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Recensione Anthem: un ottimo punto di partenza

BioWare ha deciso di entrare nel mondo degli Shared World Shooter con Anthem, un titolo tanto promettente quanto divertente. Come sempre però non è tutto oro quel che luccica: l’ultima fatica della software house americana non è scevra da difetti. Quali? Ve lo spiego in questa recensione.

Tra le mure di Fort Tarsis

Anthem non perde tempo: vi basteranno pochi minuti per trovarvi catapultati nel pericoloso mondo di Bastion, un mondo dove gli Specialisti, coraggiosi guerrieri dotati di una peculiare e tecnologia armatura chiamata strale, affrontano quotidianamente missioni di ogni genere. Ad attendervi infatti ci sono enormi bestie, i numerosissimi metamorfici e le truppe del Dominio, intervallati dall’inevitabile ricerca di materiali e persone.

Il vostro punto di riferimento in questa terra selvaggia e indomabile sarà solo uno: Fort Tarsis, un hub centrale dove potete potenziarvi, armarvi e depositare tutto ciò che non vi serve. A differenziarlo dalla Torre creata da Bungie per Destiny ci sono un paio di differenze importanti. Il forte è prima di tutto complesso e popolato da persone con esigenze e bisogni estremamente umani, persone con cui potete interagire e parlare. Anthem infatti non si limita a trattarvi come un ascoltatore passivo, ma vi offre scelte di dialogo che definiscono la vostra personalità e misurano la fedeltà alla causa. Gli abitanti di Tarsis inoltre vi affideranno missioni secondarie, che vi aiuteranno a guadagnare risorse ed esperienza, per poi gioire con voi ogni volta che otterrete un nuovo successo.

Ovviamente non tutto è perfetto. Perdersi nei vicoli del forte è semplicissimo e spostarsi da una parte all’altra risulta quasi difficoltoso, colpa dell’andatura lenta del nostro personaggio, andatura che per altro contrasta prepotentemente con la libertà di movimento che Anthem ci regala durante le missioni.

Questa lentezza, spesso frustrante, porta però con sé un innegabile vantaggio: le vostre passeggiate vi permetteranno di osservare ogni singolo elemento e di non farvi sfuggire i numerosi indizi che andranno poi ad arricchire il vostro Cortex. Contrariamente alla trama principale, che risulta poco originale, la lore è infatti sorprendentemente vasta e affascinante.

Nel blu dipinto di blu

Anthem strali
I 4 strali di Anthem. Da sinistra: Colosso, Intercettore, Guardiano e Tempesta

Punto forte del nuovo videogame di BioWare è indubbiamente il sistema di movimento. Anthem vi permette di sfrecciare nel cielo, di scendere in picchiata nella foresta e di raffreddare il vostro strale passando attraverso le numerose cascate presenti sul territorio. Spostarsi in questo mondo, contando per altro su un level design che punta moltissimo sulla verticalità, è davvero divertente e bilancia un gunplay che non è tra i più appaganti. Il feeling delle armi infatti non è quello a cui ci hanno abituato altri colossi del genere, ma la possibilità di schivare, librarsi in aria e aggirare i nemici velocemente rende tutto sorprendentemente piacevole.

Ad animare ulteriormente i combattimenti ci pensano i quattro esoscheletri a nostra disposizione. Per gli amanti dei tank c’è l’enorme Colosso, dotato di uno scudo estremamente resistente, mentre per chi adora il combattimento ravvicinato c’è l‘Intercettore, agile e dotato di lame affilatissime. Più simile ai tradizionali maghi è invece Tempesta, ideale per gli attacchi a distanza, mentre Guardiano è il più bilanciato dei quattro ed è perfetto per gli indecisi che non vogliono rinunciare a nulla. Ognuno di questi può contare non solo su due slot dedicati alle classiche armi da fuoco, ma anche sulle abilità e su una marea di componenti differenti.

Tutto questo naturalmente lo guadagnerete e troverete partecipando alle diverse quest o dandovi al gioco libero. Insomma, giocate, accumulate e selezionate poi con cura il vostro equipaggiamento, eliminando ciò che non vi serve e lasciando spazio a ciò che invece si sposa meglio con il vostro stile e con lo strale selezionato.

Vi segnalo infine la presenza di un sistema di crafting che però non risulta troppo soddisfacente. Dopo le prime ore di gioco infatti troverete decisamente più utile la ricerca tradizionale rispetto alla più elaborata creazione degli armamenti.

Il dramma della ripetitività

La quantità non è certo un problema per Anthem: l’endgame infatti include una nutrita quantità di eventi pubblici e i più complessi raid nelle tre Fortezze, tutte attività che vi terranno impegnati per parecchie ore. Il problema è l’inesistente varietà degli incarichi, tutti noiosamente simili tra loro. Un difetto enorme per un “Game as a service”, un gioco che nasce per attirare giocatori non solo per i pochi giorni necessari al completamento della campagna, ma per parecchi mesi, o addirittura anni. Certo, continuare a giocare e rivivere la routine permette ai gamer di potenziare lo strale o di portare a casa nuovi elementi cosmetici, ma possiamo davvero considerarlo uno stimolo sufficiente?

Ovviamente non tutto è perduto. BioWare sembra intenzionata ad inserire nuovi contenuti e ad apportare qualche interessante cambiamento. A breve poi dovrebbe arrivare la prima espansione, che potrebbe regalarci qualche altra interessante ora di gioco.

Un’opera egregia

Impossibile non apprezzare la resa grafica di Anthem. Illuminazioni, effetti particellari e animazioni sono di livello eccellente e rendono l’esperienza di gioco ancora più immersiva. Apprezzabile anche il meteo dinamico, che non solo dona varietà al gioco ma influisce anche sulla vostra capacità di volare.

Promossi anche la colonna sonora, il doppiaggio e il matchmaking, mentre l’interfaccia potrebbe giovare di qualche miglioria.

Anthem: comprarlo o non comprarlo?

Nei confronti di Anthem provo sentimenti contrastanti: da un lato abbiamo uno shooter promettente e divertente, con una cornice narrativa sorprendente e un gameplay entusiasmante, dall’altro troviamo una ripetitività un po’ frustrante e davvero inaspettata. Insomma, si poteva fare di più, ma c’è ancora spazio per migliorare. Quella che abbiamo visto e provato è un’ottima base, ma BioWare ha bisogno di costruirci sopra, di perfezionarla e aggiungere quella varietà di cui abbiamo bisogno.

Anthem

  • Varietà negli strali
  • Profondità della lore
  • Gameplay divertente
  • Tecnicamente eccellente
  • La varietà delle attività è da migliorare
  • Interfaccia e navigabilità dei menù da rivedere

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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