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Surface Pro 7 recensione

Surface Pro 7 recensione: il miglior convertibile?


Surface Pro 7 è l’ultimo convertibile uscito dalla fucina di Microsoft, un dispositivo che non porta con sé grosse novità in termini di design, ma che rinnova il suo hardware per offrire ottime prestazioni anche nei momenti più difficili e concitati. La domanda a questo punto è una sola: l’update è sufficiente a mantenere un posto nel podio dei convertibili? Scopriamolo in questa recensione.

Microsoft Surface Pro 7 recensione: ehi, quello lo conosco!

Surface Pro 7 recensione design

L’estetica è quella che abbiamo imparato a riconoscere ed apprezzare negli ultimi anni: scocca in metallo, spessore contenuto – solo 8,5 mm – ed un peso che si ferma a 771 grammi. Ritroviamo anche lo stand con doppia cerniera, che vi consente di adattare Surface Pro 7 a qualsiasi superficie e, soprattutto, ad ogni genere di esigenza.

A garantire una buona versatilità ci pensa anche la connettività, non solo Bluetooth e WiFi, ma anche la nuova porta USB-C, affiancata da un USB 3.0, dal jack audio da 3,5 mm e dallo slot microSD.

Non dimentichiamo ovviamente il display touch screen Pixel Sense, da 12,3 pollici e con risoluzione 2736 x 1824 pixel. La resa generale è quasi impeccabile: i colori sono vividi, la luminosità è alta e gli angoli di visione davvero buoni. Attenzione però all’utilizzo negli spazi aperti, dove la visibilità si abbassa parecchio a causa del pannello particolarmente riflettente.

Surface Pro 7 recensione stand

E la tastiera? Qui entusiasmo ad amarezza vanno di pari passo. Da un lato infatti la Signature Type Cover, che abbiamo avuto modo di provare intensivamente nelle ultime due settimane, permette di lavorare in totale comodità, dall’altro lato però c’è un fattore impossibile da trascurare: non è inclusa nella confezione. Anzi, per portarla a casa dovrete spendere altri 184,99 euro. Insomma, Microsoft continua a considerare la tastiera un optional, proprio come la Surface Pen. C’è però una differenza fondamentale: lo stilo, per quanto utile, non è indispensabile, la Signature Type Cover invece sì. Navigare, prendere appunti, creare documenti, sono tutte operazioni che senza la tastiera risulterebbero inutilmente complicate, soprattutto dopo aver speso almeno 919 euro per l’acquisto del device.

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Una versione per tutti

Surface Pro 7 recensione performance

Veniamo alla principale novità: l’hardware. Surface Pro 7 infatti si presenta con i processori Intel Core di decima generazione con architettura Ice Lake, affiancati da 4, 8 o 16 GB di RAM e da uno spazio di archiviazione che va da 128 GB ad 1 TB. Quest’ultimo, ve lo ricordo, può essere ulteriormente espanso utilizzando il già citato slot per la microSD.

Noi abbiamo messo le mani sulla variante con Intel Core i5, 8 GB di RAM e 256 GB di memoria interna, una configurazione che si sposa perfettamente con la nostra routine lavorativa, fatta di testi su WordPress, email a go go, video editing in Full HD e qualche immagine realizzata e modificata con Adobe Photoshop o Illustrator. Insomma, le performance sono assolutamente promosse, ma state attenti a noi esagerare. Sì al montaggio con Premiere Pro ma non aspettatevi di poter gestire contemporaneamente altri programmi pesanti come quelli inclusi nella suite Adobe.

Surface Pro 7 recensione utilizzo

Ad essere promosso a pieni voti invece è il sistema di raffreddamento, ulteriormente migliorato per garantire temperature assolutamente nella media. Tenete inoltre conto di un dato fondamentale: disegno a parte, non sarete mai davvero a contatto con Surface Pro 7. Durante la normale attività d’ufficio infatti vi ritroverete ad usare la Signature Type Cover – connessa solo magneticamente al convertibile – o qualsiasi altra tastiera esterna. Accorgersi quindi dei comunque contenuti aumenti di temperatura è quasi impossibile.

Non scordate il caricabatterie

Ho portato con me Surface Pro 7 ovunque per due settimane. L’ho usato alle conferenze stampa, l’ho sfruttato sul treno, è stato il mio PC in ufficio e mi ha fatto compagnia persino sul divano. Non c’è stata una singola occasione in cui io abbia desiderato avere un altro notebook: il terminale di Microsoft è così versatile che si adatta davvero ad ogni situazione. Il peso contenuto poi lo rende semplice da trasportare, cosa che vi invoglia davvero a tenerlo sempre nello zaino.

Questo non significa che il convertibile di Redmond sia perfetto. In realtà il device sembra aver fatto un passo indietro in termini di autonomia.  Con un uso intensivo coprirete circa 3 ore, mentre un utilizzo blando vi permetterà di arrivare a 7/8 ore. Se lavorate con programmi impegnativi, vi consiglio di non lasciare mai il caricabatterie a casa.

Microsoft Surface Pro 7 recensione: acquistarlo oppure no?

Surface Pro 7 è indubbiamente il punto di riferimento per i convertibili. Lo è per la sua – ovvia – integrazione con Windows 10, per le performance ulteriormente migliorate, per l’ottimo display e, soprattutto, per l’estrema versatilità che offre. Tutto questo lo rende perfetto per chi lavora molto in mobilità, ma anche per gli studenti che cercano qualcosa che possa aiutarli negli studi senza perdere di vista l’intrattenimento.

Microsoft però dovrebbe prestare un po’ più di attenzione alla concorrenza, che cerca di conquistare il mercato puntando proprio su mancanze e difetti di questo terminale. Sto parlando dell’autonomia, dell’assenza della tastiera all’interno della confezione e delle ormai importanti cornici intorno al display.

Microsoft Surface Pro 7

Pro Pros Icon
  • Ottima qualità costruttiva
  • Bel display
  • Ottime performance
  • Estrema versatilità
  • Peso super contenuto
Contro Cons Icon
  • Autonomia non eccelsa
  • Cornici spesse
  • Tastiera non inclusa

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Erika Gherardi

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Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
                   










 
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