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Recensione Honor 20: ok, il prezzo è giusto?

Ad un mese dal lancio abbiamo messo le mani su Honor 20 per scoprire se vale davvero la pena acquistarlo.

Dire che Honor 20 stia pagando lo sfavorevole periodo storico è forse riduttivo. Sì, è vero, probabilmente se gli USA non avessero annunciato il ban – ormai ritirato – di Huawei proprio il giorno prima del lancio europeo dello smartphone, le cose sarebbero andate diversamente: l’entusiasmo derivato dalla presentazione avrebbe spinto le vendite del device e assicurato ad Honor un arrivo sul mercato decisamente più scoppiettante.

Onestamente però non so quanto tutto questo sarebbe durato: Honor 20 non vale i 499 euro richiesti dal produttore asiatico e non affascina come la variante Pro che, per soli 100 euro in più, offre un look più accattivante e un comparto fotografico migliore. Non fraintendetemi, Honor 20 è comunque un buon device, ma forse offerto ad un prezzo sbagliato. Cosa significa? Ve lo spiego in questa recensione.

Honor 20: la scheda tecnica

Honor 20 scheda tecnica

Partiamo, come d’abitudine, dalle ottime caratteristiche tecniche di questo smartphone.

Dimensioni: 154.25 x 73.97 x 7.87 mm
Peso: 174 g
Display: 6,26″ IPS LCD – 1080 x 2340 pixel
CPU: HiSilicon Kirin 980
GPU: Mali-G76 MP10
RAM: 6 GB
Memoria: 128 GB
Rete: 4G LTE – Dual SIM
Connettività: Wi-Fi 802.11a/b/g/n/ac, Bluetooth 5.0, USB Type-C, GPS
Batteria: 3750 mAh
Fotocamera posteriore:48 + 8 + 2 + 2 MP
Fotocamera anteriore: 32 MP
Video: 4K @30 fps
Sistema operativo: Android 9.0 Pie con Magic UI 2.1.0

Giovanile e ben costruito ma…

Honor 20 design

Il primo impatto è quello di sempre: Honor 20 è uno smartphone ben costruito, caratterizzato da una back cover in vetro colorata e piacevolmente moderna e da una solida cornice metallica.

Impossibile poi non apprezzare il lettore d’impronte situato proprio lungo il profilo destro, una soluzione poco utilizzata ma che risulta estremamente valida, risultando più comoda di un sensore posteriore e più rapida del sensore sotto il display. Vi segnalo che il lettore funge anche da tasto di accensione/spegnimento, motivo per cui oltre a quest’ultimo troverete solo un altro pulsante fisico, quello dedicato al volume.

Tradizionali gli altri lati: sulla parte superiore abbiamo l’IRDA, a sinistra lo slot per le SIM, mentre il lato inferiore è dedicato allo speaker e al connettore USB Type-C. Risulta invece assente il jack da 3,5 mm.

Davvero buono il display da 6,26 pollici, un IPS con risoluzione FullHD+ che risulta molto luminoso, capace di restituire tonalità vivaci e personalizzabile grazie alle impostazioni dedicate che vi aiutano a definire la temperatura colore. Apprezzatissima la scelta di optare per il forellino laterale piuttosto che per il notch.

L’unica vera pecca estetica è rappresentata dal modulo fotocamera situato sulla parte posteriore: oltre ad essere molto lungo è infatti molto sporgente, cosa che sbilancia un po’ il device.

Ah, dimenticavo: Honor 20 purtroppo non vanta la certificazione IP68, quindi occhio a piscine, bagni al mare, vasche da bagne e lavandini.

Autonomia e performance al top

Honor 20 performance

L’hardware è da vero top di gamma. A bordo infatti abbiamo il processore HiSilicon Kirin 980, 6 GB di RAM e 128 GB di memoria interna che sì, non è espandibile, ma appoggiandosi al cloud di Google per foto e video risultano davvero più che sufficiente.

Buona la connettività con WiFi dual band, NFC per i pagamenti digitali, Bluetooth 5.0 e la già citata porta ad infrarossi. Attenzione però: pre-installata non troverete la classica app Telecomando che vi consente di sfruttare questa feature. Sì, è vero, potete scaricarne qualcuna dal Play Store ma la ricerca richiederà del tempo. Io, dopo averne installate 5/6 senza ottenere risultati, ho gettato la spugna.

Davvero ottima l’autonomia: i 3750 mAh, uniti all’eccellente lavoro di ottimizzazione software, vi permettono di arrivare a fine giornata senza difficoltà.

E il sistema operativo? A bordo abbiamo Android 9.0 Pie con Magic UI 2.1. Un nome nuovo che in realtà nasconde la solita EMUI di Huawei e che, di conseguenza, porta con sé i soliti pro e contro. Aspettatevi quindi tanta fluidità, molte funzionalità, le immancabili gesture e, purtroppo, la solita grafica un po’ dotata.

Tornano i 48 megapixel

Il comparto fotografico di Honor 20 è inutilmente abbondante. A disposizione infatti abbiamo 4 sensori, ma solo 2 sono quelli realmente utili.

La fotocamera principale è da 48 megapixel, con il solito sensore Sony IMX586 che di default regala scatti a 12 megapixel interpolando 4 pixel in 1. Tranquilli, se volete approfittare di tutti quei megapixel vi basterà andare nelle impostazioni. Come si comporta? Davvero molto bene: la qualità degli scatti è ottima con colori piuttosto naturali, a patto però che non attiviate l’AI che tende a saturare molto qualsiasi fotografia. Niente male anche le immagini catturare in condizioni di scarsa luminosità: non sorprendenti ma comunque convincenti.

La seconda fotocamera è grandangolare, da 16 megapixel e con apertura f/2.2. Gli scatti sono davvero buoni con la distorsione laterale ridotta davvero al minimo.

Infine abbiamo altri due – inutili – sensori, entrambi da 2 megapixel: il primo è dedicato alle macro da 4 cm (e non è una distanza indicativa ma quasi obbligatoria) ed è davvero deludente, mentre la seconda è pensata per l’effetto bokeh.

Buona infine la fotocamera frontale, da 32 megapixel, così come i video, in 4K a 30 fps, che però pagano l’assenza della stabilizzazione ottica.

    Honor 20: comprarlo oppure no?

    Honor 20 è indubbiamente uno smartphone convincente ma non a 499 euro. Al momento la concorrenza su questa fascia è super-agguerrita e non c’è nulla che lo faccia brillare rispetto ad altri device. E poi, diciamocelo, per soli 100 euro in più potrete portarvi a casa l’Honor 20 Pro che, almeno sulla carta, convince di più.

    Honor 20

    • Ottima qualità costruttiva
    • Buon display
    • Performance al top
    • Autonomia eccellente
    • Buon comparto fotografico...
    • ...ma inutilmente abbonante
    • Manca la certificazione IP68
    • Prezzo forse troppo elevato
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    Erika Gherardi

    Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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