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Redfall: come trafiggere i vampiri con un paletto nel petto – La Recensione

Un gioco con tanto Red, ma anche tantissime Fall(e)

In molti, fin da quell’Xbox e Bethesda Developer Direct di gennaio, attendevano con ansia Redfall, presentato come un avvincente sparatutto open world con spietati vampiri assetati di sangue (letteralmente). Le aspettative sono cresciute molto nel corso dei mesi e ora che il gioco è arrivato è tempo di capire se Redfall è davvero il titolo che ci aspettavamo: scopriamolo in questa nostra recensione.

Redfall è disponibile dal 2 maggio su Xbox Series X|S e PC (dal day one anche su Game Pass). Abbiamo quindi trascorso quest’ultima settimana a cacciare vampiri, cercare di tenere nascosto il collo e ricaricare la lanciapaletti per fare a pezzi quei simpaticoni che amano bere Bloody Mary.

Ma cominciamo dall’inizio: cos’è Redfall?

Beh è essenzialmente uno sparatutto in prima persona ambientato in un (non tanto vasto) open world rappresentato da una cittadina chiamata, per l’appunto, Redfall. L’incipit della storia è apparentemente banale: una tranquilla città viene invasa da un apocalissi vampiresca. La trama però, sebbene non convinca mai del tutto, riesce a slegarsi dai clichè tipici del genere, portando il giocatore a unire i pezzi man mano che la storia prosegue.

Vampiro che abbaia non morde

All’inizio della campagna il giocatore sarà chiamato a scegliere tra quattro diversi eroi, ognuno con tre caratteristiche e poteri unici. Attraverso il più classico dei sistemi progressione, sarà possibile potenziare l’eroe scelto, sia accumulando XP (e quindi salendo di livello) che spendendo i punti abilità. Fin qui niente di troppo rivoluzionario.

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Una volta arrivato a Redfall il nostro eroe comincerà a farsi alleati (ma anche molti nemici). Difatti l’isola è popolata non solo da spietati vampiri, ma anche da mercenari e forze speciali ostili, che non mancheranno di imbracciare i fucili per farvi fuori. Da questo punto di vista il gameplay mescola bene meccaniche stealth con sparatorie a campo aperto che, tuttavia, mai impensieriscono troppo il giocatore.

I nemici umani sono per lo più deboli, incapaci di reagire adeguatamente al vostro attacco, e sembreranno più un branco di hippie pacifisti che forze speciali militari. D’altro canto i vampiri, con una vasta varietà di specie diverse, saranno più ostici e avranno caratteristiche peculiari.

Questa differenza nei combattimenti si riflette bene anche sull’arsenale a disposizione del giocatore. Le armi, che possono essere acquistare presso la base o trovate in giro per la mappa, consistono in fucili a pompa, fucili d’assalto e cecchini (per combattere gli umani), ma ci saranno anche sparapaletti, armi UV e pistole a razzii di segnalazione per trafiggere i vampiri. Questi, se indeboliti con le armi normali, lasciano scoperti il cuore: a quel punto potrete trafiggerli senza pietà, magari rivolgendo loro qualche ingiuria.

La recensione di Redfall: inutile piangere sul sangue versato

Interessante è anche la meccanica di loot proposta dal gioco. Anche in questo caso niente di innovativo o particolarmente eccellente, ma una meccanica semplice che riesce nel compito di invogliare il giocatore a guardarsi intorno. Grazie ai grimaldelli si potranno scassinare i bagagliai delle auto che, chissà perchè, contengono sempre fucili. Ma sono americani, non ci stupiamo.

L’open world è davvero risicato, sebbene la mappa di gioco offra i suoi punti di interesse unici. Sbloccando punti storici e rifugi sarà possibile attivare il viaggio veloce, imprescindibile per evitare di continuare a farsi ammazzare per strada.

La morte in Redfall non è un’eventualità, è una certezza!

In caso di KO il giocatore torna al rifugio/punto storico più vicino, recuperando parte delle munizioni e l’intera barra di salute. I nemici indeboliti nell’azione precedente resteranno così come li avete lasciati. Quindi, anche dopo essere morti 25 volte, riuscirete a poco a poco a completare la vostra quest.

A proposito delle missioni: sebbene facciano parte di una trama assolutamente inconsistente, le quest sono ben divise in missioni principali, secondarie e addirittura terziarie. Già perchè, girovagando per la città, potreste imbattervi in nidi di vampiri. Questi vi porteranno in una sorta di Sottosopra Strangerthingsiano, nel quale dovrete distruggere il cuore del nido e uscire incolumi.

Tanto Red ma anche tantissime fall

Dopo i prim 30 minuti in cui siamo stati fortemente delusi da Redfall (ricordate le aspettative all’inizio di questa recensione?) il gioco comincia ad ingranare. Tuttavia sono tante, forse anche troppe, le falle e i bug presenti.

Alcuni vampiri, anche boss, scompaiono nel nulla. I nemici restano incastrati nella mappa e il personaggio, non si sa proprio perchè, rifiuta di abbassarsi. Tutti bug che, per essere risolti, necessitano il riavvio del gioco. Essendo il salvataggio unicamente automatico, il riavvio, se non tornate prima al menù principale, potrebbe portarvi a perdita di progressi.

A ciò si aggiunge una narrazione assolutamente inconsistente (se non per piccoli guizzi). La trama è mostrata attraverso diapositive fisse, narrate dalla voce del personaggio. Nessun filmato, nessuna cut-scene.

Tirando le somme: com’è Redfall?

Se vi avvicinate al gioco senza troppe aspettative, accettando che la prima mezz’ora sarà un costante ciclo morte/respawn, allora Redfall potrebbe piacervi. Il gioco è anche divertente da giocare, soprattutto in co-op fino a 4 giocatori, ma è totalmente privo di una struttura narrativa solida.

I nemici non sono mai minacce reali, eccezion fatta per alcuni vampiri, e i numerosi bug vi faranno venire voglia di scoprire il collo e invitare i vampiri ad alleviare la sofferenza dell’ennesimo riavvio. Nonostante ciò l’aspetto open world vi lascia la possibilità di scegliere l’approccio per ogni singola missione e di girovagare per Redfall senza troppi obblighi.

La rigiocabilità è garantita, ma anche limitata, dai quattro eroi selezionabili. Sarebbe stato decisamente più interessante offrire la possibilità di switcharli nel corso della campagna. Invece no, per provare le abilità di un nuovo eroe bisogna ricominciare tutto da zero. E il gioco, allo stato attuale, sicuramente non invoglia a farlo.

PRO

  • Buona varietà di armi
  • Ottima varietà di vampiri
  • Eroi diversi con abilità uniche
  • Compreso nel catalogo Xbox Game Pass
  • Musiche bellissime
  • Buon sistema di progressione
  • Infilzare i vampiri con i paletti è divertente
  • Co-op

CONTRO

  • Intelligenza artificiale dei nemici umani molto artificiale e poco intelligente
  • Tanti bug
  • Trama inconsistente
  • Nessun filmato
  • Morte certa per la prima parte di gioco
  • Impossibilità di switchare tra i vari eroi senza ricominciare da zero

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Autore

  • Marco Brunasso

    Scrivere è la mia passione, la musica è la mia vita e Liam Gallagher il mio Dio. Per il resto ho 30 anni e sono un musicista, cantante e autore. Qui scrivo principalmente di musica e videogame, ma mi affascina tutto ciò che ha a che fare con la creazione di mondi paralleli. 🌋From Pompei with love.🧡

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