i dettagli

Lunedì 19 aprile, l’elicottero drone Ingenuity della NASA JPL ha creato la storia dell’aviazione con il primo volo in assoluto su Marte grazie alla tecnologia robotica di Qualcomm. La sua piattaforma, delle dimensioni di una carta di credito, ha permesso il volo autonomo senza GPS. Questo dettaglio è fondamentale per navigare in aree a cui il Rover non può accedere facilmente e aprire nuove possibilità di esplorazione.

Scopriamo insieme tutti i dettagli.

La tecnologia di Qualcomm e il volo della NASA JPL

NASA JPL e Qualcomm

Il volo inaugurale, a 171 milioni di miglia dalla Terra, otterrà anche immagini ad alta risoluzione irraggiungibili dal rover Perseverance. La tecnologia Qualcomm verrà utilizzata anche nel sistema di comunicazione di Perseverance, permettendo ai due veicoli autonomi di lavorare in tandem per raccogliere, preparare e inviare le tanto attese foto al team JPL della NASA sulla Terra. 

Qualcomm ha deciso di rivelare qualche interessante retroscena della sua tecnologia e dettagli del lavoro svolto con il NASA JPL. La società ha rivelato che inventare tecnologie rivoluzionarie che abbiano un impatto positivo e soddisfino i bisogni della società è l’obiettivo principale di Qualcomm.

Il progetto Ingenuity, l’elicottero pensato per il primo volo a motore su un altro pianeta, arrivato lo scorso febbraio sul Pianeta Rosso è in sviluppo dal 2014. Ha rappresentato il culmine di rigorosi test e innovazioni.

Il progetto vuole mostrare come il volo autonomo possa espandere l’orizzonte dell’esplorazione spaziale, della ricerca e dei dati per le missioni e i progetti futuri. In questo contesto anche il minimo dettaglio è fondamentale, compresa la realizzazione del processore responsabile del funzionamento dell’elicottero.

Le sfide del primo volo

I rigori dello spazio pongono sfide uniche al funzionamento di un elicottero su Marte e sono sfide che Qualcomm Flight Platform è in grado di affrontare con grande stile. L’ostacolo principale è il funzionamento stesso. A causa dei segnali che impiegano minuti per arrivare, è impossibile controllare in tempo reale un elicottero, tramite telecomando.

I comandi trasmessi all’elicottero da milioni di chilometri di distanza, infatti, arrivano con un ritardo tra i 3 e i 22 minuti. Analogamente a ciò l’altra grande sfida è fare in modo che il sistema che gestisce il funzionamento autonomo abbia una potenza di calcolo elevata e anche un basso consumo energetico.

Anche se Qualcomm Flight non è stato originariamente progettato per i viaggi nello spazio, le sue potenti caratteristiche risultano essere un ottimo punto di partenza per affrontare queste sfide.

Oltre alla funzionalità autonoma flessibile, le radiazioni marziane e le condizioni atmosferiche sono stati fattori determinanti nel portare JPL a scegliere la giusta piattaforma robotica. Temperature estreme e cicli di temperatura possono usurare le parti molto rapidamente. Inoltre, alcune forme di radiazioni spaziali danneggiano gradualmente o bruscamente il silicio.

Attraverso una serie di analisi, il JPL è stato in grado di determinare che alcune proprietà della tecnologia Qualcomm Flight ridurrebbero il rischio di guasti e rispondendo alle esigenze per il primo volo su un altro pianeta. Questo progetto ha anche dato a Qualcomm l’opportunità unica di testare la piattaforma per le condizioni estreme a cui Ingenuity sarebbe stata esposta.

Veronica Ronnie Lorenzini

Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.

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